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Raccontiamo il progetto Famiglie creative perché ai nostri occhi rappresenta uno degli episodi iniziali di una linea di sviluppo del welfare cittadino a Milano che prenderà forma in altri interventi; l’attuazione del progetto ha visto il protagonismo della nostra cooperativa e ci ha fornito un’ulteriore possibilità di sviluppare collaborazioni attente e positive con famiglie e associazioni del nostro territorio.

Ma cos’è Famiglie Creative?

Si tratta di un progetto inserito nel VI Piano Infanzia ex lege 285/97. Come si legge nell’ Avviso di istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione di soggetti disponibili alla sua co-progettazione e co-gestione, il Progetto “Famiglie Creative” si colloca all’interno degli interventi nel campo delle fragilità familiari con un’ottica di promozione e sviluppo dell’associazionismo tra famiglie, per estendere la rete della coesione sociale tra nuclei familiari e la solidarietà tra gli stessi anche al fine di favorire la parziale autonoma risoluzione di problemi, per supportare iniziative di conciliazione tra i “tempi lavoro” e i “tempi di cura familiari” di nuclei con figli. A questo riguardo il progetto si propone di agire con due modalità: promuovere e implementare percorsi di mutuo aiuto tra gruppi organizzati di famiglie con figli minori di età (associazioni tra famiglie, reti di famiglie formalizzate in associazioni, …) ma anche favorire progetti di solidarietà e prossimità tra famiglie, con figli della fascia 0/12 anni, singole e/o aggregate informalmente, favorendo lo scambio e la crescita di un legame solidale.

Per raggiungere questi obiettivi il progetto si articola in tre azioni:

A. Costituzione di una equipe cittadina mista tra Settore Servizi Minori, Famiglie e Territorialità + 1

Partner di co-progettazione per:

  • progettazione e coordinamento delle attività di costituzione, promozione e incentivazione di un SISTEMA CITTADINO di FAMIGLIE CREATIVE. 
  • individuazione congiunta di tempi, criteri e procedure trasparenti per la raccolta e valutazione di domande di contributo sia collettive (associazioni) che individuali (famiglie).
  • pubblicizzazione dell’opportunità in luoghi di aggregazione spontanea e/o formale, all’interno di singoli quartieri, ad es. scuola dell’infanzia e primaria, oratori, centri sportivi …
  • attivazione di facilitatori nei territori per supportare e far emergere proposte concrete (in una scuola, in un circolo, in un condominio, etc).
  • individuazione di risorse proprie e del proprio nucleo familiare in termini di tempo, giornaliero, settimanale e di spazi da condividere e mettere a disposizione.

B. Erogazione di contributi/incentivi volti a favorire occasioni di conoscenza e di messa in rete di

risorse tra famiglie con lo scopo di creare occasioni di supporto e solidarietà nella cura dei figli e di incentivo delle occasioni educative/ricreative/interculturali di nuovi legami e relazioni dirette. Si prevedono contributi una tantum fino ad un massimo di 6.000 euro per associazioni e 2.000 euro per famiglia.

C. Processo continuo di valutazione quali-quantitativa dell’impatto del progetto e monitoraggio

diretto e indiretto dell’effettivo svolgimento attività.

L’istruttoria pubblica si pone l’obiettivo di individuare i soggetti partner per le azioni A e C.

Comin decide di partecipare a questa chiamata per valorizzare e rafforzare i legami con le famiglie che abitano il nostro territorio e a questo scopo di collaborare con altre tre realtà presenti nelle altre parti della città con le quali esiste sintonia progettuale ed operativa e che presentano un positivo radicamento nella parte di città in cui agiscono. Si costituisce un’Ati con Diapason, Comunità nuova e La Strada; Comin funge da capofila e si costruisce assieme la Proposta progettuale con la quale candidarsi alla co-gestione del progetto. Nella proposta si evidenziano le modalità attraverso cui far arrivare l’invito alle famiglie e alle associazioni, i luoghi in cui incontrarle, le modalità di affiancamento alla costruzione dei piccoli progetti condivisi, la lunga lista delle collaborazioni già in atto nella città. Si propongono anche le modalità di collaborazione con gli apparati comunali e le modalità di coordinamento e di regia del progetto e di monitoraggio sull’andamento e gli esiti delle azioni. Rispetto a quest’ultimo aspetto importante anche la collaborazione con Codici per la parte di valutazione. 

Al termine dell’istruttoria la nostra Ati viene identificata come soggetto partner dell’attuazione del progetto che prevede una durata di 24 mesi e inizia la propria operatività nel 2017.

