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La Comin aderisce ad I’ care nel 2003. Questa nuova adesione, come già detto nella Intro, è segnale della convinzione che, per costruire una presenza efficace nella comunità in grado di rendere operativa in modo coerente la nostra Mission, fosse utile creare alleanze con realtà della comunità sociale, famiglie e cittadini con cui sviluppare affinità culturali e operative. Legami sviluppati con alcune persone e con comunità di famiglie hanno costruito la vicinanza con la Fondazione I’ Care e dato avvio ad una collaborazione efficace. In questo articolo cercheremo di presentare le caratteristiche di questa nuova appartenenza di Comin che, anche se di durata meno lunga di altre, ha reso possibile l’avvio di due importanti progetti e soprattutto un significativo arricchimento culturale per la nostra cooperativa.

La fondazione I’ Care ancora nasce nel 1998, come Fondazione a partecipazione associativa, su una spinta di ACF, Associazione Comunità e Famiglia, e del suo fondatore Bruno Volpi, con lo scopo di consentire alle piccole e medie associazioni impegnate nel campo della promozione umana e nella difesa delle fragilità sociali di avere uno strumento per operare al meglio e di costruire un contenitore dove idee ed energie fossero in grado di contaminarsi reciprocamente per scoprire la bellezza e la forza della complementarietà. Lo slogan fondante è infatti Insieme si può.

Il nome dato alla Fondazione rappresenta un richiamo alla figura di Don Milani. «Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande: I care. E’ il motto intraducibile dei giovani americani migliori. “Me ne importa, mi sta a cuore”. E’ il contrario esatto del motto fascista “Me ne frego”». (don L. Milani, Lettera ai giudici, 1965)

Al momento della costituzione di I’care, Bruno Volpi scriveva: È vero qualcuno dirà ancora una Fondazione? Ma I’ care, ancora è una fondazione particolare. Non nasce né da un patrimonio per valorizzare un’idea o un’iniziativa, né da un’idea per utilizzare un patrimonio ma da un dato di fatto, da un bisogno e da un sogno. Il sogno e il bisogno che progetti difficili che non possono essere attuati da soli, insieme ad altri possono diventare realtà. A questo proposito nel preambolo ufficiale allo statuto I’ care si definisce come fondazione: servizio e strumento; luogo di condivisione critica e punto di riferimento culturale; rigorosa nel rispetto di sovranità e autonomia degli aderenti e rigorosa nel controllo della coerenza; rigorosa e autorevole nella diversità e molteplicità; credibile e visibile; cassaforte capace di conservare i beni che le vengono conferiti. Vedi Statuto.

Dicevamo che scopo della Fondazione è rendere possibile l’attuazione di progetti complessi. Ricordiamo i principali progetti realizzati da I’ Care: Condominio solidale di Bruzzano; Borgo solidale di Berzano di Tortona; La Comunità di Bostano a Laveno Mombello; Borgo solidale di Villa Ginevri a Fano; Casa Santa Maria alla fontana; Famiglie insieme nel novarese; Un pensionato integrato della cooperativa La cordata nel Villaggio sociale alla Barona; Un condominio solidale a Limbiate Mombello nell’ ex manicomio; Oltre a questi i progetti realizzati con Comin; L’albero della Macedonia a Monticelli Pavesi e La girandola a Cernusco. Per un piccolo approfondimento puoi vedere una Presentazione di I’ care negli Approfondimenti. 

La maggior parte di questi progetti, ma certo non tutti, sono riferiti alla costituzione di condomini solidali di Acf, in particolare riguardo a rendere possibili il possesso e la custodia delle abitazioni delle famiglie delle comunità. Come detto infatti la fondazione nasce su impulso di Associazione Comunità e Famiglia ma nel corso del tempo diverse altre realtà hanno fatto parte di I’ care, anche se alcune in modo saltuario o legato a qualche progetto: Mondo di comunità e famiglia, Cooperativa La Cordata, Cooperativa Comin, A.s.p.r.u. Risvegli, Associazione Cast, Fondazione Idea Vita, Associazione Oppi, Amici della comunità il Cenacolo, Associazione laboratorio solidale, Cooperativa Lo scrigno, Cooperativa azione solidale, Cooperativa Eranos, Cooperativa La cometa, Fondazione Aquilone.

Oltre all’attuazione di progetti complessi I’ care ha fornito occasioni importanti di proposte culturali intorno a cui confrontarsi. Sono state per noi occasioni preziose in quanto spesso fondate su approcci e sguardi differenti dalle abituali occasioni di riflessione cui Comin era solita partecipare.

Tra queste proposte culturali è importante sottolineare l’assunto della memoria del dono che in un certo senso rappresenta il presupposto su cui si fonda il sistema economico della Fondazione. Qualsiasi memoria nasce da un fatto avvenuto. L’avvenimento è aver ricevuto un dono. La coscienza di aver ricevuto un dono può determinare un sistema economico alternativo, basato sulla fiducia e sullo scambio. Un dono ricevuto che accetto di non trattenere nelle mie mani, mi spinge a restituire ciò che posso. Fanno parte della “memoria del dono” due forme di restituzione:

  •  una restituzione sociale: è lo ‘stile di cura’ dell’abitare solidale e della cooperazione innovativa, fatti di accoglienza, sobrietà di vita e responsabilità (ne beneficia direttamente il contesto sociale);
  •  una restituzione economica: sono nuove risorse (finanziarie, etc.) ri-conosciute e donate alla Fondazione, affinché siano rimesse in circolo per altri (ne beneficia il servizio reso dalla fondazione). ‏

Ti invitiamo a dare uno sguardo anche alle slide presenti nella sezione Approfondimenti per un’altra agile presentazione della Fondazione.

Per quanto riguarda la collaborazione operativa diretta da parte della nostra cooperativa, oltre al confronto culturale, sono due i progetti attuati da Comin in sinergia con la Fondazione I’ care: La Girandola e L’Albero della macedonia. Due progetti rilevanti di cui avremo sicuramente occasione di parlare più avanti in articoli specifici.

Come detto sopra la partecipazione degli aderenti alla fondazione spesso è stata episodica e legata solo all’attuazione di progetti specifici, con una corresponsabilità economica non sempre rispondente alle esigenze della fondazione. In verità con l’andare del tempo si è creato nella fondazione un serio problema nella gestione economica derivante dalla mancata sostenibilità di alcuni progetti, tale da mettere in dubbio la continuità di I’ Care. La necessità di far fronte in maniera efficace a questa grave emergenza è diventata necessariamente preoccupazione prioritaria, anche in considerazione del fatto che le entrate certe della Fondazione erano sostanzialmente garantite dalle comunità di ACF. Dopo un lungo confronto, la scelta ritenuta più opportuna è stata quella di modificare nella sostanza il senso della Fondazione, accentuando il compito di diventare cassaforte degli immobili in cui si sviluppano le comunità di famiglia, mettendo nella sostanza in mano a Mondo di comunità e famiglia, particolare ACF, la responsabilità della gestione economica di I’ Care. Questo ha portato all’uscita di Comin dalla Fondazione, continuando la collaborazione ancora in atto riguardo alla Girandola e soprattutto l’importante contaminazione culturale, e anche operativa, con il mondo delle comunità di famiglie, che continua ad arricchire la nostra storia.