Storicamente a Cernusco sul Naviglio la coltivazione e la lavorazione della seta hanno avuto un ruolo importante nell’economia cittadina, sia per l’attività di produzione, sia per lo smistamento dei bozzoli provenienti da tutta l’area della Martesana. Negli anni ’40 dell’800 arrivarono fino a tredici le filande presenti nel territorio comunale, e oltre 500 operai (soprattutto donne e minori) su una popolazione di 2.300 abitanti, trovavano impiego nella lavorazione della seta. Progressivamente l’importanza economica di queste strutture è andata scemando fino a scomparire del tutto. La Vecchia Filanda di cui parliamo fu l’ultima a continuare la propria attività, ma nel 1987 dovette chiudere definitivamente i battenti. Dopo qualche anno il comune di Cernusco decise di porre mano alla ristrutturazione della vecchia struttura in decadimento con l’intento di trasformarla poi in un luogo vitale per la città.

Ci immaginiamo all’interno dell’amministrazione comunale un confronto appassionato e poi anche un percorso tecnico non breve all’interno degli uffici, aperto anche al confronto con esperienze già sviluppate in altri territori che ha portato alla definizione di un’idea sull’impiego della struttura e alla opportunità di prevedere la modalità della co progettazione per arrivare alla costruzione e alla gestione di un luogo aperto ad un utilizzo multigenerazionale da parte della città (Vedi Documento Ufficio progetti e risorse). Questo percorso è confluito nella pubblicazione di un bando di gara per l’istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione del partner per la co-progettazione e gestione dell’edificio “vecchia filanda” per finalità sociali e pubbliche fissando poi nel Capitolato speciale modalità e condizioni per la gestione degli interventi.
La durata dell’appalto che impegna amministrazione e soggetto individuato non è breve. Si tratta di un periodo di nove anni dal maggio del 2012 al mese di aprile del 2021. Vengono indicate linee generali e campi d’azione e una serie di servizi conferiti che il soggetto incaricato dovrà impegnarsi a garantire a fronte di un parziale riconoscimento economico. Vengono indicate tre differenti aree di intervento: area minori e famiglia, area anziani, area servizi ancillari ed integrati. A queste si aggiunge un’area di servizi ed attività varie che spaziano da iniziative di tipo prettamente sociale, ad attività del tempo libero e di tipo culturale.
Vengono anche definiti alcuni servizi conferiti, da svolgere necessariamente in cambio di un sostegno economico, riservando la possibilità dopo tre anni di rivedere tipo e contenuti dei servizi conferiti mantenendo però ferma la quota di spesa impegnata.
I servizi conferiti sono i seguenti: – Iniziative estive per anziani; – Laboratorio extrascolastico interculturale; – Servizi diurni minori e famiglia; – Servizi diurni minori e famiglia; – Tempo libero persone con disabilità; – Custode sociale; – Iniziative culturali ricreative estive. Il corrispettivo previsto contribuisce solo in parte alla copertura dei costi necessari per la gestione dei servizi conferiti e considerando che il resto delle attività devono autosostenersi e che i costi per la gestione della struttura, di grandi dimensioni, sono considerevoli, la gestione della Vecchia Filanda sarebbe una sfida davvero significativa a livello imprenditoriale. Anche per questo all’interno del bando è prevista la gestione di un’attività di ristorazione, che oltre alle opportunità di incontro e relax per i cittadini, potrebbe rappresentare la possibilità di sostegno economico per la gestione complessiva del progetto.
Comin, che ormai a Cernusco si sente a casa dopo l’avvio dell’esperienza della comunità La Girandola, decide di raccogliere questa sfida. Impossibile però farcela da soli. Anche in considerazione del carattere intergenerazionale del progetto proposto la prima alleanza è stata cercata con l’Associazione Amici del Tempo libero, un’associazione molto radicata nella città e che raggruppa oltre 1.300 soci e che, oltre ad organizzare azioni culturali e di svago per i soci, si dedica anche ad opere di volontariato in collaborazione con Caritas e parrocchie. Per sottolineare la vicinanza con Comin è significativo ricordare che questo gruppo aveva organizzato nella propria sede una cena di raccolta fondi per sostenere l’avvio di Girandola.
