Attraverso il confronto con i servizi sociali di zona 9, nella gestione del progetto Filo d’Arianna e del servizio ADM, è emersa per una serie di motivi l’opportunità di trovare il modo di allargare l’intervento a gruppo anche a bambini della scuola elementare. I principali motivi di questa necessità sono identificati nell’aver riscontrato “in alcune situazioni l’incapacità dei genitori a rappresentare per i figli un modello di riferimento autorevole a livello normativo, in grado di accoglierli e sostenerli nel loro percorso evolutivo. In altre, una forte povertà culturale e l’incapacità di vigilare sul percorso di crescita dei figli. In altre ancora l’isolamento della famiglia dal contesto sociale. Si abbassa l’età dei ragazzi “autonomi ma fragili”, sganciati dalla famiglia, che soprattutto in alcune zone periferiche sono potenziali vittime di modelli negativi.” Vedi progetto iniziale Filo d’Arianna piccoli
L’attuazione di questo progetto si è resa possibile per due principali motivi. In primo luogo la concessione, in seguito alla partecipazione ad un bando, di uno spazio sequestrato alla criminalità, situato in Via Passerini 18, in zona Niguarda. L’inserimento poi di un progetto specifico nella prima triennalità 285 ha offerto le condizioni istituzionali ed economiche per dare il via al nuovo progetto.
A partire dall’anno 2000 si è avviato a Niguarda il progetto a gruppo Filo d’Arianna piccoli. Il nome “Filo d’Arianna”, che si ispira al famoso mito greco, intende simboleggiare il viaggio dei bambini e ragazzi nel “labirinto” della crescita. Il labirinto è difficile da attraversare, e a volte fa anche un po’ di paura, ma c’è un “filo”, rappresentato dagli adulti che i ragazzi hanno attorno, che può guidarli nel cammino…
L’intervento è articolato in tre pomeriggi settimanali (dalle 16,30 alle 19,30) più un sabato al mese per attività particolari nel territorio, e prevede, per i bimbi che lo frequentano, momenti di gioco, di svolgimento dei compiti e di attività manuali creative con lo scopo di offrire a bambini in carico al Servizio Sociale della Famiglia uno spazio educativo, in cui essere accompagnati a misurarsi e a crescere nella relazione con i pari e con gli adulti di riferimento. Soprattutto nella bella stagione viene, inoltre, valorizzato il rapporto con la natura attraverso gite in collegamento con il Progetto Pan.
Anche in Via Passerini, come negli altri due progetti a gruppo, il coinvolgimento dei genitori nel lavoro educativo riveste una particolare importanza: attraverso le verifiche con l’operatore e l’Assistente Sociale di riferimento, i colloqui tra educatori e famiglie, e momenti comuni con il gruppo genitori o con attività vissute assieme con i propri figli, si intende creare con le famiglie un contesto favorevole al confronto su tematiche educative e un’occasione per trovare un aiuto nell’impegno a crescere i propri figli. Anche il Filo piccoli aderirà poi al progetto Geco sviluppato dai Centri Astrolabio e Filo d’Arianna, già citato nel precedente capitolo. (Vedi presentazione del progetto)
Un’azione prevista dal progetto 285 prevede di attivare cicli di laboratori creativi gratuiti aperti – oltre che ai bambini del progetto – anche ad altri bambini del quartiere.
Ciò ha permesso agli operatori di conoscere meglio e di farsi conoscere nel quartiere, diventando un punto di riferimento per le famiglie, in particolare per l’emersione di situazioni di disagio.
Nei fatti quest’azione si è dimostrata sinergica con un altro obiettivo del progetto 285: Ampliare il lavoro di rete sul territorio implementando i rapporti con le Agenzie sociali e le persone singole interessate. Le attività sviluppate a questo scopo hanno avuto principalmente due effetti. Da una parte hanno reso lo sviluppo di iniziative condivise con singole famiglie e persone. Citiamo come esempio il doposcuola familiare denominato Albero libro e attuato in collaborazione con l’Associazione Genitori della scuola Cesari: compiti assieme il sabato mattina a scuola con genitori e volontari sostenuti da educatori Comin (Vedi Scheda di presentazione Albero Libro nella sez. Approfondimenti). L’altro frutto importante consiste nell’implementazione dei rapporti con le altre realtà presenti in zona. Si è sviluppato un confronto più approfondito con alcune realtà simili, in particolare Diapason e VSP Bruzzano, che hanno reso possibili collaborazioni operative in progetti condivisi e la partecipazione di Comin al Coordinamento Prevenzione di zona 9. Nel tempo la nostra partecipazione al Coordinamento è stata discontinua. Ciò anche a conseguenza di quanto avvenuto durante l’appalto ADM del 99 (proprio in concomitanza con la progettazione e l’apertura del Filo Piccoli), che ha necessariamente spostato il servizio ADM da zona 9 a zona 2. Rimandiamo alla lettura del quarto articolo del capitolo 12 per ricordare il dispiacere dei nostri operatori in quell’occasione che assume anche altri significati alla luce di quanto stiamo raccontando adesso.
Al termine della 285 il Progetto è proseguito attraverso la collaborazione con i servizi sociali e la convenzione con il Comune di Milano fino al 2010, quando l’amministrazione Moratti decide la chiusura di tutti i Centri diurni rivolti a bambini delle elementari, con la motivazione che per quella fascia d’età il comune investe già nei post scuola. Le motivazioni in verità sono di puro stampo economico, essendo evidente la differenza di finalità e di setting educativo tra i due servizi. Questo fatto è segnale di un cambio di atteggiamento nei confronti dei centri diurni. Si apre infatti una stagione di contrattazioni per cercare di contenere il ridimensionamento dell’investimento economico dell’amministrazione riguardo ai Centri diurni in genere. Il rapporto con l’amministrazione a questo riguardo è sempre stato gestito in maniera congiunta dai Centri diurni presenti nella città, attraverso il Coordinamento Ambaradan, che ha svolto un importante ruolo politico per sostenere questo tipo di servizio. Rimandiamo alla lettura di un Quaderno di Ambaradan che presenta in modo unitario il significato sociale e pedagogico dei Centri diurni.
Bisogna riconoscere, in ogni caso, al Comune di Milano il merito di aver creduto ed investito in questi servizi fin dagli anni 90 quando I centri diurni non erano ancora definiti come unità d’offerta dalla Regione Lombardia, cosa che è avvenuta solo nel febbraio del 2020.
Qualche anno dopo, con il passaggio dall’appalto all’accreditamento per quando riguarda la gestione del servizio ADM, viene prevista la possibilità di attuare, all’interno del servizio ADM, progetti a gruppo. In questo modo Comin ha potuto avviare, nel 2015, La capanna sull’albero, un nuovo progetto a gruppo per bambini delle elementari.
A conclusione di questo racconto, ascoltiamo dalla voce di Paola, una delle operatrici di via Passerini, una testimonianza calda della bellezza e dell’utilità del coinvolgimento dei genitori nella vita del Filo piccoli.
Testimonianza di Paola Riboldi, educatrice.
