In Comin abbiamo iniziato ad intrecciare la nostra strada con quella dello Spazio Neutro molto presto, quando i minori accolti nelle nostre comunità hanno iniziato -in un crescendo esponenziale negli anni- a frequentarlo per incontrarvi i propri genitori (o altri familiari). “Spazio Neutro” infatti è il nome con cui lo storico servizio milanese di via Pusiano ha denominato quello che la legislazione definisce “Servizio per il diritto di visita e relazione tra minori e genitori non conviventi” la cui principale funzione è quella di garantire ai minori che vivono in situazioni familiari conflittuali il diritto di mantenere viva la relazione con entrambi i genitori, anche con quello con il quale non possono vivere abitualmente oppure di consentire, in situazione di allontanamento dalla famiglia, la possibilità di incontro con i familiari, quando non ci siano le condizioni per il rientro a casa neanche per i fine settimana.
E anche in questo caso, l’incontro di Comin con servizi diversi ha fatto sì che si accendesse una riflessione sulla possibilità di ampliare il proprio raggio di azione, per portare la propria modalità di lavoro altrove, dove i bisogni dei nuclei in carico e le richieste del territorio ci portavano.
In questo articolo cercheremo di raccontare, per sommi capi, l’inizio della nostra esperienza nella gestione di questo servizio, che in 20 anni abbondanti di esperienza ci ha portato dalla progettazione di uno Spazio Neutro alla gestione di servizi analoghi in cinque diversi territori.
Per partire dobbiamo, nel nostro racconto, fare un salto a ritroso nel tempo. È necessario infatti tornare al 2004, nel distretto del Rhodense, per raccontare il lavoro di progettazione in collaborazione con Sercop che ha portato all’avvio dello Spazio neutro Arimo a Cornaredo. Il percorso di progettazione condivisa è stato poi sintetizzato a nome del Piano di zona dei comuni del Rhodense nel Progetto iniziale Servizio Spazio neutro Arimo.
Nella premessa vengono esposte con chiarezza la finalità e gli obiettivi di questo servizio a partire dall’articolo 9 della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia: “Gli stati parti rispettano il diritto del fanciullo separato da entrambi i genitori o da uno di essi di intrattenere regolarmente rapporti personali e contatti diretti con entrambi” (ONU, 1989) e prospettando i rischi psicologici per i figli inseriti in pericolose dinamiche conflittuali tra i genitori.
Perché questo nome? Arimo è la parola usata dai bambini quando si vuole interrompere momentaneamente un gioco o sospendere nella fantasia un’attività che non si sa affrontare o ci disturba per alcuni momenti, sufficienti per riordinare le idee. Il servizio di Spazio Neutro vuole assolvere proprio la funzione primaria di interrompere per un momento, creando uno spazio psichico neutro, le tensioni, i conflitti, le dinamiche disfunzionali caratteristiche del rapporto genitori – figli in situazioni familiari problematiche. Nel progetto vengono definite la forma e le modalità operative della collaborazione Comin – Sercop e la strutturazione dello spazio. Come detto la sede del servizio è stata identificata in uno stabile di Cornaredo, messo a disposizione dal comune. Dopo 10 anni, nel 2014, il servizio ha cambiato casa e si è trasferito a Rho, prima in via Beatrice d’Este e poi nella centralissima via Madonna. Comin gestisce a tutt’oggi questo Servizio di Spazio Neutro, sempre in maniera condivisa con Sercop. Per questo motivo si è resa necessaria la partecipazione a diverse gare d’appalto, che si sono succedute nel tempo. Questo fatto, tra l’altro, ha offerto l’opportunità di affinare, a partire dall’esperienza sviluppata negli anni, i contenuti pedagogici del servizio.
