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Scopo di questo articolo è raccontare gli interventi attuati dalla cooperativa all’inizio del duemila per favorire l’inserimento di minori immigrati, in particolare nel mondo scolastico e più in generale nella vita della città.

Cercheremo di presentare come emblema di questi interventi Il Giro del mondo, un progetto nato all’interno di Astrolabio, con l’obiettivo di facilitare l’inserimento di minori neo immigrati nella scuola e nel quartiere in cui abitano. È partito nell’estate dell’anno 2000, grazie alla collaborazione con il centro Come, gestito dall’Amministrazione provinciale di Milano e da Caritas Ambrosiana con lo scopo di fornire competenze e strumenti specifici alle scuole e alle realtà del territorio per favorire l’inserimento delle famiglie immigrate. Può essere considerato inizialmente come un centro estivo della durata di un mese rivolto a ragazzi stranieri (10 -15 anni), per lo più segnalati da scuole delle zone 2 e 3, le quali hanno garantito una preziosa collaborazione con il progetto presentando i ragazzi inviati e a volte accompagnandoli anche sul posto per facilitare il loro inserimento. Gli obiettivi principali di questa attività, che ha visto la partecipazione ogni anno di oltre 20 ragazzi (appartenenti ad una decina di etnie differenti) possono essere sintetizzati in questi tre: fornire un sostegno all’apprendimento della lingua italiana; offrire occasioni di incontro e socializzazione; aiutare i ragazzi nell’orientarsi nella città. Grazie alla collaborazione con il Centro Come è stato possibile strutturare gli interventi e i giochi proposti in modo specifico per ogni etnia di provenienza. Per chi fosse interessato a conoscere più nel dettaglio le attività trova nella sezione Approfondimenti le Relazioni delle attività svolte negli anni 2000- 2001- 2002- 2003.

Un grosso impulso alle azioni del Giro del mondo è arrivato dall’essere stato inserito tra i progetti finanziati nel 2002 all’interno del secondo piano infanzia 285 della città di Milano. Il Giro del mondo è infatti una delle azioni del Progetto Agorà, gestito da un’Associazione Temporanea di Scopo, composta come capofila dalla Cooperativa Farsi Prossimo, e da altri 7 enti del privato sociale: Cooperativa sociale COMIN, Cooperativa sociale Lo Scrigno, Cooperativa Sociale Il Mosaico, Cooperativa sociale San Martino, Associazione Comunità Nuova, Associazione Luisa Berardi, Ce.L.I.M. (Centro Laici Italiani per le Missioni). Per una conoscenza degli obiettivi generali di Agorà e delle 10 azioni specifiche che lo compongono, tutte con lo scopo di favorire l’accoglienza e l’integrazione di minori stranieri nella città, rimandiamo alla lettura della Scheda presentazione di Agorà.

Da questo momento il Giro del mondo prevede due moduli: uno si svolge durante l’anno, nell’orario scolastico, l’altro si svolge ancora durante le vacanze estive.

Il modulo realizzato durante il periodo scolastico è aperto anche a ragazzi non immigrati e prevede:

  • laboratori linguistici che hanno l’obiettivo di creare occasioni per i ragazzi stranieri di esprimersi verbalmente in un clima sereno, attraverso tecniche teatrali, attività ludiche ed animative, con una ricaduta positiva sulle proprie competenze linguistiche.
  • laboratori espressivi, creativi, e di interculturalità che hanno l’obiettivo di offrire ai ragazzi l’opportunità di esprimere e prendere coscienza dei propri vissuti emotivi, di accrescere le proprie abilità, incrementando la fiducia in sé stessi, e di confrontarsi rispetto alle diverse culture attraverso giochi di ruolo, la narrazione autobiografica ed attività di manipolazione.

All’interno dei laboratori, che sono rivolti all’intera classe, gli educatori prestano una particolare attenzione ai minori stranieri, alla loro integrazione nel gruppo e alla qualità delle relazioni con gli adulti ed i coetanei. 

Il modulo estivo è rivolto unicamente ai minori stranieri e si svolge in continuità con le esperienze già svolte negli anni precedenti e descritte sopra. Rimandiamo alla lettura del Progetto presentato al Piano Infanzia 285.

