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Il lavoro sociale presenta caratteristiche strutturali e aspetti intrinseci di pesantezza, collegati al livello di problematicità delle situazioni di disagio affrontate; ai vissuti e alle espressioni di sofferenza con cui si viene in contatto; alla (quasi) costante impossibilità di giungere a soluzioni piene – allo scioglimento compiuto, senza margini o “resti” – di conflitti e malesseri.

Si tratta di una pesantezza che rischia costantemente di schiacciare a terra, togliere forze, bloccare iniziative e sviluppi. Crediamo che – proprio in virtù di tale strutturale pesantezza – il lavoro sociale necessiti di una non accidentale dose di leggerezza, e che la leggerezza debba quindi esser parte essenziale del nostro metodo di lavoro. In tale prospettiva, i nostri operatori ricercano abitualmente all’interno delle situazioni professionali:

  • flessibilità e disponibilità ad adattarsi;
  • propensione a relativizzare i propri punti di vista e obiettivi;
  • competenza nel porsi a distanza per vedere meglio;
  • attitudine a “sostare” anche in circostanze negative, ricercando positività;
  • disposizione ad accogliere e fare propri altri sguardi;
  • capacità di ridere ed essere autoironici.

Al fine di favorire una prospettiva e una pratica della “leggerezza pedagogica”, riteniamo necessario a garantire agli operatori:

  • lavoro di squadra, inteso come possibilità di confronto, messa in gioco e approfondimento;
  • giusto carico di lavoro: non fare nulla al di sopra o al di sotto delle proprie forze;
  • possibilità di esprimere i talenti individuali in gioco;
  • clima organizzativo che permetta chiarezza e autenticità, insieme a spontaneità e informalità nelle relazioni interpersonali;
  • cura e garanzia di qualità nel lavoro svolto.

Crediamo che un atteggiamento di leggerezza produca poi anche equilibrio, attenzione consapevole all’insieme delle esigenze, soluzione responsabile delle inevitabili difficoltà o incomprensioni, miglioramento complessivo del servizio educativo, che non è qualcosa di statico. È proprio il costante miglioramento delle qualità delle relazioni a rendere più leggera, equilibrata e serena la vita comune nel contesto della “vita educativa”. È cioè obiettivo in sé la qualità di una leggerezza che si compie nell’opera ben fatta, che è ricompensa a se stessa.