È stata dura ma ce l’abbiamo fatta! È il titolo dell’Articolo di Comignius (numero 0 Autunno 2010) in cui si racconta l’apertura dell’Anfiteatro Martesana, a lungo attesa. Abbiamo raccontato la vicenda nel capitolo 15, in particolare nell’articolo L’Affaire Anfiteatro. Comin, nel 2001, aveva ottenuto l’assegnazione dello spazio assieme a La Cordata e a Grado 16, ma erano subito emersi problemi strutturali che ne impedivano l’utilizzo. Rileggendo il capitolo ci si può fare un’idea della conformazione del posto e delle azioni svolte all’esterno della struttura per attuare in ogni caso le attività che avevamo in animo, orientate a rendere vitale lo spazio.
In quel contesto si era configurato poi anche un altro obiettivo per quelle azioni: fare pressione sulle istituzioni per arrivare alla sistemazione delle magagne e quindi alla possibilità di utilizzo degli spazi che ci erano stati assegnati.
Qui ricordiamo solo l’ubicazione all’interno del parco della Martesana in un luogo adiacente a Via Padova e a Viale Monza e l’importanza di trasformarlo in un luogo di incontro tra i cittadini.
Ora, nel 2010, finalmente la struttura è sistemata e quindi si può procedere all’assegnazione e all’avvio delle attività all’interno. In realtà il municipio cambia le carte in tavola. Nel nuovo bando di assegnazione infatti ci sono alcuni cambiamenti. Ne cito due che reputo sostanziali: il primo riguarda il fatto che viene data in concessione solo metà dello spazio, tenendo la parte restante a disposizione del CdZ; l’altro aspetto invece è riferito al divieto di svolgere attività commerciale (compresa la possibilità di far pagare alle persone servizi resi, come ad esempio laboratori) che non era presente nel bando iniziale. Questo elemento può rendere più difficile la sostenibilità economica dell’iniziativa che come si evince dal Contratto stipulato prevede un canone di affitto e nessun compenso per le attività svolte che devono essere sostenute dalla cooperativa e dai partner attraverso altri progetti oppure con azioni di volontariato o autofinanziamento.
A fronte di tali variazioni di tempi e spazi, alcuni soggetti della cordata iniziale non hanno più partecipato e alcune proposte sono spontaneamente cambiate negli anni. L’associazione degli Amici della Canoa Fluviale, non potendo più depositare le canoe all’interno dell’Anfiteatro si è spostata dopo alcuni anni di attività a Cernusco sul Naviglio. Allo stesso modo le cooperative Grado 16 e La Cordata si sono ritirate dal progetto già in una fase iniziale.
Al momento dell’apertura l’Anfiteatro ospita il Progetto Cassiopea, che ha dovuto lasciare la sede di Via Termopili, intervento che arricchisce lo spazio in maniera significativa grazie alla partecipazione attiva delle mamme e ad alcuni progetti specifici attuati all’interno dell’Anfiteatro. Queste esperienze meritano un racconto specifico per cui vi rimandiamo all’articolo dedicato più avanti in questo stesso capitolo. Oltre a Cassiopea abitano qui il laboratorio di scrittura creativa La grande fabbrica delle parole e la ciclofficina Ponte giallo gestita da alcuni soci e da volontari.
