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Il piano strategico triennale e altri documenti

Si è rinnovata in questi anni la convinzione di come sia essenziale per la nostra identità e quindi nel nostro lavoro quotidiano essere realmente cooperativa. Oltre all’esigenza di articolare il nostro imprinting cooperativo come abbiamo fatto nel documento Come Sisifo? , una espressione del rafforzamento di questa convinzione può essere vista anche nella revisione di alcuni documenti identitari, nella predisposizione di alcuni nuovi strumenti per implementare la gestione cooperativa e alcuni processi riorganizzativi per rendere più efficace la gestione di Comin.

È stata approvata una ridefinizione dei contenuti nel Codice etico del lavoro in Comin 2015. Abbiamo voluto esprimere altre acquisizioni: nuove parole per puntualizzare in forma rinnovata i concetti di sempre. I primi articoli, che sono le fondamenta sono rimasti invariati anche nella forma. Si è invece avvertita l’esigenza di snellire il titolo del quinto articolo in Lo stile di lavoro mantenendo inalterato il contenuto. La seconda parte del Codice etico ha subito invece diversi cambiamenti a cominciare dal sesto articolo, quello relativo al significato politico del nostro lavoro che è stato smembrato in due nuovi articoli: uno, il sesto, relativo al collegamento con la comunità sociale e il settimo invece riferito ai rapporti istituzionali. Nel sesto articolo si parte dalla consapevolezza di essere una forma di auto-organizzazione della comunità sociale per rendere possibili operativamente risposte a bisogni pubblici. (Comin) esercita pertanto una forma di partecipazione politica diretta al governo della città, con una soggettività politica autonoma. Questa funzione viene attuata ascoltando le istanze emergenti dalla comunità sociale valorizzandone le competenze. Sulla base di questa istanza si ribadisce l’intenzione di impostare il lavoro in modo da favorire la partecipazione diretta dei cittadini attraverso le diverse forme di collaborazione possibili, come pure il controllo della comunità nei confronti della cooperativa, favorito dalla trasparenza della gestione e dalla diffusione delle informazioni. Nel settimo articolo intitolato Rapporto con le Istituzioni democratiche nella gestione della funzione pubblica, ribadendo la consapevolezza di essere gestori di funzione pubblica nel nostro lavoro, si sottolinea la necessità di instaurare un rapporto di collaborazione corretto ed efficace con le Istituzioni elette democraticamente. Negli articoli rimanenti si ricorda l’intenzione di attuare questo ruolo in collaborazione con le altre realtà del terzo, del quarto settore e con gli altri soggetti della comunità. Il titolo del nono articolo è chiaro ed esplicativo: benessere dei soci – condizioni eque di lavoro – contrasto alla marginalità del lavoro sociale.

Il Codice etico del lavoro come d’abitudine rappresenta anche il cappello del Regolamento del socio lavoratore aggiornato nello stesso periodo. Per restare nell’ambito della gestione del lavoro rimandiamo alla lettura del report sui risultati del Questionario sulla condizione, organizzazione del lavoro e del benessere percepito dai soci lavoratori di Comin, a cui hanno risposto 165 soci lavoratori su 180 ovvero il 91,7% del totale.

Nello stesso anno l’Assemblea ha approvato anche l’aggiornamento del Documento d’identità della cooperativa.

Una significativa innovazione riguardo agli strumenti per favorire una gestione condivisa della cooperativa è stata l’assunzione del Piano strategico triennale che diventa uno strumento abituale di gestione e programmazione della vita della nostra cooperativa. Alla fine del mandato, prima delle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali, si individuano, attraverso un percorso aperto e organizzato in focus group, le criticità emergenti e si individuano gli obiettivi prioritari per il triennio a venire. 

Questo documento si pone quindi questi tre obiettivi:

  • rappresentare la parte della relazione di fine mandato che guarda al futuro della Comin; 
  • indicare alle équipe dei servizi riunite nelle UT (Unità Territoriali), ai prossimi CUT (coordinamenti delle Unità Territoriali) e al prossimo coordinamento della cooperativa (Cda) un elenco delle cose da fare per crescere meglio; 
  • concretizzare nel breve termine uno sviluppo auspicabile per gli anni a venire.

In questo modo è più evidente l’impegno che viene chiesto a chi si assume responsabilità per il governo della cooperativa ma anche ad ogni socio e sarà possibile, nello stilare gli obiettivi prioritari di ciascun anno, avere un riferimento strategico complessivo.

