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Nuovo assetto organizzativo dopo l’ampliamento

Nel 1985, come abbiamo visto, la nostra cooperativa avviò, tramite convenzione con il Comune di Milano, il servizio sperimentale di Assistenza Domiciliare per i minori, e dopo i primi due anni di avvio e consolidamento del nuovo servizio, si decise di mantenere all’interno della stessa cooperativa anche il nuovo servizio considerandolo come parte integrante di un unico omogeneo progetto d’intervento territoriale a favore di minori. Questa decisione ebbe come naturale conseguenza un ampliamento di compiti organizzativo-gestionali e quindi decisionali della Comin.

Nell’affrontare tali compiti si cercò di mantenere il metodo decisionale assembleare, caratteristico della Comin. Ciò sotto due aspetti: da una parte attraverso la progressiva assunzione di responsabilità da parte degli operatori del nuovo servizio fino a diventare soci della cooperativa e dall’altra prevedendo tra i soci, che data la mole d’intervento assunta dalla cooperativa non potevano seguire direttamente la gestione di ogni iniziativa, una delega di responsabilità di tipo orizzontale.

Ne scaturì il modello organizzativo decisionale approntato nella giornata seminariale del novembre 19871

Tale modello prevede i seguenti ambiti decisionali e organizzativi: l’Assemblea Generale dei soci e le Assemblee di Settore (con alcuni sottogruppi operativi) come ambiti decisionali, più il gruppo di coordinamento e la commissione economica con funzioni tecnico-organizzative. 

Assemblea generale dei soci

È l’organo decisionale della cooperativa ed ha la responsabilità complessiva degli interventi della Comin. Le sue competenze sono: 

  • elaborare le linee generali dei servizi e degli interventi socio-politici e culturali che saranno poi concretizzate e attuate dai settori (a questo riguardo le modifiche sostanziali nell’impostazione dei servizi o degli interventi proposti nei settori devono essere approvate dall’Assemblea dei soci);
  • approvare il preventivo ed il consuntivo della gestione economica e finanzia ria dei settori e della cooperativa nel suo insieme, definendo la linea gestionale dei problemi economici e finanziari della cooperativa; 
  • approvare eventuali nuove iniziative definendone le linee generali; 
  • gestire complessivamente il rapporto contrattuale e politico con gli enti locali. 

Le assemblee di settore

Le assemblee di settore, che sono composte dagli operatori del settore (siano essi soci o no) e dai soci che ne vogliano far parte, hanno il compito di gestire le attività dei settori d’intervento: 

  • Settore comunità (gestione dei servizi di comunità alloggio); 
  • Settore ADM (gestione del servizio di assistenza domiciliare per i minori e le loro famiglie); 
  • III° Settore (costituito nel 1988 con lo scopo di organizzare l’intervento socio politico culturale esterno e in seguito anche di coordinare la riflessione interna); 
  • Settore Prevenzione (costituito nel 1991 per gestire le attività del Centro di Prevenzione al disagio minorile e del Centro Vacanze). 

Le competenze delle assemblee di Settore sono: 

  • tradurre in obiettivi specifici le linee di intervento generali decise dall’assemblea dei soci; 
  • proporre all’assemblea dei soci il bilancio preventivo e consultivo della gestione economica del Settore;
  • assumere le decisioni legate alla gestione del Settore; 
  • dotarsi dei necessari strumenti per rendere operative le decisioni.

Ogni Settore a questo riguardo si è dato un’organizzazione adeguata. 

SETTORE COMUNITA’

L’organizzazione del Settore comunità seguirà in generale il modello di funziona mento già esposto, fatta eccezione per l’équipe allargata che riceve un ampliamento delle proprie funzioni attraverso la delega per la gestione complessiva di ogni specifica comunità2.

L’équipe allargata, di cui fanno parte gli educatori della comunità più un gruppo di soci (4-5 per ogni comunità), inserita in maniera particolare nei problemi e nella vita della comunità, diventa così l’ambito decisionale della comunità stessa per quanto riguarda: 

  • l’impiego delle risorse umane (educatori e soci esterni) nella gestione della 
  • vita della comunità, salvaguardando il modello comunitario delineato dal Settore e garantendo la continuità;
  • l’elaborazione delle strategie per l’attuazione del progetto globale (definito in Assemblea di Settore) su ogni singolo minore;
  • la scelta dell’impostazione della supervisione; .
  • la gestione delle problematiche relazionali quando incidono negativamente sulla vita della comunità.

