In questo articolo vorremmo riuscire a fare il punto anche sullo sviluppo dell’esperienza delle comunità, per vedere come si sono approcciate all’entrata nel nuovo millennio.
Negli ultimi anni del secolo scorso, oltre ovviamente al fondamentale lavoro di accogliere e accompagnare nel modo più adeguato i ragazzi e le loro famiglie, possiamo dire che le tensioni di pensiero principali siano state l’elaborazione per cercare di migliorare i propri strumenti professionali e ricercare un’organizzazione sempre più efficace per rendere possibile il benessere degli accolti e degli educatori.
Per presentare questo processo ci riferiamo alle principali azioni formative attuate dal settore e alle decisioni che sono scaturite dalla vita delle comunità e dalle riflessioni sviluppate.
Come detto nei primi capitoli è previsto nell’organizzazione del lavoro delle nostre comunità un momento costante di confronto e di formazione permanente per gli educatori: il GRED (Gruppo Educatori intendendo così un lavoro in forma collettiva di tutti gli educatori di comunità) È stato elaborato negli anni scorsi un bel documento che riporta in sintesi il lavoro svolto dal GRED dal suo inizio fino al 93 riportando anche l’elenco dei principali stage formativi svolto in quegli anni dalle comunità. All’interno di una istanza generale con l’obiettivo del confronto e approfondimento del pensiero e dell’ impostazione pedagogica per tendere nella valorizzazione delle specificità di ogni comunità e all’elaborazione di una linea pedagogica condivisa , le principali attività formative svolte hanno riguardato:
- Approfondimenti teorici su questioni specifiche oppure miranti all’approfondimento di approcci particolari. Citiamo in particolare lo studio della teoria sistemica collegato all’istanza di comprendere meglio il significato ed il ruolo delle famiglie dei ragazzi accolti anche per riuscire a coinvolgerle in maniera efficace nel progetto educativo della comunità oppure i già citati stage svolti con gli operatori ADM (sett. 90 e 91) sulla Programmazione Neuro Linguistica. Oltre a ciò è stata dedicata attenzione anche ad uno studio approfondito sulle dinamiche di gruppo.
- L’affinamento degli strumenti di lettura per la stesura dei Progetti educativi sui ragazzi. È stato un lavoro lungo e a volte eccessivamente analitico che ha portato dapprima alla stesura di uno strumento molto articolato e poi al continuo tentativo di affinarlo e migliorarlo. Alcuni stage formativi estivi delle comunità (svolti negli anni ’87- ’88- ’89) sono stati dedicati a questo obiettivo. Vedi come esempio il corso di formazione del settembre 1988.
- È importante sottolineare il collegamento con il lavoro di approfondimento sui contenuti svolto in sinergia con il Gruppo minori del Cnca che ha visto un lavoro di preparazione e rielaborazione interna alle nostre comunità. (Rimandiamo alla lettura del capitolo “Appartenenze esterne” -articolo: Il gruppo minori del CNCA).
- Viene realizzato un confronto sull’impostazione della comunità e ha luogo un’approfondita elaborazione del modello comunitario. La riflessione su questo tema che è stato costantemente presente nel lavoro del GRED di questi anni, ha conosciuto due momenti particolarmente significativi. Il primo si è concluso con la stesura del documento: “Impostazione della comunità e ruolo dell’obiettore” del marzo ‘90 che raccoglie le riflessioni riguardo aspetti quali lo sviluppo del “senso di appartenenza” e del “clima di comunità”, il significato delle regole, il concetto di convivenza…; Il secondo momento, sollecitato dalla Assemblea di Settore, è consistito in un lavoro lungo e complesso (dal ‘91 al ‘93) culminato nell’organizzazione di una giornata seminariale di Settore (17/3/93) nel corso della quale si è cercato di affrontare i principali nodi emersi dal confronto all’interno del GRED. Il lavoro, molto complesso, può essere suddiviso in tre fasi:
- Confronto minuzioso dell’impostazione delle comunità, a partire da aspetti predefiniti (es: turni educatori, turni lavori domestici, suddivisione responsabilità, gestione emergenze, vacanze, ruolo dei soci…).
- Confronto su alcuni temi ritenuti fondamentali (es. etica del lavoro, vissuti e aspettative…) e sui nodi problematici emergenti, è stata particolarmente significativa una giornata di lavoro sui “valori” e sulla connessione nel lavoro educativo.
- Individuazione delle questioni emergenti e delle proposte di soluzione da sottoporre al settore.
È a disposizione nella sezione Approfondimenti una relazione dettagliata di tutto il lavoro dal titolo “Confronto tra le comunità 1991 – 1993”, comprendente gli strumenti usati (es. questionari specifici), i dati emersi e l’elaborazione delle tematiche emergenti ritenute fondamentali
Per le decisioni prese nel settore in seguito a questo lavoro, vedi il programma della giornata seminariale del marzo 1993 e il documento con gli esiti di questa giornata in preparazione dell’assemblea di settore del 5 aprile 1993.
Passiamo a questo punto a riportare i cambiamenti strutturali legati all’impostazione delle comunità. Dal percorso culminato con la giornata seminariale erano emersi diversi elementi critici da approfondire. La proposta più significativa che scaturì da quel percorso fu la proposta di strutturare la comunità su 4 educatori e non più su 3. Prese avvio un processo non breve di riflessione, (vi erano anche timori che elevare il numero dei riferimenti educativi potesse rappresentare un rischio per la forza del riferimento per i ragazzi) e di approfondimento dettagliato (modalità copresenze, turnazione …) che portò nel 99 all’approvazione del modello della comunità con 4 educatori.
L’impostazione della comunità sul piano pedagogico e organizzativo è stato poi espressa nel Progetto Istituzionale delle comunità scritto a cavallo tra la fine degli anni ‘90 e i primi 2000.
Prima di concludere segnaliamo due iniziative particolarmente rilevanti legate sempre all’approfondimento teorico:
- Un percorso condiviso con le realtà di secondo livello (Cnca Lombardia, Caritas Ambrosiana, Uneba) e con la partecipazione di giudici esperti (Leonardo Lenti dell’Università di Torino e Piercarlo Pazè) sul tema della Responsabilità giuridica dell’educatore di comunità. Il documento conclusivo di questo lavoro lungo e articolato è stato pubblicato come inserto speciale dalla rivista Minori e Giustizia.
- Un Corso di formazione FSE per l’aggiornamento degli educatori delle nostre comunità, progettato con il Consorzio Sis e attuato nei primi anni del 2000.
Costante attenzione è stata riservata anche al perfezionamento della funzionalità del Settore comunità che ha portato ad una progressiva responsabilizzazione del CDS (Coordinamento di Settore).