Nel documento Strategie per il triennio 2016-19 vengono definite 7 aree su cui concentrare l’attenzione:

  1. Soci – Accrescere l’attenzione e la cura nei confronti dei soci, in direzione di una maggiore partecipazione e un più motivato coinvolgimento nella vita della cooperativa. 
  2. Contaminazione culturale –  Favorire possibilità diverse per entrare in relazione con “non addetti ai lavori” al fine di comunicare e rendere visibile il senso, il risultato e la concretezza del nostro lavoro, aprendo al contempo all’ascolto di prospettive, punti di vista e opinioni che apportino un arricchimento.
  3. Alleanze e Reti – Investire sulla costruzione di relazione e collaborazioni con nuovi soggetti e sulla ri-valutazione di rapporti con interlocutori e partner consolidati, in modo tale da incentivare l’efficacia della nostra presenza nella comunità e sperimentare nuove forme di imprenditorialità sociale. 
  4. Innovazione e Sviluppo – Ampliare il campo delle attività che Comin è in grado di realizzare e articolare in maniera più ricca quelle che già svolge, progettando il nuovo non solo in risposta alle richieste di committenti e finanziatori, ma anche anticipando e orientando le loro domande.
  5. Sostenibilità economica – Inventare e mettere in atto modalità per contenere i costi generali “di struttura”, evitare il più possibile perdite o diseconomie sulle attività realizzate, attraverso una gestione partecipata del controllo di bilancio. Tutto ciò anche perseguendo obiettivi di innovazione e sviluppo. 
  6. Governance – Decentrare efficacemente i processi di definizione di scelte e decisioni riguardanti Comin, introducendo nel contempo strumenti e risorse che aumentino l’incisività e la competenza delle funzioni di governo.
  7. Organizzazione – Potenziare e/o “manutenere” ruoli, funzioni, spazi di confronto, luoghi fisici di Comin per favorire l’integrazione, la coesione e la “tenuta” della struttura organizzativa della cooperativa e delle sue attività.

Per ciascuna di queste aree vengono definiti obiettivi strategici sui quali concentrare il lavoro del triennio. Invitiamo pertanto ad una lettura attenta del documento presente negli allegati. Questi contenuti sono stati poi stampati su un grande manifesto che è stato esposto per tutto il triennio nelle sedi della cooperativa.

Tra gli obiettivi strategici figura anche la necessità di valutare l’importanza delle collaborazioni in atto nei territori allo scopo di incentivare quelle positive e di far emergere nuove possibili alleanze da valorizzare. A questo scopo è stato costruito un nuovo utile strumento: il sociogramma. Attraverso la somministrazione di un questionario ogni servizio, ogni Ut e anche il Cda, per quanto riguarda la cooperativa nel suo insieme, è chiamato a valutare l’importanza delle collaborazioni in atto con le realtà del territorio definendo l’oggetto della collaborazione e valutandone l’importanza economica, quella strategica e politica e l’affinità culturale con una valutazione da 1 a 10 per poi riportare queste valutazioni in una immagine grafica sinottica. Nella seconda parte del questionario ci si interroga sui soggetti con cui Comin attualmente NON collabora e/o NON è in relazione (o è in una relazione iniziale, estemporanea o “debole”) ma con i quali sarebbe interessante approfondire conoscenza, stringere rapporti e impostare eventuali collaborazioni. Grazie a questo strumento ogni Ut e la cooperativa nel suo insieme possono avere un quadro articolato delle relazioni sviluppate nei territori, come pure dei cambiamenti che intercorrono. Insomma uno strumento molto utile per valutare valori e significati delle collaborazioni che attuiamo al fine di orientare con più consapevolezza le nostre scelte. Riteniamo infatti elemento strategico per il nostro sviluppo discernere in modo efficace a questo proposito, per non fare di ogni erba un fascio. 

Come si legge nella Relazione di fine mandato 2016 – 2019, alla cui lettura rimandiamo, nel corso del triennio ha preso forma e vita la Riforma del Terzo Settore, che ci coinvolge da vicino sia sul piano pratico (quando progressivamente verranno emanati i decreti attuativi della riforma) sia su quello più politico visto che viene ridisegnato nel contenuto e nella forma il confine del nostro agire. In ottemperanza a quanto prevede la riforma, a luglio del 2018 abbiamo approvato un nuovo Statuto, apportando modifiche consistenti principalmente al cambiamento della Ragione Sociale (ufficialmente non siamo definiti più come ONLUS per effetto dell’abrogazione della legge che le istituì) e soprattutto al riordino di scopo e oggetto, sulla base delle attività di interesse generale che possiamo perseguire.