Opera all’interno dell’Anfiteatro l’équipe prevista dal progetto Rane volanti e, dopo la festa che il 18 e il 19 settembre 2010 celebra l’inaugurazione dell’Anfiteatro (vedi Volantino Anfifesta), ben presto cresce il numero dei gruppi, più o meno informali, che trovano qui lo spazio per attuare la propria attività: cominciamo citando il gruppo Imagines Perù, costituito da ragazzi e giovani adulti che insegnano danze tradizionali peruviane a bambini e adolescenti e che provano sistematicamente la domenica mattina negli spazi dell’Anfiteatro; c’è il gruppo Mamme Auto-organizzate: un gruppo di mamme con bambini sotto i cinque anni, che sono state contattate attraverso i pomeriggi di animazione strutturata curati dall’équipe dell’Anfiteatro ed hanno poi cominciato a utilizzare lo spazio in modo autonomo per alcuni pomeriggi infrasettimanali dopo l’orario di chiusura dei nidi e delle materne, accogliendo via via anche altri bambini che frequentano il parco; anche un gruppo di Anziani inizia a frequentare con regolarità gli spazi. Tra le altre attività la lettura dei quotidiani due giorni alla settimana, l’auto organizzazione di una biblioteca e altre attività di socializzazione. Evidenti le positività del lavoro all’Anfiteatro, ivi compresa l’inaspettata velocità con cui i contatti si sono attivati che ha riempito lo spazio di eventi: ci pare di poter dire che all’intorno sia chiaro che la rete Rane Volanti e Comin stanno gestendo uno spazio che vuole essere di tutti.
Aumentano i gruppi e le attività che trovano casa nell’Anfiteatro in modo stabile o per svolgere qualche iniziativa specifica. Sarebbe davvero lungo elencarli tutti ma invitiamo chi fosse interessato a leggere la Restituzione delle attività svolte durante il progetto Rane volanti all’interno dell’Anfiteatro.
Qui ricordo solo alcune esperienze che si sono aggiunte a quanto si svolgeva dall’inizio:
– Fandema, gruppo di teatro dell’Oppresso sui temi dell’integrazione e dell’immigrazione;
– Il Gruppo Capoeira, arte marziale caratterizzata dall’armonia tra musica e movimento;
– El Puente, con corso di italiano per stranieri a cadenza settimanale;
– I Campus estivi per preadolescenti e bambini;
– Un progetto finanziato dal FEI a cura di Comin, Tempo per l’Infanzia, Codici, Oratorio San Crisostomo, CAG comunali zona 2 e Terrenuove con proposte di laboratori di arte pubblica partecipata, percorsi di cittadinanza attiva e volontariato giovanile, eventi informativi per i giovani – il Tavolo di Rete sulle dinamiche giovanili (precursore del Tavolo delle Politiche Giovanili della Zona – e infine, sempre a proposito di arte, come dimenticare i lavori di writing che alcuni ragazzi hanno svolto sotto i gradoni vicino alla ciclofficina: occasione in cui abbiamo conosciuto l’artista Boris che poi ha costruito una bella collaborazione con noi anche alla Madia.
Tante iniziative poi hanno continuato a svolgersi all’esterno; feste, eventi, spettacoli, attività sportive, concerti di gruppi giovanili … Impossibile non ricordare tra questi, l’evento Popolandomi che tanto ci ha emozionato e di cui abbiamo raccontato nel capitolo 20.
Per gestire tutti questi incroci in modo partecipato si è costituito fin dall’inizio un Comitato di gestione, composto dai rappresentanti dei soggetti che partecipavano in modo costante alle attività e si sono tenute assemblee aperte ai cittadini coinvolti o interessati. Il tutto coordinato dallo staff di Comin.
Una nota dolente di questi anni è da vedere sicuramente nel rapporto con il Consiglio di Zona. In primo luogo per cercare di far fronte ai problemi strutturali, mai del tutto risolti: infiltrazioni d’acqua, cancellone che rischiava di cadere, chiavi che non si trovavano …. Oltre a ciò avvertivamo una certa insofferenza, chiamiamola così, da parte dei consiglieri di maggioranza. Il loro spazio poi quasi sempre vuoto non ci metteva di buon animo oltre alla difficoltà nel cogestire le rare iniziative comuni. Ma tant’è!
Nel 2013 con la conclusione del progetto Rane volanti è venuto meno un importante sostegno al nostro lavoro, ma le attività sono continuate.
