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Le azioni sviluppate al quartiere Villaggio Ambrosiano di Paderno Dugnano sono potute continuare, anzi rinforzarsi, grazie al Progetto Agorà proposto, all’interno del primo bando Welfare in azione, alla Fondazione Cariplo che poi ha accolto e finanziato il progetto. Si tratta dello stesso bando nel quale si è sviluppata l’azione di Rane volanti. Anche in questo caso quindi il progetto è stato necessariamente preceduto da uno studio di fattibilità, svolto nel territorio dalle cooperative A77 e Comin, dal consorzio Cs&l e dall’amministrazione comunale di Paderno Dugnano. Lo scopo dello studio, intitolato “DIFFERENZE NON DISPERSE”, era approfondire i punti di debolezza così come i diversi punti di forza che avrebbero potuto aumentare la coesione sociale nel fronteggiare le situazioni sentite come problematiche, valorizzando la relazione con i servizi e le risorse già esistenti.

In particolare ci si è concentrati su 3 aspetti centrali per la qualità della vita nel quartiere:

  • i rapporti fra famiglie residenti (italiane o straniere, di recente o lungo insediamento …)
  • la diffusa preoccupazione sul tema del lavoro
  • l’abitare e la percezione della sicurezza in quartiere

Lo studio è stato articolato in due fasi: una prima fase di indagine qualitativa sul campo, svolta con interviste a tecnici dei servizi, cittadini del quartiere e testimoni privilegiati (rimandiamo alla lettura della Restituzione dello studio di fattibilità nel quale sono riportate anche voci di diversi cittadini) e una seconda fase di restituzione-discussione delle voci raccolte attraverso incontri seminariali tematici, utili a precisare le ipotesi di intervento più efficaci.  Sono stati organizzati tre Incontri tematici: 1 “Lavoro, coesione sociale e sistema dei servizi”; 2 “Mutualità fra famiglie e integrazione sociale”; 3 “L’abitare e la qualità di vita in quartiere.

Al termine dello studio di fattibilità sono stati individuati tre assi portanti intorno ai quali costruire il progetto da presentare alla Fondazione: ASSE 1: ABITARE E QUALITA’ DI VITA in quartiere (partner responsabile A77); ASSE 2: FAMIGLIE E INTEGRAZIONE SOCIO-CULTURALE (partner responsabile Comin); ASSE 3: LAVORO COESIONE SOCIALE E SISTEMA DEI SERVIZI (partner responsabile: CS&L) Questi tre ambiti di lavoro sono stati articolati in ipotesi di lavoro e fasi di intervento. Vedi Scheda progetto Agorà. Durante lo studio di fattibilità è stato possibile creare connessioni con altri soggetti presenti nel territorio o esterni, ma interessati alle questioni trattate. Del resto alcune delle problematiche emerse sono di grave spessore e richiedono la messa in gioco energie ben superiori a quelle dei soggetti promotori dello studio di fattibilità. Infatti il Progetto Agorà è stato presentato quindi alla Fondazione Cariplo da partenariato più ampio, composto da A77 (capofila), Comin, Cs&L, Afol (Agenzia per la formazione, l’orientamento e il lavoro del Nord Milano), Apu (Associazione Proprietari e Utenti) oltre alla partecipazione dell’Amministrazione comunale di Paderno Dugnano. Ampia anche la rete di appoggio che si è consolidata intorno agli obiettivi di Agorà. Citiamo tra gli altri: Sisl, il centro di ascolto il Veliero della Caritas, l’associazione Il Gelso, il servizio sportello stranieri (gestito dal Comune), gli amministratori di condominio Minci e David, il Comando di Polizia Locale, MAG2 Finance, le associazioni di quartiere e i gruppi di famiglie della parrocchia, le scuole elementari e materna del quartiere, alcuni condomini abitanti in Via Derna e via Cernaia.

Il Progetto che presenta gli esiti dello studio di fattibilità e articola in modo dettagliato obiettivi e azioni previste per i tre assi progettuali, viene approvato e finanziato dalla Fondazione (Vedi scheda di valutazione di Cariplo).

Alcune delle questioni sollevate sono di grosso spessore, e per queste il Progetto può porsi solo l’obiettivo di avviare consapevolezza e smuovere energie per prospettare azioni efficaci nel presente e soprattutto sviluppare traiettorie d’intervento incisive sul lungo periodo. A ciò si aggiunga l’immagine del quartiere Villaggio Ambrosiano: un’immagine di quartiere ghetto, ricettacolo dalla fine degli 50 dell’immigrazione dal sud del nostro paese, per diventare ora, dopo che molti di quegli abitanti hanno cambiato casa, luogo di vita dei nuovi immigrati provenienti dall’estero (quasi il 50% degli stranieri di Paderno abita in V.A, con più di 20 etnie diverse).

