Riprendiamo il racconto dal punto dove lo avevamo lasciato nel capitolo 18 nel quale abbiamo narrato l’inizio dell’avventura di questo luogo importante per il territorio, rimasto vitale nel corso degli anni, ma anche più recentemente da quando abbiamo presentato alcune azioni della cooperativa come il progetto La Tata di Peter che si sono svolte alla Madia (vedi capitolo 22 art 5 Ben-essere soci).
La sostenibilità delle attività e della vitalità sociale del luogo è la questione centrale per la continuità della Madia. L’assemblea dei soci del 31 maggio 2011 fissa le linee guida per perseguire questo obiettivo:
- Sostenibilità economica e sociale dei servizi/progetti con tariffazione, servizi offerti e auto sostenibilità a carico dei partecipanti, da acquisire progressivamente nell’anno 2011/2012.
- Coordinamento/raccordo tra tutti i servizi per l’integrazione e il rafforzamento reciproco tra le proposte e la razionalizzazione delle risorse umane nonché dell’uso degli spazi.
- No a inquinamento del potenziale coesione sociale per sopraffazione di logiche di mercato.
- Razionalizzazione/collegamento lavoro équipe per chi fa coesione a Milano.
- Coinvolgimento attivo nel cambiamento in corso del Comitato di Gestione e delle famiglie frequentanti Il Giardino.
- Coinvolgimento attivo della Misericordia
In sintesi: sviluppo integrato e sostenibile delle risposte ai bisogni delle persone e delle famiglie, coinvolgendo cittadini, imprese, Fondazioni, associazioni, cooperative, amministrazioni. Insomma in modo socialmente condiviso.
Sulla base di queste linee guida viene elaborato un documento di lavoro per l’attività di questo luogo, dal titolo Sostenibilità nella coesione – linee strategiche Nuova Madia per il biennio 2011- 2012.
In questo periodo sono presenti alla Madia:
- “Il Giardino” (spazio di socializzazione e aggregazione per famiglie);
- il servizio “Cipì” (centro prima infanzia);
- le attività e i corsi per il tempo libero per i bambini e le famiglie;
- le attività con le famiglie dell’Adh (assistenza domiciliare disabili);
- le iniziative promosse con i fondi della regione per la conciliazione tra lavoro e famiglia (Centri estivi, Formazione per tate, Banca del tempo e Gruppo di acquisto) in una logica concreta di welfare mix territoriale;
- Hogar del nino, nido famigliare.
Per dare continuità al lavoro e al progetto di sostenibilità è stato costruito il Progetto Impresa Madia presentato alla Fondazione Vismara che lo ha finanziato. Questo progetto è gestito assieme a due associazioni: la Misericordia, che già conosciamo e un nuovo partner, l’associazione Ortica di Lambrate che agisce per sostenere minori disabili e le loro famiglie. È importante anche la collaborazione con AssociAnimazione perché ci garantisce un confronto culturale allo scopo di rendere più efficace il tentativo di favorire il protagonismo degli utenti delle attività e il coinvolgimento di nuove realtà o di singole persone nel mantenere vitale nel tempo questo luogo comune. Sviluppare cioè un’impresa comunitaria e creativa, capace di adeguare strumenti e azioni alle situazioni che cambiano. Per conoscere in maniera articolata le azioni svolte grazie a questo progetto si può leggere la Relazione conclusiva di Impresa Madia. Qui, oltre a ricordare alcuni degli eventi di socializzazione dei quali si possono vedere i colori dei volantini tra gli allegati, vogliamo ricordare due iniziative per noi significative: un corso teatrale di 40 incontri per un gruppo di genitori con figli disabili dal titolo Come se fossero normali, gestito in collaborazione con Teatro Officina; il laboratorio “Suono, risuono, sono” una bella iniziativa che riunisce nella costruzione di esperienze musicali ragazzi disabili e normodotati. Inizia un’attività davvero importante che si è via via rinforzata e continua anche oggi in modo molto intenso. Una svolta importante per questo laboratorio è stato l’acquisto del Soundbeam, che, grazie alla competenza specifica sull’uso di questo strumento elettronico di Alessandro e Maurizio, i due conduttori, ha offerto nuovi orizzonti al laboratorio. Il soundbeam infatti offre la possibilità di produrre suoni riconducibili ai classici strumenti anche a persone con disabilità motorie e intellettive.
