Vai al contenuto

Inizialmente la Comin gestiva comunità alloggio all’interno delle quali non era presente un’équipe educativa, bensì la figura di una “vicemadre” sostenuta nello svolgi mento della sua attività da una famiglia esterna (famiglia vettore). Il modulo sul quale si reggeva l’iniziale strutturazione interna della Comin era costituito da due elementi: da una parte la famiglia satellite, cioè la comunità, dall’altra la famiglia vettore con il compito di aiutare e trainare il primo elemento sulla via dell’inserimento e dell’integrazione sociale, facendogli da punto di riferimento e allo stesso tempo da base di appoggio. Esisteva già una assemblea costituita dalle vicemadri, dai membri delle famiglie vettore e da altri soci della cooperativa. L’assemblea si riuniva settimanalmente e rappresentava l’unico momento decisionale, in cui venivano affrontate le problematiche educative, decise le ammissioni e le dimissioni, verificata la validità dell’intervento.In questa fase sono state indette, sia pure raramente, anche riunioni riservate ai soli soci, con lo scopo di discutere l’andamento delle comunità espletando così una funzione di controllo nei loro riguardi. Era presente inoltre una équipe di tecnici che garantivano una consulenza psicologica e medica. Alcuni compiti organizzativi, connessi con l’amministrazione e la promozionalità della cooperativa, erano affidati a sottogruppi composti prevalentemente da soci che nei primi anni di vita della Comin erano chiamati ad un maggiore e più diretto coinvolgimento. Molti erano i momenti di contatto informale tra soci ed educatori, soprattutto tra vicemadri e membri della famiglia appoggio. Centrale in questa fase è stata la figura di Luigi Villa, socio promotore e leader carismatico della cooperativa.