Per questo la strategia di fondo del progetto si pone il duplice obiettivo di: a) creare LUOGHI E FIGURE-PONTE fra servizi e cittadini (in situazione di temporanea difficoltà), che permettono di ricombinare e scambiare competenze e relazioni (tra forme di aiuto informale e supporto istituzionale) su tema casa e gestione economica b) Fornire SOSTEGNO alle situazioni di temporanea difficoltà economica-lavorativa, mediante collaborazioni strutturate fra volontariato, gruppi organizzati e servizi pubblici di diversa competenza territoriale e sovra territoriale.

Questo presuppone oltre al coinvolgimento delle risorse positive presenti nella città un costante e proficuo coinvolgimento delle amministrazioni politiche a cominciare da quella comunale.

Per facilitare l’attuazione del progetto sono state individuati i Punti Agorà, in locali messi a disposizione da alcune realtà locali coinvolte.

Non è semplice procedere ad un resoconto dettagliato delle azioni svolte dal progetto e dei loro esiti. Rimandiamo, chi volesse avere un quadro approfondito, alla lettura delle relazioni di rendicontazione del progetto alla Fondazione Cariplo che sono presenti nella sezione Approfondimenti, in particolare la Relazione sui risultati. Qui ci limitiamo a ricordare alcuni aspetti salienti del lavoro di Agorà.

Rispetto al raggiungimento degli obiettivi previsti per l’asse progettuale 1: Abitare e qualità della vita in quartiere possiamo sicuramente affermare che la complessità della situazione trova il proprio culmine nella realtà vissuta in alcuni condomini delle vie Derna e Cernaia, nei quali la situazione è davvero esplosiva.  Si tratta di appartamenti di proprietà molti dei quali acquistati di recente, anche con mutui al 100% e senza garanzie, per lo più da famiglie di recente immigrazione. A seguito anche del peggioramento delle condizioni lavorative in molte situazioni alcuni degli abitanti si sono trovati nella condizione di non far fronte al proprio debito. La crisi si è accresciuta quando diverse famiglie non sono state in grado di pagare le proprie bollette per le utenze e nel tempo ciò ha portato a un grosso debito in particolare con il fornitore di gas che, oltre a sospendere le forniture, ha poi posto in atto un’azione di pignoramento nei confronti del condominio, ponendo in essere uno stato di forte conflitto all’interno dei condomini e anche nei confronti degli amministratori di condominio. Forte la paura di arrivare a perdere anche la propria abitazione. In questa situazione gli operatori di Agorà, con l’appoggio di consulenti di APU, hanno cercato di fornire sostegno attraverso momenti formativi specifici e consulenze individuali. Il progetto oltre alle consulenze individuali, ha continuato il percorso di accompagnamento specialistico per il ripianamento del debito del condominio di Via Cernaia 11 (80 nuclei familiari, metà morosi), convocando diversi incontri di consulenza collettiva, che hanno portato a ricostruire daccapo tutto il quadro effettivo della situazione debitoria del condominio e dello stato di avanzamento dei decreti ingiuntivi pervenuti dai diversi fornitori creditori. Una strada è stata quella di procedere alla suddivisione del credito in base ai millesimi di ogni condomino. In accordo con il fornitore chi avesse pagato la propria quota era liberato dal decreto ingiuntivo. Grazie anche a mediazioni con l’azienda fornitrice, con l’affiancamento del sindaco, la situazione, pur restando molto grave, sembra porsi qualche prospettiva. Un dato significativo è che nel condominio più attivo il dato di morosità rispetto al pagamento delle bollette è sceso dal 50% al 25%. Il progetto prevedeva anche azioni di animazione all’interno di questi condomini, per cercare di far diminuire la forte tensione tra gli abitanti. Nei primi due anni è stato preferibile favorire la partecipazione ad eventi del quartiere, organizzati in collaborazione con realtà locali, oltre ad azioni di contrasto al degrado nelle strade e alla sistemazione collettiva del parco del quartiere.

Nell’ultimo anno in quel condominio si è invece avviato un gruppo di autogestione per quanto riguarda alcuni aspetti di gestione degli spazi comuni: un gruppetto di condomini ha preso a riordinare le biciclette abbandonate in cortile, si è anche preso cura di apportare alcune migliorie alle parti comuni (ad esempio autoriparazione delle caselle per la posta e rinnovo delle etichette dei citofoni, che da tempo non erano più leggibili,) e soprattutto si è occupato di gestire a turno la raccolta dei sacchi dei rifiuti e le pulizie delle scale. Queste iniziative volontaristiche di cura degli spazi comuni altrimenti ancor più degradati, è sembrato davvero un segnale promettente, soprattutto in considerazione delle tensioni di vicinato che proprio quel condominio aveva vissuto a causa dei decreti ingiuntivi sulle insolvenze e ha migliorato il clima relazionale tra gli abitanti.

