Nel primo decennio di vita, il coordinamento è stato composto per lo più da comunità rivolte all’accoglienza di persone tossicodipendenti e quindi la riflessione pedagogica e sociale si è concentrata principalmente su questa tematica. Nel 1991 il Cnca ha costituito un gruppo ad hoc con il compito di elaborare la riflessione sulla condizione minorile. Fino al 1997 il Gruppo minori è stato composto costantemente da 28 gruppi, prevalentemente al Nord. In quel periodo però si è registrato un costante ampliamento del numero di gruppi aderenti che si occupano di minori, sia nel Nord che nel Sud Italia. Per questo dal 1998, si sono costituiti due gruppi che lavorano parallelamente sulle stesse questioni: Al Nord, si riunisce a Verona, i gruppi del Sud invece a Napoli.
In questo articolo riporteremo i contenuti del lavoro svolto dal Gruppo minori fino alla fine degli anni ‘90.
Il lavoro dei primi anni si poneva principalmente l’obiettivo di favorire un confronto tra le diverse comunità con lo scopo di conoscere le diverse esperienze e favorire l’evoluzione di ogni esperienza attraverso l’emersione delle proprie specificità e dei punti di forza.
I principali temi affrontati sono stati:
– La relazione educativa in comunità;
– Il rapporto con la struttura pubblica;
-Il progetto globale e il progetto educativo individualizzato;
-La formazione degli operatori;
-Il trattamento contrattuale e normativo degli educatori;
-La legge 184 e la sua applicazione;
-La famiglia d’origine del minore;
-La temporaneità;
-Gli allontanamenti sine die …
Gli esiti dei confronti sono sempre stati sintetizzati e fatti circolare tra i partecipanti, contribuendo così alla costruzione di un pensiero condiviso.
Dopo alcuni anni è emersa la necessità di sintetizzare e diffondere la visione specifica di accoglienza in un modo che fosse fruibile per un pubblico più ampio. È nato così il libro Minori – luoghi comuni, un appassionato reportage delle esperienze vissute in comunità da bambini e adolescenti in difficoltà, scritto dalla nostra socia Gabriella Gabrielli. Un racconto caldo e appassionato da cui traspare una originale elaborazione teorica. Il libro è stato presentato a Roma il 29 maggio 1996 all’interno del convegno Orfani con famiglia di cui sono disponibili gli atti. Il sociologo Sgritta, uno dei relatori al convegno, presenta così il libro a premessa del proprio intervento: “Il libro che è occasione di questo convegno è una delle più belle e stimolanti letture che mi sia capitato di fare negli ultimi anni. Il suo interesse non deriva soltanto dal fatto che racconta, con parole appropriate e in uno stile che si lascia leggere ed apprezzare in modo raro, una vicenda toccante e appassionante. Deriva piuttosto dal fatto che ha la capacità di evocare tutto un complesso di questioni che riguardano direttamente o indirettamente il rapporto tra il bambino, la famiglia e il contesto sociale più ampio”.
A partire dal lavoro del Gruppo Minori, Il CNCA ha potuto sviluppare un’interlocuzione con il ministero anche per quanto attiene l’elaborazione delle politiche nazionali sulle tematiche minorili. Citiamo come esempio la proposta di modifica della legge 216/91, relativa ad interventi in favore di minori coinvolti in azioni criminose. Nel gennaio 1997, Lucio Babolin, coordinatore del Gruppo minori, ha elaborato un “Rapporto” sulla situazione minorile italiana.
Il lavoro di confronto sulla possibile revisione della Legge 184 ha portato il Gruppo a proporre un documento intitolato La tutela dei minori a rischio di allontanamento dalla famiglia di origine: indicazioni per possibili interventi legislativi. Il testo è stato presentato nel giugno del 1997 a Roma in un convegno intitolato Istituti mai più, con gli interventi di Livia Turco, Piero Badaloni, Luigi Fadiga, Stefano Ricci (il testo è disponibile in sede).
Un filone di lavoro interno al Gruppo minori si è poi concentrato sull’elaborazione delle caratteristiche e degli interventi a favore dei minori in difficoltà, a partire dalla costatazione che il panorama del nostro paese presentava a questo proposito una situazione a macchia di leopardo. Questo confronto ha portato alla presentazione del testo: Una “Carta della qualità” per i minori – Servizi rivolti a bambini e ragazzi in difficoltà. Proposta di definizioni e caratteristiche standard pe un Atto d’intesa Stato Regioni (anche questo testo è disponibile in sede).
Sono proseguite anche le riflessioni di contenuto più strettamente pedagogico. Tra queste citiamo il lavoro di riflessione sul rapporto con gli adolescenti, culminato nel seminario svolto a Pescara dal 22 al 24 maggio 1998 dal titolo: La costruzione dell’identità in adolescenza; e il percorso di approfondimento sul ruolo e i compiti dell’educatore di comunità che è culminato nel seminario nazionale Il Sapere e il Sapore – Educatori di comunità tra professionalità e condivisione, tenutosi a Cattolica dal 15 al 7 ottobre 1999.
Ci sembra utile riportare una citazione tratta da Luoghi comuni, usata come premessa alla presentazione del seminario: “…la comunità è ambito di accudimento e relazione. E, come avviene all’interno di una famiglia, il procedere pedagogico all’interno di una comunità è soprattutto metaforico, non può che utilizzare il linguaggio delle cose: spazio, tempo, gesti, materia qui più che mai costituiscono ambito di relazione e modalità di comunicazione. Il dire della comunità è soprattutto un fare. Allo stesso modo il sapere dell’educatore, per i minori che entrano in contatto con lui è principalmente una questione di sapore. La competenza dell’educatore è qualcosa che i minori possono sperimentare, di cui possono godere, che possono gustare; più difficilmente è possibile codificarla. La relazione educativa è nuova ogni volta, ma in qualche misura è sempre una relazione sostanziale, costitutiva, impegnativa”.
IL titolo di questo seminario è stato poi ripreso come titolo di un libro pubblicato nel 2000 dalle edizioni Paoline che riportava i contenuti elaborati dal Gruppo minori oltre a quelli presentati nel libro Luoghi comuni.
Nel frattempo si sono sviluppati altri sottogruppi di lavoro che hanno aperto tematiche che saranno poi sviluppate nei primi anni 2000. Ma di questo parleremo un’altra volta.
Verso la fine degli anni ’90, Lucio Babolin ha lasciato di conduzione del Gruppo Minori per diventare Presidente nazionale del CNCA. La responsabilità del coordinamento del Gruppo è stata assunta da COMIN, attraverso Claudio Figini.