La gestione di questi compiti da parte dell’Equ.Al, considerata come rete di aiuto e non come organo di controllo, presuppone l’effettivo coinvolgimento da parte dei soci non-educatori nella vita e nei problemi della comunità. Riguardo alla cadenza delle riunioni, si ipotizza la necessità di due incontri mensili, lasciando libertà ad ogni équipe nel fissare gli orari e i metodi di gestione delle riunioni. 

Naturalmente la conduzione della comunità, secondo le decisioni dell’Equ.Al., spetta autonomamente all’équipe degli educatori, composta da tre educatori.

Rimane inoltre ancora in funzione il Gruppo Educatori, composto dagli educatori delle tre comunità, che si riunisce a cadenza settimanale e, come abbiamo visto, si pone principalmente obbiettivi di formazione permanente e di elaborazione specifica.

In conclusione si può aggiungere che l’Assemblea di Settore comun , oltre ai punti generali sopra esposti, rimane ancora competente in specifico anche riguardo alle ammissioni e dimissioni dei casi, come pure alla definizione del progetto globale di ogni minore, per i quali punti decide sulla base delle proposte formulate dalla specifica équipe allargata. 

SETTORE ADM

L’assemblea di Settore ADM, competente per l’attuazione del servizio di assistenza domiciliare, nell’attuare i suoi compiti si è data i seguenti sottogruppi operativi: 

• il gruppo accettazione casi, composto dal coordinatore e da tre operatori, ha il compito di ricevere la richiesta dei servizi per l’apertura di nuovi interventi e, una volta assunto il caso, propone l’abbinamento educatore-minore, seguendo le singole disponibilità e i criteri preventivamente decisi dal Settore. Tale gruppo ha inoltre il mandato di selezionare, sempre sulla base di criteri elaborati dall’Assemblea di Settore, i nuovi operatori.

In caso di censura nei confronti dell’operato di un educatore nello svolgersi delle sue funzioni professionali, il gruppo propone una prima elaborazione del problema, in collegamento col presidente. Il gruppo è decisionale e i suoi membri sono a rotazione per un anno tranne il coordinatore;

il piccolo gruppo, composto dal coordinatore e da 4/5 operatori, è l’ambito in cui avviene il confronto sulla gestione dei singoli casi, attraverso l’esposi zione delle situazioni specifiche, la focalizzazione dei nodi problematici, la verifica e riprogettazione dell’intervento educativo. La cadenza delle riunioni di ogni piccolo gruppo è di 2/3 volte al mese.

il gruppo educatori è considerato un momento di formazione permanente e ambito dell’elaborazione degli operatori e si riunisce ogni 15 giorni;

• per organizzare il lavoro del Settore è necessaria la presenza di un operatore con sole funzioni di coordinatore i cui compiti principali sono il collega mento con i servizi sociali di zona e con il Servizio Sociale ADM, il coordinamento dei sottogruppi operativi e la gestione amministrativa del servizio

TERZO SETTORE

Le competenze del Terzo Settore, che è stato costituito nel 19883 con lo scopo di coordinare gli interventi della Comin verso l’esterno circa la tematica complessiva del disagio minorile, riguardano: 

  • il rapporto con il territorio di appartenenza del servizio; 
  • l’elaborazione, a partire dal patrimonio esperienziale, al fine di promuovere la sensibilizzazione delle istituzioni e/o della popolazione;
  • il coordinamento con altre esperienze al fine di gestire assieme alcuni interventi e di attuare un confronto sugli aspetti etici e professionali del nostro intervento.

In un secondo tempo è stato ampliato il mandato al Settore che è diventato anche punto di riferimento per gli altri settori e per l’Assemblea Generale rispetto alla riflessione interna della cooperativa.4

Inizialmente il Terzo Settore aveva fissato unicamente nell’Assemblea di Settore l’ambito di confronto e di decisione e lasciava l’attuazione degli interventi ai soci che se ne assumevano il compito.