Ci sarebbe ancora molto da dire su questi aspetti così gravi, ma passiamo alla descrizione di altri esiti del progetto. Collegata alla situazione di cui abbiamo parlato, un piccolo gruppo di cittadini padernesi, con il sostegno di Mag 2, ha scelto di assumersi assieme il rischio di creare un Gruppo di Risparmio locale a sostegno della coesione sociale. Anche il Comune di Paderno, grazie all’interessamento convinto dell’Assessore al Sevizio Sociale e della Responsabile del Servizio Sociale, ha sottoscritto con 5.000 euro l’adesione al Gruppo di Risparmio, delegando ad un’assistente sociale la partecipazione alle riunioni mensili. E in seguito (oltre ad A77), si è aggiunta anche una cooperativa del territorio con una piccola ma significativa quota. Il gruppo, composto ad oggi da 10 membri (7 persone fisiche, 2 cooperative operanti sul territorio e l’amministrazione comunale di Paderno Dugnano) ha elaborato e formalizzato un protocollo operativo per gestire azioni di microcredito.

Anche la terza azione del progetto quella relativa al tema lavoro ha previsto diversi agganci con la situazione di cui stiamo parlando, in quanto diversi abitanti dei condomini seguiti, in quel periodo, si sono trovati in situazione di disoccupazione. A questo proposito il progetto ha sviluppato sia azioni formative aperte a tutti sia interventi per situazioni specifiche. Nel corso dei tre anni di progetto sono stati proposti nove incontri di sensibilizzazione: Badanti e famiglie; Il curriculum vitae: approfondimento e riflessione per un utilizzo strategico del cv nella ricerca del lavoro; due corsi gratuiti di Alfabetizzazione informatica per disoccupati; due incontri sulle strategie di ricerca attiva del lavoro e lo Sportello Lavoro; e infine nel corso del terzo anno: Mamme all’opera e imprenditoria; Le parole del Lavoro; Riconoscere i propri talenti e saperli comunicare. Rispetto invece agli affiancamenti individuali nel corso del progetto si sono attuati nove tirocini lavorativi oltre a più di cento colloqui di accompagnamento alla ricerca attiva del lavoro e di sostegno al tirocinio con una ventina di colloqui di lavoro sostenuti dagli utenti Agorà in aziende o cooperative del territorio.

Riguardo agli esiti delle attività svolte riguardo al macro obiettivo di rinforzare i legami tra le famiglie del quartiere (seguito in particolare da Comin e con il contributo delle rete Luoghi comuni di cui al precedente articolo) ricordiamo in particolare la nascita fin dal primo anno di progetto di un nuovo soggetto di quartiere: il gruppo “Mamme all’Opera”, gruppo costituito da mamme italiane e straniere che sono state dapprima coinvolte in attività aggregative volte a migliorare la socialità loro e dei loro figli, e nel secondo anno sono divenute sempre più una risorsa per l’organizzazione di iniziative volte all’intera comunità. Un esempio sono le Cene solidali, che oltre ad essere importante occasioni di incontro raccolgono fondi per il doposcuola A, B, C 6 +free, gestito in oratorio. Tra le attività di questo gruppo che ha avuto davvero un bell’impatto per favorire la socializzazione e l’amicizia tra le famiglie coinvolte, segnaliamo in particolare il laboratorio di Cucito creativo Ago & filo, di cui trovi un report nella sezione approfondimenti. Due gli scopi del corso laboratorio: sostenere un’economia domestica (autoriparazione di capi) ma anche porsi un accento più professionalizzante (bilancio competenze, formazione microimpresa…, ricerca di mercato, tirocinio …). Significativo il contributo delle volontarie GVV (Gruppo di Volontariato Vincenziano) che, dal secondo anno, ha sostenuto la realizzazione del corso (con l’acquisto dei macchinari, e la compartecipazione ai costi di insegnante e materiali). Ciò, oltre a sottolineare un aspetto relazionale importante per il riconoscimento del Gruppo Mamme all’Opera, rinforza la concretezza della logica di rete mista del progetto Agorà. Sono arrivate al laboratorio alcune piccole commesse di lavoro per confezionare dei grembiuli da giardinaggio per adulti e bambini, e inoltre di sette abiti da suora, che serviranno ad un altro gruppo di mamme dell’oratorio coinvolte nella realizzazione del musical “Sister Act”. Il ricavato di tali i lavori è servito al gruppo stesso per poter contare su una cassa per l’acquisto di materiali necessari al proseguimento del percorso.