In questi due anni sono state coinvolte nel progetto 270 famiglie e sono 11 le associazioni familiari che hanno presentato progetti. È lunga, inoltre, la lista dei soggetti istituzionali e delle realtà territoriali coinvolte nelle azioni svolte.

IC Quintino di Vona-Tito Speri; Franceschi, Calvino, Casa del Sole; scuola primaria di via BottegoScuole
IC Candia, Pezzani, T. Grossi, F. d’Assisi, Madre Teresa di Calcutta, Sottocorno, Filzi, Morosini-ManaraScuole
IC Ilaria Alpi, Sant’Ambrogio, Calasanzio, Iqbal MasikScuole
IC Pertini, Arbe Zara, Locchi, Locatelli, Sor. Agazzi, Confalonieri, Trilussa, Vico.Scuole
Consultori pubblici zona1,2,3,4,5,6,7,8,9Ente Pubblico
Associazioni: Villa Pallavicini, Misericordia, Casa della Carità, Arché, Auser, Anteas, Amici del Parco Trotter, Small FamilyPrivato sociale
Associazioni: L’Immagine, Centro San Martino, La Nostra Famiglia, La Nostra Comunità, Amici di Edoardo, Song LombardiaPrivato sociale
Associazioni: Amici del Parco Agricolo Sud, Strega Comanda Color, L’Ortica, Nocetum, Cascina Monlué, Amici della MusicaPrivato sociale
Associazioni: Fashion Dance, La Comune, Arteka, Acli, Circoli Arci(Metissage, Scighera, Metromondo, Movimento ConsumatoriPrivato sociale
Associazioni: Quarto Oggiaro Vivibile, Baluardo, ACF Villapizzone,   Privato sociale
Associazioni Sportive: Baseball e Softball Milano, Amatori Rugby, Anni Verdi, Diavoli Rossi, Rugby Metanopoli, Aldini, Azzurri NiguardesePrivato sociale
Casa delle Associazioni(via Miramare),rete associazioni Barona, rete associazioni Baggio, casa delle associazioni(via Bovisasca e Villa Scheibler)Privato sociale
Fondazione LaureusPrivato sociale
Terre Nuove ONLUSPrivato sociale
S. Michele, S. Rita, S Nicolao, S. Cuore in Ponte Lambro, S Maria del Suffragio, Medaglia Miracolosa, S. Galdino ,Parrocchie
S. Giuseppe, S. Giovanni Crisostomo, S. Michele Arcangelo, S. Apollinare, S. Bosco, S. Bernadetta, S. Vito al Giambellino, S. Elena,Parrocchie
SS. Nazaro e Celso, S. Protaso, S. Giovanni alla Bicocca, S. Paolo alla Cagranda, S. Dionigi, Sacro Volto, S. Bernardo, S. Lucia, S. MartinoParrocchie
Moschea di via PadovaCentro religioso
reti La Miccia e Pàzol; Gruppi Genitori interni ai progetti sociali Comin “Cassiopea”, “Filo di Arianna”, “Astrolabio”Reti di famiglie e gruppi genitori
L’Albero di Nicholas, Con il Sole e l’Azzurro, Comitato Genitori Decorati-Meleri-Dalmazia, Comitato Genitori ManaraReti di famiglie e gruppi genitori
Gruppo Genitori Barrio’s, Gruppo Genitori Centro Giovani via Forze Armate, Comitato Genitori Cesari, Gruppo Genitori CD AzimutReti di famiglie e gruppi genitori
  Città Nuova, Isola in Gioco, via Padova 36(Housing sociale), Con-Tatto Salomone, Segretariato Sociale Bellini,Progetti di coesione sociale
Abitagiovani, Riguarda Niguarda, Niguarda Noi, Welfare di TuttiProgetti di coesione sociale
GAS Martesana, GAS 8 e9, GAS Aliprandi, GAS Bicocca; coop. Edificatrici Abitare e Prato Centenaro/SassettiVari
Gruppi Scout CNGEI Milano 6, Agesci Milano 97, Forlanini; Orti comunitari Niguarda e Quarto OggiaroVari

Il progetto ha permesso a molte famiglie di poter attuare azioni pensate, progettate e finanziate al fine di sostenere ed incentivare la solidarietà con altre famiglie. Questo ha consentito inoltre, ai quartieri in cui i progetti sono stati attuati, di veder aumentare il numero di famiglie impegnate in azioni di solidarietà e di apertura agli altri e quindi anche in dialogo creativo con altri gruppi, enti, scuole, centri ricreativi, ecc. Si è rivelato altresì importante il fatto che per tutta la durata del progetto si è stabilito un dialogo tra le famiglie coinvolte e l’Amministrazione Comunale direttamente o attraverso la mediazione delle realtà del terzo settore incaricate di promuovere e sostenere i singoli progetti in maniera più diretta.

