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Il Cnca Lombardia e l’intervento locale

Anche a livello locale la nostra presenza istituzionale e culturale si è svolta in modo integrato con il Cnca. Anzi possiamo dire che l’appartenenza alla federazione è stato uno stimolo per favorire la partecipazione a collegamenti trasversali che hanno reso possibile un’interlocuzione istituzionale congiunta tra le organizzazioni del terzo settore anche in quegli anni. Questo a cominciare dalla partecipazione ai forum regionali e locali del terzo settore ma soprattutto attraverso la costituzione di tavoli di lavoro legati a questioni specifiche.  Tra queste ne ricordiamo alcune riguardo alle interlocuzioni legate alle questioni minorili, che naturalmente ci trovavano più coinvolti come cooperativa: il lavoro di riflessione inter istituzionale e aperto a soggetti del terzo settore per la definizione dei piani cittadini ex lege 285 oppure le trattative congiunte per la stesura di una convenzione per le comunità. (vedi lettera285 e la lettera al comune per comunità). Significativa la costituzione di coordinamenti stabili tra organizzazioni sociali come ad esempio Gruppo di raccordo bambini ragazzi, costituito per essere un momento di raccordo trasversale tra i coordinamenti che si occupano di tematiche minorili nella città di Milano con l’intento di interloquire in maniera congiunta con il Comune di Milano.

L’evento centrale del primo decennio del duemila è senz’altro rappresentato dalla costituzione della Federazione regionale del Cnca Lombardia con personalità giuridica specifica, come adempimento della linea del Cnca nazionale, con l’intento di radicare maggiormente la presenza della federazione nei territori. L’ampia Relazione dell’area regionale del Cnca Lombardia per chiedere la costituzione della federazione regionale contiene un resoconto dettagliato del lavoro svolto dal Cnca nella nostra regione nei primi anni del 2000, oltre ai principi di fondo e al piano di lavoro per il futuro. Sono queste le basi sulle quali il 31 gennaio 2006 si costituisce la Federazione Cnca Lombardia (vedi Atto costitutivo).

Dopo la costituzione della Federazione regionale continua il lavoro già avviato.

Prima di ricordare le iniziative pubbliche o gli approfondimenti comuni organizzati dalla Federazione, sottolineiamo l’attività dei gruppi ad hoc, che rimangono ambito importante del lavoro del Cnca. Forte, anche a questo riguardo la connessione con il lavoro nazionale, anche perché gran parte dei gruppi ad hoc del Cnca nazionale sono coordinati in quegli anni da esponenti lombardi. I due gruppi ad hoc più consistenti sono il gruppo ad hoc tox e il gruppo minori. Riguardo all’intervento sulle tossicodipendenze è significativo il fatto che l’importante attività di interlocuzione con La Regione, sede principale delle competenze riguardo alle politiche locali, è svolta del Ceal (Coordinamento Enti Ausiliari Lombardi), nel quale i gruppi del Cnca sono attivi in modo molto significativo.

Rimandiamo ai siti istituzionali del Cnca per un quadro specifico delle iniziative attuate sul tema contrasto alle dipendenze. Mantenendo qui il taglio sulle questioni di carattere generale oppure legate alle questioni che si rifanno in maniera diretta agli interventi della nostra cooperativa.

Naturalmente, infatti, nel gruppo ad hoc minori Comin è più direttamente operativa. In questi anni, oltre agli eventi pubblici di cui parleremo più sotto, si sono sviluppati due gruppi di confronto specifici: uno relativo alle comunità mamma- bambino, che poi si è articolato anche a livello nazionale; l’altro ha visto il confronto tra le realtà di comunità familiari presenti in Lombardia. Il frutto di questo confronto, durato più di due anni, è contenuto nel testo Comunità familiari- scelta di vita e servizio per minori, presentato in un convegno nel marzo 2008.