Il Gruppo Mamme all’Opera è un esempio dell’importanza di favorire il dialogo interculturale a partire dall’azione di reciproco sostegno tra famiglie di diversa provenienza culturale: è stata l’assunzione di responsabilità di alcune mamme straniere impegnate accanto alle italiane in attività di rilevanza comunitaria, a ridefinirne l’appartenenza alla comunità e la piena cittadinanza.

Oltre all’attività intensa e significativa di Mamme all’Opera (composto da 18 donne nord africane, 9 italiane, 3 sud americane, 2 centro africane e 2 dell’est Europa) è importante ricordare anche i corsi di italiano per stranieri gestiti in collaborazione con le Acli del Villaggio che ha visto la partecipazione di una ventina di persone per ogni anno e che, oltre al raggiungimento degli obiettivi specifici, ha svolto un’importante azione sinergica rispetto ad altri obiettivi di Agorà.

Più ridotti, almeno sotto l’aspetto numerico, gli esiti riguardo all’obiettivo di creare una rete di famiglie per l’alleggerimento, disponibili ad affiancare altre famiglie in modo di forte bisogno, rispetto all’accudimento dei figli. Il progetto segnala l’importanza di continuare ad investire nella comunità per diffondere sensibilità e disponibilità riguardo allo sviluppo di questo importante obiettivo.

È opportuno sottolineare anche il ruolo importante svolto dal Centro ascolto Il Veliero gestito da Caritas, nello svolgimento di alcune azioni del progetto, in particolare l’affiancamento a situazioni di particolare disagio ed il ruolo di ponte per l’accesso ai servizi sociali del Comune.

Rimandando ancora alla lettura della Relazione sui risultati alla Fondazione oppure all’agile articolo AGORA’ – azioni di coesione sociale dal Villaggio Ambrosiano alla città di Paderno Dugnano, scritto per Mag 2, per un resoconto più puntuale degli esiti del progetto Agorà concludiamo il nostro contributo riportando la riflessione conclusiva contenuta nella Rendicontazione alla Fondazione che presenta i presupposti dell’azione di coesione praticata:

Lo studio di fattibilità “Differenze non disperse” ha dimostrato che ‘Il colore’ della realtà del Villaggio è una proprietà relazionale tra attori diversi. Il concetto di coesione applicato dal progetto Agorà in seguito presentato si rifà alla nota definizione della sociologia relazionale: “Così come noi non vediamo la luce ma vediamo con la luce, nel campo psicologico sociale vediamo con le relazioni”

A differenza che nel campo fisico, in cui il rapporto è meccanico, nel campo socio-culturale il rapporto è comunicativo e interpretativo. Il progetto Agorà realizzato nei tre anni ha dimostrato che è l’azione dialogica che può facilitare la “pensabilità” del cambiamento: i cambiamenti sono possibili solo entro una definizione relazionale (o intersoggettiva) delle situazioni-problema da affrontare, e dei modi per affrontarli. La coesione sociale si è rafforzata laddove è stato possibile intrecciare e rilanciare le relazioni che producono nuovo “sensemaking”, laddove cioè si è riusciti a mobilitare “il genius loci” entro percorsi pragmatici di attivazione sociale-comunitaria: sollecitando progressivamente l’assunzione di corresponsabilità da parte delle persone e dei gruppi di comunità nella co-ricerca di soluzioni in diversi ambiti della vita sociale ed economica, in risposta ai rischi di esclusione.  Ciò riguarda sia i destinatari, chiamati a uscire dalla condizione di “assistito”, sia le istituzioni di welfare chiamate ad affrontare i problemi attraverso pratiche di partecipazione all’azione progettuale più che di protezione.

Si sono confermate come efficaci le due strategie proposte per ognuno dei tre assi di azione: i gruppi-ponte fra servizi e cittadini permetteranno anche in uscita dal progetto di ricombinare e scambiare risorse e relazioni; le collaborazioni strutturate fra volontariato e servizi, sono oggi un sostegno alla coesione sociale a contrasto per le situazioni di difficoltà. Sono state dunque ridotte in parte le barriere relazionali e attenuate alcune fra le più forti conflittualità del contesto sociale (tra solventi e insolventi, neoarrivati e lungoresidenti, abitanti della parte vecchia/della parte nuova…): segno tangibile ne sono le forme di mutuo-aiuto e di sostegno solidale avviate, che si sono progressivamente sviluppate anche dal rapporto con la più ampia comunità locale (altri quartieri, la città).