Contemporaneamente si stava profilando un altro soggetto interessato a gestire la Filanda. L’amministrazione ha cercato di favorire l’integrazione tra i due raggruppamenti disponibili in considerazione della difficoltà imprenditoriale e dell’impegno economico necessario per riuscire a trasformare, in modo efficace e sostenibile, la Vecchia Filanda in un luogo vitale per i cittadini di Cernusco.
Si è costituito in questo modo il Raggruppamento Temporaneo d’Impresa che si impegna a partecipare alla gara per la gestione del progetto suddividendo a livello generale tra i soggetti le responsabilità in questo modo: “CS&L CONSORZIO SOCIALE” Attività di coordinamento e regia Custode sociale “IL MELOGRANO SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S.” Tempo libero per persone con disabilità – “KOINÈ COOPERATIVA SOCIALE – O.N.L.U.S.” Laboratorio extrascolastico interculturale COMIN COOPERATIVA SOCIALE DI SOLIDARIETÀ ONLUS Servizi diurni per minori e famiglia ASSOCIAZIONE AMICI DEL TEMPO LIBERO, Iniziative estive per anziani ATTIVITA’ CHE RIMANGONO IN CAPO ALL’ATI Natale solidale; Iniziative e attività culturali (Vedi Atto notarile di costituzione).
Un altro aspetto importante riguardo alla configurazione dei soggetti coinvolti in questa avventura occorre precisare la scelta convinta di cedere il ramo d’azienda relativo alla ristorazione ad un soggetto terzo con esperienza specifica e capitale disponibile. È stato identificato un imprenditore cernuschese disponibile che ha approntato i locali e ha aperto il Bar/Ristorante Bluè. Gli accordi presi con il gestore prevedono che in cambio dell’uso della struttura il ristorante assume l’impegno di coprire il costo dell’energia necessaria al funzionamento di tutta la struttura.
Si arriva così alla partecipazione alla gara per la partecipazione alla coprogettazione e alla scrittura del Progetto per la gestione della Filanda.
Il progetto presentato dal RTI viene scelto e in questo modo prende avvio il lavoro di coprogettazione per affinare in modo condiviso i contenuti. Ciò ha portato alla firma del Contratto e all’Inaugurazione della Filanda, il 1° giugno 2013. Come si legge anche nell’Invito che abbiamo inviato ai nostri amici la festa prevede, oltre ai consueti interventi di rito e alla presentazione degli spazi alla cittadinanza, l’installazione della mostra artistica Il Filo femminile della memoria, (https://www.youtube.com/watch?v=1WKRQfzqbkw) spettacoli pomeridiani per i bimbi e dalle 18 fino a notte Bluè night: acrobati, artisti di strada, concerto con la partecipazione di artisti locali ma anche di Donatella Rettore, organizzati appunto da Bluè. Vi invitiamo a vedere il gradevole Video dell’evento (https://www.youtube.com/watch?v=8K01qhhkMlo) perché, oltre a ricordare quella giornata davvero bella, in un certo senso richiama il clima che degli eventi che hanno caratterizzato la vita nella rinnovata Vecchia Filanda.
Ora un quadro sintetico dei contenuti del Progetto comune, presentato come base per la coprogettazione. La finalità del progetto è quella di costruire un luogo che non solo favorisca il protagonismo dei cittadini, ma del quale essi possano essere reali attori e responsabili. Un laboratorio di inclusione, attraverso la promozione del dialogo tra bisogni e risorse, difficoltà e buone pratiche, attraverso la ricerca e l’approfondimento di nuovi strumenti e metodologie frutto della creatività delle persone che abiteranno la vecchia Filanda. Un luogo in cui ci si può incontrare, abitato da persone capaci di ascoltare e raccogliere i bisogni sociali e culturali, e di offrire occasioni per creare risposte.
