Nello stesso periodo in cui si è sviluppato il progetto Rane volanti, Comin ha potuto dare vita ad altre azioni con l’obiettivo di favorire l’attivazione dei cittadini nella costruzione di comunità sociali più vive e solidali. Uno fra i primi progetti che sono andati in questa direzione è Luoghi comuni. Si è attuato in due comuni della provincia di Milano: Paderno Dugnano e Garbagnate Milanese nei quali Comin era già presente e radicata, con la possibilità quindi di rapportarsi con realtà sociali e cittadini potenzialmente disponibili a mettersi in gioco nel progetto. Lo scopo di fondo di Luoghi comuni era promuovere la partecipazione attraverso la nascita e la crescita di gruppi di cittadini che si potessero prendere cura del proprio contesto di vita.
Il progetto si è sviluppato grazie alla collaborazione di 4 partner. Oltre alla cooperativa Comin, in primo luogo la Fondazione Vismara che ha finanziato il progetto, condividendone gli obiettivi e sviluppando un monitoraggio costante, e i due comuni nei quali il progetto si è attuato.
L’idea era quella di sviluppare l’azione in tre quartieri con caratteristiche differenti:
- Il quartiere Quadrifoglio a Garbagnate Milanese: agglomerato di alcune centinaia di appartamenti di edilizia popolare, fisicamente “chiuso” all’esterno, isolato e comunemente ritenuto una delle zone della città in cui è maggiormente concentrato il disagio sociale. Elemento di particolare interesse, per il quale si è ritenuto opportuno promuovere azioni in quest’area, è che la zona è interessata da processi di trasformazione e rimescolamento sociale per la contestuale vendita di immobili sfitti.
- La frazione Villaggio Ambrosiano di Paderno Dugnano: si tratta di una frazione con un alto tasso di disagio sociale e interessata da una forte immigrazione, anche molto recente (la maggioranza degli immigrati stranieri abitanti a Paderno Dugnano sono concentrati in questa frazione) e con una bassa incidenza di interventi di sostegno gestiti dall’Amministrazione Comunale.
- La frazione Palazzolo di Paderno Dugnano che è stata ritenuta una zona in cui poter coinvolgere con più facilita la realtà sociale.
Come previsto nel Progetto consegnato alla Fondazione Vismara l’azione progettuale prevedeva di articolarsi in tre fasi:
- la prima mirava a ingaggiare i cittadini e le realtà associative con l’obiettivo di costruire un gruppo promotore in ciascuno dei tre territori;
- la seconda fase lavorava per l’individuazione e l’attuazione da parte di ciascun gruppo promotore di iniziative ritenute utili per il proprio contesto;
- l’ultima fase del lavoro si poneva infine l’obiettivo di porre le condizioni di continuità di lavoro nei territori anche dopo la chiusura del progetto.
Queste azioni sono state attuate con un atteggiamento non giudicante, con accoglienza e valorizzazione delle differenze, cercando di tenere unito il livello pratico con il livello di pensiero, ed infine con un atteggiamento aperto e di massimo coinvolgimento dando anche strumenti di supporto perché le esperienze potessero continuare oltre il limite del progetto.
Il primo esito del progetto, e sicuramente il più importante, deve essere visto proprio nella costituzione dei gruppi promotori nei tre contesti territoriali, seppure con diverse sfumature, con le seguenti caratteristiche generali: attivi e impegnati, aperti al territorio sufficientemente “variegati”.
Tre gruppi promotori, inoltre, in un percorso di apprendimento continuo per diventare sempre più efficaci, cioè capaci di operare con obiettivi chiari e condivisi, con strumenti e metodi per attuarli, con un’organizzazione in evoluzione per raggiungerli.