Ciò ha progressivamente consentito di alzare il livello delle capacità e delle prestazioni fino ad arrivare alla costituzione di un gruppo musicale, i Banana Tribe, e all’attuazione di concerti per il pubblico. Ti consigliamo la visione di questo video davvero interessante che racconta la bellissima storia di Suono risuono sono attraverso la voce dei protagonisti: la competenza e la convinzione, l’affinamento della tecnologia che ha reso possibile produzione musicale inedita, inimmaginabile, inclusione e protagonismo reale. Da questa esperienza è stato anche possibile proporre attività formative di team building ad alcune aziende, in cui anche i ragazzi diventano formatori. Proprio emozionante direi addirittura commovente.
La Madia ha cercato quindi di continuare la propria storia connotandosi come impresa di comunità. Si è cercato di mantenere la necessaria attenzione anche rispetto alla cura del luogo, in particolare del giardino e degli spazi destinati ai laboratori. A questo riguardo è importante l’aiuto volontario di cittadini. Ci sono state anche esperienze di volontariato aziendale: alcune aziende hanno incentivato il lavoro volontario di alcuni loro dipendenti che sono stati preziosa risorsa per mantenere la possibilità di avere luoghi disponibili e accoglienti.
Oltre al volontariato altre forme di sostegno hanno accompagnato la Madia. Tra queste ne citiamo due (senza tralasciare all’affitto degli spazi per piccoli eventi privati che ha reso possibile un introito regolare a sostegno delle attività): l’appoggio economico garantito con una preziosa donazione costante negli anni da Guna, un’azienda che produce farmaci omeopatici e che ha la propria sede in zona e la scelta di Morgan Stanley di sostenere per alcuni anni il lavoro di Comin e nello specifico anche della Madia attraverso il sostegno economico a due progetti: Beauty inside e Out of the box. Entrambi i progetti prevedevano oltre alle attività svolte all’interno della Madia anche azioni rivolte all’esterno. Beauty inside ha reso possibile per due anni l’attuazione di interventi nelle scuole superiori sul tema affettività e sessualità prevedendo interventi rivolti alle classi ma offrendo anche la possibilità di colloqui individuali per chi lo richiedesse. Per quanto riguarda la Madia è stato possibile anche acquistare il soundbeam di cui abbiamo parlato sopra, oltre ad avviare laboratori di cucina per i ragazzi. L’altro progetto Out of the box aveva il proprio focus sul sostegno ad adolescenti in difficoltà (ritirati, neet, fragili dal punto di vista psichico …). All’interno del progetto si sono potuti sostenere ad esempio alcuni interventi psicologici e anche finanziare le vacanze ai ragazzi accolti nelle nostre comunità oppure nei centri diurni. All’interno della Madia si sono implementate le attività artistiche e l’attività di cucina, ponendosi anche l’intento di favorire l’acquisizione di competenze professionalizzanti. A questo riguardo citiamo il laboratorio Fornelli Preziosi, che si svolgeva tre volte la settimana e così chiamato in onore del prezioso conduttore. All’interno del progetto è stato possibile anche coinvolgere i ragazzi nella gestione di eventi culturali da proporre al pubblico, cominciando a coltivare l’idea di un’associazione culturale, con sede qui, per proporre eventi con continuità: insomma quello che diverrà l’associazione ArteMadia.
In sintesi si possono configurare questi ambiti di azione all’interno della Madia:
- Feste, eventi di vario genere, momenti privati in Giardino
- Attività svolte da progetti o servizi di Comin. Nel prossimo articolo racconteremo ad esempio La casa del tempo. Ma diverse attività si sono svolte qui: spazio a disposizione del servizio di Adm, la capanna sull’albero, Percorsi insieme, Deltaplano, La casa del tempo, Passpartù, Spazio neutro … Continuano con costanza i Centri estivi ma anche invernali, durante le vacanze di Natale
- Gestione di laboratori o di proposte a carattere culturale o artistico.
Tra queste ultime come non ricordare il laboratorio condotto da Boris che ha prima progettato e poi realizzato, assieme ai ragazzi, il murales che ancora campeggia sul muro di entrata della Madia. In fondo all’articolo puoi vedere le foto dei disegni che compongono questo murales e che rappresenta le tappe della vita di una persona con un filo rosso che vuole rappresentare il lavoro e la presenza di Comin.
Il progetto Out of the box è poi incappato, verso la fine del proprio percorso, nella pandemia che ha rimandato al futuro il prosieguo delle attività. In seguito continueremo il nostro racconto sulla bella storia della Madia, che ha visto nuovi e interessanti sviluppi.