Nel 1991 è iniziata però una revisione organizzativa del Settore5. Avendo infatti constatato come l’organizzazione del Settore, impostata su di un unico incontro assembleare mensile, non garantisse un reale confronto sui molti e diversi interventi attuati dalla cooperativa e un’effettiva progettazione comune degli stessi, si è proposta la costituzione di sottogruppi di lavoro che siano responsabili della definizione puntuale e della attuazione operativa dei diversi interventi, secondo le linee espresse nell’Assemblea di Settore. 

SETTORE PREVENZIONE

Il Settore, costituitosi nel 1991, ha il mandato della gestione del centro di prevenzione al disagio minorile e delle iniziative del centro vacanze. La sua organizzazionedecisionale prevede come unico momento l’Assemblea di Settore (oltre ovviamenteall’équipe degli operatori incaricati della gestione degli interventi). 

Il “gruppo di coordinamento”

Come abbiamo già visto al gruppo di coordinamento sono state attribuite solo funzioni tecnico-organizzative allo scopo di raccogliere i problemi presenti nei diversi settori ed organizzare la decisionalità interna fissando le date e gli o.d.g. delle assemblee generale e di settore e curando che gli argomenti trattati siano adeguata mente presentati (“possibilmente” con relazioni scritte da distribuire in tempo prima delle riunioni) in modo da favorire la collegialità decisionale.

Le sue competenze sono quindi: 

  1. assicurare il coordinamento ed il collegamento tra i settori e l’Assemblea dei soci;
  2. preparare le assemblee dei soci e di settore;
  3. controllare la coerenza tra le finalità generali decise dall’Assemblea dei soci e 
  4. decisioni operative adottate nei settori;
  5. verificare che le decisioni siano deliberate nel contesto previsto dal modello organizzativo;
  6. verificare che le decisioni prese siano attuate. 

Fanno parte del gruppo di coordinamento: 

  • il presidente;
  • quattro membri designati rispettivamente da ciascuno dei 4 settori; 
  • un membro della commissione economica. 

La commissione economica

Lo scopo fondamentale della commissione economica è ancora quello di affrontare le problematiche economico-finanziarie della cooperativa al fine di presentare ai soci un quadro chiaro della situazione al riguardo, prospettando anche le diverse possibilità di soluzione a fronte dei problemi economico-finanziari emergenti, in modo da rendere possibile una efficace e competente decisionalità delle Assemblee generale e di settore.

La commissione economica ha inoltre il mandato di controllare l’andamento economico dei settori per verificarne la confacenza al bilancio preventivo.

Per quanto riguarda la gestione di spese straordinarie, la commissione economica ha un’autonomia fino ad un massimo del 10% del totale del singolo costo preventivo. Fanno parte della commissione economica: 

  • il presidente;
  • un socio/operatore ADM; 
  • un socio/operatore C.A.;
  • un socio/operatore C.P.;
  • almeno due soci esperti in amministrazione

Il ruolo del presidente 

È importante, al termine dell’esposizione del nostro modello decisionale, delineare il ruolo riconosciuto al presidente della cooperativa, al fine di completare il quadro organizzativo decisionale della Comin.

La figura del presidente ha sempre avuto un ruolo formale di responsabile giuridico verso l’esterno, senza per questo che le venisse riconosciuta un’importanza particolare nell’iter decisionale della cooperativa.

Anche con l’ampliarsi delle attività della nostra cooperativa si è cercato, come abbiamo già detto, di mantenere una decisionalità di tipo orizzontale.

È per questo motivo che non si è mai deciso di istituire un reale consiglio di amministrazione, ma di riconfermare la corresponsabilità di tutti i soci attraverso una delega reciproca di responsabilità nei diversi settori d’intervento, secondo le linee generali d’intervento fissate dall’assemblea dei soci.

Ad integrazione di quanto detto è bene puntualizzare che in questa situazione viene riconosciuta al presidente una sorta di responsabilità decisionale nella gestione delle urgenze.

Il mandato però è quello di individuare le modalità decisionali compatibili con l’emergenza più prossime alla normale prassi decisionale della cooperativa. Si può quindi affermare che il mandato conferito al presidente, oltre a quello di rap presentante formale, è quello di essere garante della democraticità interna, in modo particolare nella gestione delle emergenze. 

1 Vedi doc 24, 25 e 26

2 Vedi doc 41

3 Vedi doc 29

4 Vedi doc 37

5 Vedi doc 44