Per questo, oltre ai servizi conferiti e richiesti, il piano di lavoro prevede di fornire proposte culturali e sportive, interventi di educazione ambientale, iniziative capaci di accompagnare la crescita dei ragazzi e di affiancare le famiglie nei loro compiti educativi, proposte artistiche e poi tante belle feste, in particolare nei momenti significativi dell’anno. Inoltre l’attenzione alla gestione del parco adiacente che diventa anche strumento per affiancare gruppi di adolescenti che vi “pascolano” a volte anche in modo un po’ sgarbato. Importante anche l’intenzione via via maturata di farsi carico di affiancare le famiglie nei momenti di chiusura delle scuole. Aumentano progressivamente anche le iniziative gestite direttamente da cittadini a cui a volte vengono anche consegnate le chiavi per la gestione di attività serali. Sono da ricordare le feste di compleanno pensate come opportunità per trovare risorse per la sostenibilità economica, ma che assumono poi anche altri significati utili alla diffusione del progetto.
Diventa necessaria la definizione di un sistema di governance in grado di gestire in modo efficace un progetto così complesso e variegato.
Fondamentale è un efficace collegamento tra il Comitato di gestione, composto dai rappresentanti dei soggetti partner del progetto da una parte con l’Amministrazione comunale, in particolare con il Tavolo di coprogettazione, e dall’altra con il livello gestionale ovvero con gli interventi sviluppati in Filanda. Un ruolo centrale in questa funzione è rappresentato dal responsabile di gestione che facilità la connessione tra i diversi servizi attraverso l’apposito tavolo di lavoro composto dai coordinatori dei diversi servizi in modo da favorire connessioni operative ed una gestione sincrona ed efficace degli spazi. In sintonia con la finalità generale del progetto diventa importante il rapporto con la città e le associazioni in essa attive. Questo presuppone un efficace flusso informativo e la capacità delle attività di essere recettive.
Importante a questo punto cercare di fornire un’idea di come sono strutturati gli spazi interni della Filanda. C’è un grande salone a piano terra ma anche diverse sale per attività specifiche al piano superiore. A fianco, sempre al piano terreno, i locali di Bluè, il bar – ristorante della Filanda. Si rende comunque necessaria qualche immagine per dare un’idea più chiara di quello che possono fare quattro parole.













Ma cosa fa Comin nell’operatività del progetto?
Per prima cosa il Centro prima infanzia, che abbiamo chiamato Filo filo tondo. È aperto dalle 8 alle 12 dal lunedì al venerdì, frequentato da una trentina di bambini, con una forte caratteristica di lavoro anche con le famiglie e prevedendo, per questo motivo, anche attività pomeridiane aperte alle famiglie dei bambini iscritti. Come si intuisce dagli orari di apertura Centro prima Infanzia è nella sostanza un nido part time, aperto solo la mattina e senza il servizio mensa (Vedi Articolo La Repubblica1). A fianco di Filo filo tondo si è sviluppato anche un servizio di Tempo per le famiglie.
Oltre a questi interventi rivolti alla prima infanzia si è dimostrato molto significativo lo sviluppo dell’intervento che abbiamo denominato Città della famiglia, nato nella relazione con un gruppo di bambini e ragazzi, soprattutto con ragazzi della scuola media, per offrire a loro opportunità di aggregazione. Da lì si è però sviluppato presto assumendo l’impronta di progetto di sviluppo di comunità: ha coinvolto dapprima le famiglie e poi cittadini attraverso la gestione di momenti di incontro serali e di laboratori con l’obiettivo di organizzare feste e momenti di aggregazione. In questi momenti ludici si sviluppa anche un lavoro di sostegno alla genitorialità o di rilevazione di bisogni specifici, segnalando carenze presenti nell’offerta della città, ma anche attraverso l’attivazione delle stesse persone nel tentativo di costruire assieme risposte ai problemi evidenziati. Particolarmente significativa, direi epica, la preparazione della festa di Halloween del 2015. Ha avuto poi il frutto di una partecipazione, direi esagerata e inattesa, di circa 5000 cernuschesi che ha messo anche un po’ in difficoltà i cittadini e gli operatori che l’avevano preparata.






Importante per Comin anche ricordare la nascita di Esperienze didattiche, un intervento di aiuto nei compiti per scolari e studenti delle scuole elementari e medie, con un metodo di lavoro efficace e specifico, portato da Clara, una nostra socia. Lo ricordiamo anche perché si è poi diffuso nella nostra cooperativa anche in altri territori.