Per comprendere meglio il contenuto e il metodo dei laboratori ti presentiamo, in fondo all’articolo, alcune foto e uno dei video che li descrivono. Molto significativi anche i giochi usati per animare quei laboratori: come esempio puoi consultare la scheda del Gioco dell’oca.

Al termine del progetto Agorà è stata operata una rigorosa Valutazione del progetto Il giro del mondo, presentando sia i punti di forza che gli elementi di criticità in vista di affinare il progetto nell’ottica della sua continuità. A questo proposito diventa fondamentale trovare altre opportunità di finanziamento. Sono stati Il rapporto con qualche scuola e i bandi relativi alla legge 40 a rendere possibile la continuità del Giro del mondo per alcuni anni. In ogni caso le competenze specifiche acquisite saranno patrimonio prezioso per gli interventi di educativa scolastica svolti negli anni successivi.

Importanza particolare a questo proposito è rivestita dal progetto Intrecci di terre lontane (vedi sez. Approfondimenti), realizzato all’interno del Consorzio SIS (in particolare con le cooperative Spazio aperto servizi, Kiklos e Coesa) e in collaborazione con le amministrazioni provinciale e comunale di Milano. Questo progetto, iniziato con un finanziamento relativo alla legge 40, era incentrato a differenza del Giro del mondo, sul sostegno individuale alle situazioni di difficoltà scolastica, ma ha consentito la continuità relazionale con famiglie incontrate già incontrate nel precedente progetto.

Per arricchire questo racconto è utile ricordare la preziosa relazione presentata allo stage della cooperativa Naviganti, svolto a Tavernola (Co) nell’ottobre del 2003, dal titolo QUALI PROSPETTIVE PER IL LAVORO CON GLI STRANIERI? In questa estesa relazione, alla cui lettura rimandiamo, si tenta una lettura critica del nostro lavoro con le famiglie immigrate, cercando di focalizzare l’approccio con sguardo complessivo anche sulle specificità individuali e familiari, al di là delle sole connotazioni connesse all’immigrazione. Questo atteggiamento riveste un’importanza particolare soprattutto quando, come nel servizio di ADM, si entra nell’intimità della casa. A conclusione di questo significativo documento vengono poste alcune domande legate ai nodi principali individuati, in quel periodo.

  1. Entriamo in casa di un minore straniero, lo incontriamo a scuola, lo accogliamo in comunità: siamo mandati dalla comunità sociale. Ci sentiamo rappresentativi di questa comunità che ci manda? Come facciamo a restituire il nostro lavoro alla comunità sociale?
  2. L’inserimento in comunità alloggio incentiva l’allontanamento del minore dalla famiglia; in che modo il genitore può essere inserito come attore nel progetto educativo della comunità?
  3. Riguardo ai progetti scuola: quale futuro alla fine dei finanziamenti della 285, e in seguito ai tagli effettuati nel settore? Quale collaborazione con gli insegnanti? Quale il ruolo riconosciuto dalla scuola all’educatore?
  4. La Comin ha stipulato un accordo di collaborazione con il Comune di Milano e la Cooperativa Terrenuove per riflettere ed elaborare interventi sulla città riguardo al tema dei ricongiungimenti familiari. Che senso ha questo accordo per noi? Come vogliamo giocarci in questo rapporto paritario?

Ci piace concludere questo articolo richiamando un atteggiamento di apertura alla mondialità, presente nella nostra cooperativa, anche se sviluppato in maniera leggera e discontinua. Lo facciamo richiamando due occasioni in cui abbiamo avuto la possibilità di essere operativi. Si tratta di due progetti sviluppati in collaborazione con il Cnca: il confronto con l’associazione Asa dell’Ecuador che si è sviluppato per molti anni all’interno della federazione e il progetto Violenza dei minori nel Nord e nel Sud del mondo- modelli di risposta a confronto proposta dall’ ONG Aspem di Cantù, che prevede un’azione di confronto con diverse realtà Peruviane. Questo progetto ci ha visto come attori diretti, sia incontrando la delegazione peruviana, sia partecipando a nostra volta, con due soci, al viaggio in Perù che ci ha consentito di conoscere direttamente aspetti importanti della situazione peruviana, a Lima e a Cuzco, e di intrecciare relazioni belle con alcune realtà e con persone attive in quel contesto, tanto differente dal nostro. Un momento significativo del progetto è stato il convegno con lo stesso titolo del progetto tenutosi a Como nel febbraio del 2000.