Si sono svolti numerosi gli eventi pubblici e le pubblicazioni operate dal Cnca Lombardia, in quegli anni. Nell’anno stesso della costituzione, il 2006, a partire dal testo già citato e da un’iniziativa nazionale, il convegno Resistenza e cittadinanzaWelfare di comunità e diritti universali nell’Europa dei popoli, organizzato a Milano nel marzo 2006 per ribadire che la questione sociale è questione politica.

Nello stesso anno ha preso inizio il ciclo di seminari organizzati in collaborazione con l’ordine dei giornalisti Lombardia, Anffas Milano, Ledha Agenzia Redattore Sociale, Terre di mezzo, Affaritaliani.it e con il contributo di Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di dialogare con il mondo dei giornalisti. Potrai vedere nella sezione Approfondimenti la presentazione di alcuni di questi eventi: Miglioratori del peggio – i giornalisti e la responsabilità di raccontare (anche) la speranza svolto a cascina Biblioteca nel 2007; In Mare aperto– Le notizie sociali e una professione nella tempesta tenuto nel 2009 al Villaggio Barona; Giornalisti nonostante – sussulti, idee, scenari per una professione bella e possibili nel 2010 ancora al Villaggio Barona; Sgomberiamoli – giornalismo e immigrazione; come evitare stereotipi, pregiudizi, discriminazioni nel 2012 all’ex ospedale psichiatrico Pini.

Ciò ha dato anche origine ad una riflessione interna con l’obiettivo di migliorare l’impatto mediatico della nostra comunicazione.

Abbiamo inoltre un laboratorio interno di confronto sulla tematica della dignità del lavoro sociale che ha visto anche contributi di esperti esterni e che ci ha portato due anni dopo alla scrittura del testo Sul lavoro sociale pubblicato da Comunità edizioni, congiuntamente al documento Di nuovo volontariato – di volontariato nuovo. Vedi Intro. Il testo completo è disponibile in sede.

Importante segnalare il ciclo di convegni organizzati in collaborazione con Caritas Ambrosiana. Il primo nel 2007 dal titolo Aprirsi a responsabilità condivise per chiudere davvero gli istituti, che ha dato origine al testo Ri-fare comunità pubblicato da Angeli edizioni. Un anno dopo la riflessione è proseguita con il convegno Ri-costruire genitorialitàlavorare con la famiglia d’origine per garantirne ai minori il diritto, con lo scopo di favorire l’assunzione comunitaria di responsabilità nei confronti di minori e delle loro famiglie, per garantire politiche e servizi in grado di promuovere risorse e sostenere fragilità. Anche questo convegno ha dato origine ad un libro dallo stesso titolo. Entrambi i testi sono consultabili in sede.

Questo percorso ha infine evidenziato la necessità di riflettere sulle professioni sociali di cura (educatori, assistenti sociali, psicologi …) che rivestono un ruolo centrale, assieme alla comunità sociale, nel garantire i percorsi di sostegno alle fragilità familiari. Da qui l’esigenza di aprire un confronto con le realtà che si occupano di formare queste professioni, anche a partire da un gap spesso riscontrato tra la formazione ricevuta e la capacità di mettersi in gioco in modo efficace, nelle relazioni sociali e di cura. Questo confronto è avvenuto all’interno di un terzo convegno “Ri-formare professioni capaci di cura – Il lavoro sociale con minori e famiglie, tra idealità, competenza e corresponsabilità” tenutosi il 2 aprile 2009 sempre a Milano.

Questa preziosa collaborazione con Caritas Ambrosiana è proseguita, anche oltre il decennio che raccontiamo in questo articolo, ma per dare completezza è opportuno ricordarli. Il convegno Diritto alla tutela- dovere di cura bambini e ragazzi bene comune tra responsabilità sociali e carenza di risorse, nel giugno del 2012, ha delineato l’importanza di riappropriarsi di una visione integrata del lavoro di tutela capace di mettere al centro il minore come bene comune da custodire. Un bene su cui investire in modo prioritario nel presente, a fronte di un welfare italiano che continua a considerarlo marginale. Per chi fosse interessato ad approfondire i contenuti emersi sono disponibili gli Atti.