Arimo è stata la prima esperienza di gestione di uno Spazio neutro. Nel corso degli anni ne sono stati gestiti altri, in altri territori. La prima di queste esperienze si è sviluppata a Corbetta, a partire dal Luglio 2010. Anche in questo caso l’avvio del servizio è stato preceduto da un confronto con i servizi del comune di Corbetta e del distretto del Magentino, bacino di riferimento del servizio. Nella Relazione di restituzione del primo anno è presente anche la lista degli incontri preparatori con i servizi territoriali. In questo caso il servizio è stato gestito in collaborazione con la cooperativa Ghenos con cui abbiamo costruito il Progetto per l’organizzazione e la realizzazione di un servizio “Spazio neutro” all’interno dei locali di proprietà del comune di Corbetta. Per l’avvio del servizio Comin ha, infatti, partecipato ad un Bando di gara per l’assegnazione di porzione di immobile dove poter realizzare un progetto di “Spazio neutro”. Questo spazio, che poi ci è stato assegnato e di cui Comin usufruisce a tutt’oggi, è stato anche sede di altri progetti sviluppati nel territorio. Dopo il primo triennio Comin ha proseguito, da sola, la gestione di questo servizio per il Distretto di Magenta fino ad oggi. Vedi Rinnovo concessione
Ecco la testimonianza di Maria Luisa Coi, un’operatrice del servizio di allora che ci riporta un ricordo personale: In quel periodo i nostri operatori partecipavano al coordinamento degli Spazi Neutri che si trovava a Milano, nel quale abbiamo potuto trovare occasione di confronto. In quel coordinamento si sosteneva, giustamente, la necessità di un’impostazione codificata. Anche i nostri servizi seguivano le linee guida elaborate in quel coordinamento: era pertanto un servizio molto codificato con tutte le cartelle protocollate, essendo necessario un buon livello di precisione per la costante collaborazione con il Tribunale e anche per ovviare al pericolo sempre latente di rimostranze o denunce da parte dei genitori, spesso alimentate dalla situazione di forte conflittualità interna alla coppia. Ricordo però che noi cercavamo ugualmente di costruire un sufficiente clima di casa per favorire la tranquillità nei bambini nel loro incontro con i genitori. In ciò eravamo facilitati anche dalla struttura in cui era inserito lo Spazio neutro di Corbetta che si presentava proprio come casa.
Quest’ultimo aspetto è stata una caratteristica che ha connotato nel tempo i nostri servizi di Spazio neutro. Nelle situazioni in cui sono presenti le condizioni si cerca di rendere possibili anche incontri con modalità più informali e leggere, a volte ad esempio anche con la possibilità di pranzare assieme.
Dopo le esperienze nel Rhodense e nel Magentino, Comin ha gestito questo servizio in altri territori.
A Pavia, in via Negri, lo Spazio neutro si è sviluppato in affiancamento alla comunità La Nostra Casetta che, per le caratteristiche della storia di molti dei bimbi accolti, richiedeva la necessità di incontri protetti, ma poi si è aperta anche ad altri casi inviati dal territorio. Per qualche tempo Comin ha gestito il servizio per tutto il distretto di Pavia.
Alla Madia a Milano, poi, si è avviato uno Spazio Neutro, che potremmo definire come autogestito, rivolto a minori accolti nelle nostre comunità o in affido presso famiglie affidatarie sostenute da Comin, sempre naturalmente su mandato del Servizio sociale competente.
E ancora, in anni successivi, a Gorgonzola, un servizio di Spazio neutro per tutti i comuni del distretto.
Diversi servizi, diverse equipe che hanno però mantenuto contatto e attuato percorsi di confronto e di formazione comune. Tra questi citiamo ad esempio i corsi:
“L’approccio transculturale nel lavoro con minori e famiglie migranti in difficoltà” tenuto da Crinali, “Interventi di Spazio Neutro a distanza: soluzione d’emergenza o modalità operativa innovativa per il futuro? Aspetti legali, tecnici, psicologici e questioni di senso per un utilizzo consapevole dello strumento.” Una Relazione di questo percorso formativo è pubblicata in Radura.
È importante ricordare, inoltre, come la collaborazione degli operatori dello Spazio Neutro con altri educatori di Comin operanti in comunità o in affiancamento agli affidi familiari o anche nell’educativa domiciliare è sempre una bella occasione di confronto e di crescita del sapere pedagogico di ognuno, così come i valori e il linguaggio comune facilitano una presa in carico più completa, attenta ed efficace.
Riguardo al Coordinamento degli Spazi neutri che si trovava a Milano, citato da Maria Luisa, è infine opportuno ricordare come: nel tempo questo gruppo si è trasformato nel nome e nella struttura nel Gruppo di Riflessione Metodologica e raccoglie ad oggi moltissimi Spazi Neutri da tutta Italia. Comin è sempre stata attivamente presente nel gruppo che è stato davvero fonte di sostegno in situazioni di emergenza -come la pandemia, durante la quale gli Spazi Neutri hanno costantemente lavorato anche in contesti di estrema criticità- o di progettazione e studio sul tema del pensiero del servizio. Rappresentanti degli Spazi Neutri di Comin hanno sempre preso parte agli incontri del gruppo e risultano tra gli autori delle Nuove Linee Guida del servizio, pubblicate a settembre 2025.