Rimandiamo alla lettura della Scheda di monitoraggio e alla Relazione famiglie creative per uno sguardo più completo sugli esiti del progetto.

Riguardo ai piccoli progetti costruiti dalle famiglie e dalle associazioni il Comune ha pubblicato un Avviso che illustra le condizioni e le regole per la scelta dei progetti. A questo proposito vi possiamo presentare come esempio i due progetti presentati da Carovana. Nel primo anno il progetto Presente prossimo che si pone l’obiettivo di diffondere esperienze di accoglienza familiare con forme di sensibilizzazione attuate dalle famiglie dell’associazione; nel 2018 Nessun grado di separazione L’informatica e il web a potenziamento dei sistemi di solidarietà tra famiglie. Come si evince dal titolo l’obiettivo è quello di potenziare l’informazione informatica come forma di collegamento tra le famiglie accoglienti e come strumento in grado di potenziare la comunicazione culturale.

Come detto all’inizio il progetto è stata un’occasione per continuare ad accrescere la capacità della nostra cooperativa nel costruire azioni efficaci in grado di favorire il protagonismo dei cittadini e in particolare delle famiglie nel farsi carico delle difficoltà proprie o del contesto.

Concludiamo questo racconto ricordando più in breve il progetto Texere che si è svolto nel distretto Visconteo, in quanto animato da finalità sostanzialmente analoghe anche se con azioni diverse ma sempre orientate a favorire forme di prossimità familiare e anche, nello specifico, la gestione partecipata di un luogo di incontro.

Il progetto Texere – Insieme per tessere legami è stato finanziato da Fondazione Cariplo all’interno del Bando Welfare di comunità e Innovazione sociale nel 2016. Capofila del progetto è il Comune di Rozzano e vasta è la rete degli attori partner del progetto, tra i quali è presente Comin.

Riannodare i fili logorati o spezzati tra i bambini e le famiglie fragili è una sfida, un dovere di tutta la comunità è la frase che sintetizza la mission del progetto che prevede di agire secondo questi macro obiettivi:

Trasformare la funzione del servizio sociale comunale che diviene promotore e facilitatore di una rete intorno al tema della cura dei minori: tra case work e community work;

– Aumentare la capacità di intercettazione del problema della negligenza e ampliare il ventaglio di risposte per bambini che manifestano un disagio emotivo, psicologico e comportamentale a scuola, consentendo un uso più proprio e meno generalizzato della certificazione di disabilità e del sostegno scolastico;

– Promuovere la corresponsabilità della comunità locale nel supporto alle famiglie vulnerabili e nel contrasto alla negligenza genitoriale;

– Mettere a sistema forme di sussidiarietà orizzontale in termini di risorse umane ed economiche

Rimandiamo chi fosse interessato ad approfondire l’articolazione di questi macro- obiettivi alla lettura del Documento descrittivo del progetto e del Quadro logico relativo.

Nello Schema sostenibilità per Texere sono elencate poi, in modo sintetico, le azioni in cui si articola l’intervento del progetto all’interno delle tre macro aree: Trasformazione dei servizi, Scuola e comunità e Case per fare assieme.

All’interno di questo schema progettuale, come si evince nelle Proposte Comin, la nostra cooperativa si è ingaggiata per:

– Offrire una micro equipe, composta da un’assistente sociale e una psicologa per potenziare l’attività dei servizi di tutela a sostegno della realizzazione delle attività del progetto;

– Sperimentazione di modelli innovativi nel campo del sostegno alla genitorialità come ad esempio Family group conference anche in ambito scolastico. Sperimentazione di gruppi di confronto tra genitori delle famiglie d’origine di minori fuori casa;

– Promozione e organizzazione di interventi di prossimità familiare (reperimento, sostegno, formazione, creazione di gruppi di famiglie) a sostegno della genitorialità fragile: famiglie d’appoggio, affiancamenti familiari, famiglia affianca famiglia in tutti i comuni dei due distretti (arrivando a definire almeno due gruppi uno per ogni distretto);

– Contribuire alle attività nella Casa del fare assieme in particolare con l’obiettivo di favorire esperienze di prossimità e affiancamento tra famiglie e la costruzione di un luogo:

  • in cui le famiglie che vivono momenti di fragilità possano trovare sostegno e condivisione della responsabilità familiare sia nelle figure professionali che nelle risorse familiari che si danno disponibili; 
  • in cui i bambini che necessitano di un sostegno familiare, su invio dei servizi, trovino spazi di accoglienza, accompagnamento e preparazione;
  • in cui le famiglie che sono sensibili ai temi dell’accoglienza e del sostegno possano sperimentarsi e formarsi.