Questo percorso di riflessione si è articolato nel 2013 con il convegno Trame di tutela In continuità con quanto emerso nell’evento dell’anno precedente e in occasione della presentazione degli atti, con lo scopo di offrire un’occasione di studio e approfondimento per proporre uno sguardo multifocale sulla tematica da parte dei diversi soggetti che concretamente operano per la tutela, evidenziando la potenzialità di una visione integrata delle diverse esperienze e buone pratiche di lavoro nei territori.

È opportuno richiamare a conclusione del racconto di questo impegno culturale condiviso la pubblicazione del documento del Cnca Lombardia Minori – diritto alla tutela responsabilità e corresponsabilità dei diversi soggetti in campo, diventato una sorta di presentazione degli obiettivi di lavoro del gruppo minori regionale.

Passiamo ora a presentare un nuovo filone di lavoro che si è aperto intorno al 2008 nel Cnca Lombardia e che ha visto Comin molto coinvolta negli anni successivi, fino ad oggi. È partito dall’incontro Così vicini così lontanialle radici dell’accoglienza, proposto nell’ottobre del 2008 per aprire riflessioni sulle radici di quello che viviamo attraverso l’incontro con alcune persone che in tempi ormai lontani hanno dato avvio alle nostre esperienze. Un’occasione per ridare vigore a ciò che tutti i giorni facciamo e al contempo un’occasione per le nuove generazioni per incontrare storie a loro forse sconosciute, offrendo l’opportunità di dire la loro sulle storie ascoltate. Come detto da questo incontro ha preso forma l’esigenza di avviare un percorso costante di riflessione, che ha scelto di darsi come nome proprio Così vicini così lontani, con lo scopo di approfondire questioni di senso, che danno sapore alle scelte quotidiane di accoglienza. Ma su questi contenuti entreremo nel dettaglio un’altra volta.

Nel 2009 il Cnca Lombardia ha ritenuto opportuno prendere posizione in modo deciso nei confronti degli avvisi e delle ordinanze del comune di Milano su droghe, alcol e prostituzione di strada. Lo ha fatto attraverso il documento, che ha come titolo una citazione di Don Milani, Politica è sortirne assieme– il resto è avarizia presentato per un confronto pubblico, a cui erano stati inviatati anche rappresentanti dell’amministrazione, il 19 maggio 2009 presso la sede delle Acli di via Luini a Milano. Significativa anche la successiva Lettera all’assessore Maiolo che non aveva partecipato all’incontro pubblico.

Come ultimo evento pubblico del Cnca Lombardia nel primo decennio del 2000 ricordiamo il bellissimo e molto partecipato convegno Chi non rischia non educa, organizzato in collaborazione con Caritas Ambrosiana, Agesci Lombardia, Cngei Milano, Centro studi Hansel e Gretel, Centro studi Riccardo Massa e con lo studio Dedalo, il 7 ottobre del 2010. A partire da fatti di cronaca si è discusso intorno all’importanza di porsi nelle relazioni educative come adulti consapevoli. “Chi vuole educare non può non rischiare la propria immagine e non accettare di discutere ciò che è dato. Ciò che appare scontato o indiscutibile. Insomma l’educazione è un rischio e l’unico modo per evitare di rifuggirla, aspirando ad un controllo assoluto quanto impossibile o di smarrirsi nei labirinti della paura, è quello di assumersi sino in fondo il rischio educativo.”

Concludiamo sottolineando come il lavoro regionale sia poi stato sempre connesso con le riflessioni, le campagne o le altre scadenze gestite a livello nazionale. Lo facciamo ricordando il documento articolato, dal titolo Per un coordinamento di comunità capaci di accoglienza, presentato all’assemblea elettiva del 2010. È stato anche occasione per sostenere la proposta di modificare il nome del Cnca, come richiamato dal titolo del documento. Proposta che allora non è stata accolta per diventare effettiva in anni più recenti.