Nel 1979 inizia una fase di ridiscussione della struttura della cooperativa che, all’iniziodell’80, sfocia in una prima importante ristrutturazione scaturita da tre motiviprincipali: la difficoltà di gestione della comunità da parte di una sola persona, la crisi del modello famiglia satellite famiglia appoggio, e l’esigenza di una corresponsabilità da parte degli educatori nella gestione complessiva della cooperativa. Non si tratta soltanto di una semplice ristrutturazione degli ambiti di lavoro ma vieneanche superata la separazione esistente tra soci ed educatori permettendo agli educatori stessi di diventare soci della cooperativa.Nasce l’équipe educativa composta da 2-3 educatori di cui almeno due conviventi a tempo pieno; viene affermata l’importanza di una gestione della comunità collegiale e responsabile.Tale scelta è resa necessaria dalla specificità del servizio da rendere; infatti, il continuo sforzo di adeguamento e di attenzione nei confronti del bambino, come pure una apertura alla sua realtà globale, necessitano di una continua rimessa in discussione dei propri valori e comportamenti. Per gestire questa disponibilità al cambiamento, è importante poter condividere l’ansia che deriva dalla difficoltà e novità delle scelte quotidiane e dalla continua revisione della strategia educativa. L’équipe compie le scelte educative rispetto ai minori e le verifica, stende relazionimensili e riferisce all’assemblea; in questo modo, gradualmente, prende corpo al suo interno un metodo di lavoro secondo il quale impostare l’intervento. Gli educatori delle comunità costituiscono insieme il “gruppo educatori”, uno strumento per:
1) analizzare gli atteggiamenti educativi di ogni équipe giungendo all’elaborazione di una linea pedagogica comune;
2) verificare l’operato di ogni équipe;
3) favorire un atteggiamento di formazione permanente e la continua acquisizione di nuovi strumenti professionali.
Dopo un anno di lavoro il gruppo ha cercato di definire i propri bisogni formativi in vista di un corso di formazione; tale corso, svoltosi a Favaro nell’agosto dell’80, ha avuto come argomento principale l’analisi critica del ruolo di ogni singolo operatore. Dal lavoro del corso è poi scaturito un lavoro di riflessione e di ripensamento sull’impostazione della cooperativa che ha portato alla ridefinizione del modello decisionale. Soci ed educatori insieme si riuniscono ogni quindici giorni nell’assemblea, organo decisionale della cooperativa e ambito di programmazione e verifica riguardo a:
– progetto globale relativo ad ogni minore, presentato dal gruppo educatori;
– rapporti con gli Enti assistenziali (assistenti sociali, tribunali competenti per i minori in affido);
– gestione economico – finanziaria; – coordinamento con le altre comunità alloggio e promozionalità in genere;
– rapporti con gli Enti locali;
– interventi di prevenzione nella scuola e nel quartiere.
L’assemblea svolge il proprio lavoro decisionale e di programmazione sulla base di dettagliate relazioni presentate dal gruppo educatori e da apposite commissioni per manenti o temporanee. Per questioni urgenti è prevista la convocazione di un’assemblea straordinaria.
L’assemblea viene così svincolata dalla gestione delle problematiche educative demandate all’équipe degli educatori e al gruppo educatori. Ciò provoca una crisi di ruolo in alcuni soci che desideravano condividere anche le scelte educative. Da qui una riflessione sul ruolo dei soci il cui compito diveniva quello di cercare di rispondere il più possibile alle esigenze della cooperativa, quali di volta in volta si manifestano, partecipando alle assemblee, alle varie commissioni, e coinvolgendosi a livello di amicizia con le diverse comunità, in modo da configurare all’interno delle stesse una presenza significativa.
Tale tendenza porterà da una parte a dare rilievo non più soltanto al lavoro sui singoli bambini ma anche ad una visione più globale del problema, dall’altra porterà gradualmente verso l’istituzione dell’équipe allargata, che prevede che ogni socio non educatore si occupi in particolare di una comunità. I soci sono chiamati a coadiuvare gli educatori nella discussione delle problematiche relative ai minori in carico, fornire rispetto ai problemi il punto di vista di chi è meno coinvolto in prima persona e condividere la gestione organizzativa ed educativa della comunità.Viene istituita la commissione economica, con il compito di analizzare gli aspetti connessi con la gestione economica della cooperativa, in maniera tale da fornire ai soci gli elementi per una corretta valutazione e progettazione a riguardo.