In linea con l’intento di offrire occasione di incontro e di gioco condiviso per figli e genitori è pure l’organizzazione della Ludoteca Filanda aperta a bambini e adulti. Può essere utile la lettura del Regolamento della ludoteca perché gli articoli che lo compongono trasmettono anche lo spirito generale che anima la Filanda nel suo complesso.
Comin ha cercato in modo specifico di dare più vigore a tre pilastri su cui si è basato il progetto:
- intergenerazionalità, grazie la collaborazione con il centro anziani, collaborazione che a tratti ha funzionato bene attraverso la gestione in comune di attività specifiche ma che non è stata particolarmente continuativa;
- autopromozione dei cittadini con una caratteristica accentuata di autogestione di diverse iniziative: spesso gruppi di cittadini, come detto, avevano le chiavi e gestivano direttamente le loro attività. Noi mantenevamo un compito di coordinamento
- auto sostenibilità degli interventi e delle azioni sviluppate: Comin non ha ricevuto contributi specifici da parte dell’amministrazione per gestire le azioni prodotte che si sono rette sul pagamento delle famiglie.
Sono state quindi molte le facce e i gruppi di cittadini che hanno reso viva, efficace e feconda anche per Comin l’esperienza vissuta in quegli anni in Filanda. Tra le associazioni incontrate ci piace ricordare Ecce Mamma, un’associazione di neo mamme attiva soprattutto nelle proposte alla prima Infanzia, ma non solo. Ricordiamo tra le altre attività Ecce Market, un mercatino di scambio di vestitini e giochi.
Tornando alla gestione complessiva della Filanda possiamo dire che sicuramente un aspetto problematico che ha richiesto molta energia è stata il tentativo di arrivare alla sostenibilità economica, soprattutto nei primi tre anni nei quali abbiamo dovuto sostenere anche l’ammortamento del costo dei mobili acquistati per l’approntamento efficace della struttura. Un’altra voce di spesa consistente è stata quella relativa all’energia necessaria per il funzionamento e il riscaldamento/raffreddamento, in considerazione anche della morfologia strutturale della Filanda, in generale poco protettiva a questo riguardo. Questo problema si è accentuato in modo significativo quando, dopo 6 anni, Bluè ha dichiarato di non essere più in grado di sostenere l’attività commerciale in quanto non redditiva. Il ristorante/bar è infatti poco frequentato nei giorni infrasettimanali. Anche il gestore subentrato non è stato in grado di farsi carico degli accordi previsti nel contratto di subappalto. Qui si apre una riflessione collaterale su un assioma che continua a connotare le esperienze di costruzione di luoghi comuni per la coesione dei cittadini: l’elemento commerciale profit ha il compito di rendere sostenibile sul piano economico la gestione della struttura. Rimane un’intuizione valida ma ci siamo accorti, non solo in Filanda, di come siano necessari accordi chiari, sostenibili per tutti e magari rivedibili nel tempo.
In ogni caso la Filanda è stata un’esperienza feconda di incontri, di feste spensierate, di costruzione di comunità e di crescita per noi soggetti che abbiamo gestito assieme all’amministrazione questa bella avventura. Vedi ad esempio un altro articolo di Repubblica. Certo i problemi economici descritti ci hanno messo in ginocchio e hanno reso necessari diversi incontri con il comune per ridefinire gli accordi ma è stato soprattutto un piccolo Virus che, scatenando una pandemia, ha reso inevitabile la chiusura anzitempo del progetto nei primi mesi del 2020. In seguito Filanda ha avuto diversi impieghi, a cominciare dall’essere diventata Centro vaccinale, ma un progetto complessivo come quello descritto qui, non è stato più ripreso. Sembra che ora la prospettiva più probabile sia quella che la Vecchia Filanda diventi Casa di Comunità, come previsto nella riorganizzazione sanitaria regionale.
Ci piace concludere ricordando con una piccola galleria fotografica alcuni momenti della vita vissuta in Filanda in quegli anni. A tal fine ti rimandiamo alla vecchia pagina di Facebook in cui oltre a molte altre foto puoi trovare anche qualche volantino delle attività svolte in quegli anni. https://www.facebook.com/lafilandacernusco/