Cerchiamo ora di ricordare le azioni concrete sviluppate dai tre gruppi promotori con una precisazione che può essere considerata come uno degli slogan del progetto: Non è importante il quanto ma il come, soprattutto quando si agisce nell’ottica di voler avviare azioni generative di cambiamento e non fine a se stesse. Vi rimandiamo alla simpatica lettura del testo narrativo Storia delle storie di Luoghi comuni che riporta le azioni svolte nei tre contesti territoriali arricchite anche da qualche immagine, senza dimenticare la Relazione conclusiva del progetto consegnata alla Fondazione Vismara.
Qui possiamo riportare in sintesi le azioni principali realizzate dai tre gruppi promotori:
- Il gruppo di PALAZZOLO MILANESE (Paderno Dugnano) composto da 10 persone rappresentative di 9 realtà associative territoriali ha attuato principalmente: un corso di formazione sui temi della partecipazione; alcune serate di conoscenza e confronto aperte alla cittadinanza e ad altre associazioni, promosse in collaborazione con il Consiglio di Quartiere; la costituzione del Tavolo delle Associazioni e di un pieghevole informativo su tutte le realtà organizzate del quartiere.
- Il gruppo promotore del VILLAGGIO AMBROSIANO (Paderno Dugnano) composto da 7 persone rappresentative di 5 realtà territoriali per prima cosa ha attuato lo schedario delle associazioni pubblicando il pieghevole “ViviVillaggio” vedi Articolo Giorno; ha partecipato alle feste di quartiere (festa della scuola e festa d’Autunno con somministrazione questionario di conoscenza del quartiere); importante anche il percorso di riflessione interna al gruppo sulla propria identità, oltre alla progettazione, realizzazione ed inaugurazione, con festa pubblica, della Bacheca delle Associazioni.

- Al QUARTIERE QUADRIFOGLIO (Garbagnate Milanese) sono 18 le persone, rappresentative di 4 realtà territoriali oltre a singoli cittadini attivi. Questo gruppo promotore ha realizzato per prima cosa una mostra fotografica sulla storia del quartiere; una prima festa di quartiere: spettacolo teatrale con coinvolgimento attivo dei partecipanti, animazione per bambini, serata benessere, serata di ballo, spettacolo di teatro sociale; e l’anno successivo una seconda festa di quartiere con cena in strada, rappresentazione spettacolo, proiezione di un video documentario sulla storia del quartiere con interviste biografiche. Queste feste sono diventate abituali.


Vi consigliamo di nuovo di dare un occhio alla Storia delle storie di luoghi comuni per un’idea più completa e viva delle azioni svolte e delle persone coinvolte.
Nell’arco dei quasi tre anni di progetto, l’équipe operativa ha incontrato e coinvolto una quantità di soggetti (cittadini, associazioni, enti di varia natura) molto più ampia di quella costituita dai componenti dei gruppi promotori, che pure rappresentano con la loro progettualità in itinere la sostanza e le prospettive stesse del progetto: diverse altre realtà associative, scuole, consiglieri di quartiere, assessori … e davvero molti altri cittadini che rappresentano la cornice entro cui si muovono i gruppi promotori nei tre quartieri.
I risultati del progetto Luoghi comuni sono stati presentati alla popolazione il 27 novembre 2010 in un incontro pubblico tenuto alla Biblioteca comunale di Paderno Dugnano. Vedi Dépliant d’invito e le slide dell’intervento degli operatori.
È difficile riuscire a valutare nel tempo i risultati conseguiti in un progetto che si pone l’obiettivo di sviluppare la partecipazione dei cittadini per migliorare la qualità della convivenza, essendo molte le variabili che poi intervengono nella vita delle comunità. Per questo vi proponiamo in video intervista per ascoltare i ricordi e i pensieri di due cittadini del Villaggio Ambrosiano, Giovanni e Cristina che hanno partecipato attivamente all’attuazione dei due progetti di Comin in quel quartiere e che soprattutto hanno continuato in modo attivo la loro presenza nella comunità. Ho detto due progetti. Si, perché l’anno successivo è stato possibile sviluppare, assieme ad altri partner, un nuovo progetto corposo al Villaggio Ambrosiano: Il Progetto Agorà che cercheremo di presentare nel prossimo articolo.