In questo periodo si focalizza in maniera più marcata l’attenzione sulle fasce giovanili. Gli operatori di Comin e delle altre realtà operative all’Anfiteatro si sono resi conto di come fosse difficile proporre attività in tale contesto senza farsi carico del disagio giovanile che si manifestava in modo assai visibile e a volte invadente nel Parco. In altri termini, se non si dà spazio ad adolescenti e giovani “abitanti del quartiere”, si corre il rischio di rendere problematica qualsiasi altra iniziativa per la tendenza di questi a essere presenti negli spazi non sempre in modo adeguato.
Per questo si fa intenso in anfiteatro e nel parco il tentativo di costruire percorsi di socializzazione, orientamento e di crescita positiva per i gruppi di adolescenti che frequentavano il parco spesso in modo disordinato.
A cominciare dallo spostamento della sede del progetto Astrolabio all’interno dell’Anfiteatro si crea progressivamente la situazione che aumenta la frequenza dei ragazzi fino al punto che dal luglio 2015 l’apertura dell’Anfiteatro agli adolescenti del territorio (sia utenza libera sia minori già seguiti da parte degli operatori della cooperativa Comin) è dalle 13,30 alle 18,30 dal lunedì al venerdì. Le associazioni hanno potuto in questo modo utilizzare lo spazio soprattutto il fine settimana senza essere “invasi” dagli adolescenti.
Un contributo alla fattibilità di questi interventi è stato fornito dalla partecipazione a due progetti ex lege 285/97 inserirti nel V e nel VI Piano Infanzia del Comune di Milano e quindi attuati tra il 2013 e il 2017. Due progetti, Adolescenti e sicurezza e Adolescenti sicuri#cittadini attivi, promossi dall’assessorato Sicurezza e Coesione sociale, dei quali vi racconteremo in un prossimo articolo.
Oltre al lavoro con i giovani, che ha connotato molto l’attività svolte in Anfiteatro dal 2013, anche la partecipazione di gruppi e singoli cittadini è continuata. Sorvolando sui dettagli a questo riguardo rimandiamo alla lettura di un documento presente negli Approfondimenti che riporta l’elenco delle attività proseguite nel triennio 13-16: Report attività Anfiteatro 2010-2016.
Come detto, il contratto di affitto della struttura ha la propria scadenza naturale nel 2016. Il CDZ concede una proroga biennale prima di produrre un nuovo bando per l’assegnazione dello spazio per gli anni successivi. Questo ha reso possibile la prosecuzione del lavoro con i giovani che è si è spinto oltre il 2016, ma anche l’attuazione di altre iniziative. Tra queste citiamo l’evento Pugili di quartiere che, con l’obiettivo di rendere possibile l’approccio alla boxe per ragazzi, si arricchiva dell’esperienza maturata nel Progetto Incontri sul ring – La Pedagogia dell’autodifesa attuato da Comin in collaborazione con Boxe Island e aumentava le proposte sportive svolte all’Anfiteatro nelle giornate dedicate ad eventi.
Nel 2018 alla pubblicazione del nuovo Bando Comin decide di non continuare l’attività e non partecipa pertanto alla gara per l’assegnazione. Le motivazioni di questa difficile scelta sono plurime. Essendo immodificate le condizioni di assegnazione, che – lo ricordo- negavano ogni possibilità di commercializzazione e di richiedere ai fruitori compensi per le iniziative e i servizi forniti, diventava molto complessa la sostenibilità economica in mancanza di progetti finanziati che in qualche modo incidessero sulla struttura. Inoltre il lavoro educativo svolto dal Centro diurno Astrolabio, pur mantenendo la convinzione di agire in apertura e connessione con il territorio e la città, necessitava di un filtro maggiore sull’invasione di soggetti esterni, nella costruzione della relazione educativa con i ragazzi. Per questo Comin decide di non partecipare al bando limitandosi a sostenere la partecipazione della ciclofficina Ponte giallo, che ha ottenuto l’assegnazione dello spazio, senza però riuscire nel tempo a gestire la struttura.
Fa specie che attualmente l’Anfiteatro sia gestito dagli amici di Cascina Martesana che vi svolgono anche attività commerciali.
Concludiamo questo racconto con una piccola rassegna fotografica.


