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Fin dalla sua costituzione, avvenuta attraverso la fusione del vecchio consorzio Milano Solidarietà con Città Essenziale, era manifesta l’idea di un consorzio impostato con lo scopo principale di dare un sostegno manageriale alle cooperative socie attraverso l’offerta di prestazioni che facilitassero la gestione amministrativa delle singole cooperative e soprattutto con la prassi sempre più diffusa di rafforzare la presenza delle cooperative nel mercato attraverso la partecipazione a bandi in forma congiunta con il consorzio che svolge la funzione di general contractor.  In un documento del 1997, presentato per fornire un contributo alla definizione del Regolamento, abbiamo esposto i rischi presenti in questa strategia rispetto alla possibile penalizzazione delle realtà territoriali e in un certo all’inquinamento del cosiddetto mercato dei servizi. Inoltre noi ci attendiamo da un consorzio una funzione diversa: oltre a sostegni operativi per facilitare la gestione imprenditoriale, forte l’esigenza di avere un confronto sulle scelte imprenditoriali e l’attuazione di una presenza socio politica congiunta e coerente nel territorio.

Nei fatti, anche se la gestione di progetti complessi attraverso alleanze imprenditoriali con altri enti del terzo settore era diventata prassi consolidata per la cooperativa, esse sono frutto di alleanze diversificate a seconda delle affinità culturali, delle vicinanze territoriali o di altri motivi ma non certo dettate dall’unico requisito dell’appartenenza ad un medesimo consorzio.

Come si evince dalla tabella estratta dal Bilancio sociale del 2003, i progetti gestiti in maniera condivisa con altri enti del privato sociale, in quell’anno, sono più di 15 ma solo alcune delle cooperative con cui abbiamo co gestito questi progetti appartengono al Sis e unicamente in due di tali progetti (Intrecci di terre lontane e Una casa per l’infanzia) la responsabilità di capofila è gestita dal Consorzio.

  • ESPERIENZE DI GESTIONE CONDIVISA

con enti del privato sociale

ProgettoEnti
RetePazol Reazioni a CatenaJoint – Venture ProgettoInRete: Comin, La Grande Casa, La Cordata, Archè
Verso l’AutonomiaJoint venture Verso l’Autonomia: Comin, La Grande Casa, La Cordata
Servizio di sostegno integrato alla famiglia (ADM Milano)ATI Sostegno Integrato: Cooperativa Comin Cooperativa Duepuntiacapo
Progetto Orsa MaggioreJoint Venture Orsa Maggiore: Comin, Diapason, VSP Bruzzano, Itinere, Spazio Aperto Servizi, Progettoinrete
Progetto AgoràATS Agorà: Farsi Prossimo, Comin, Lo scrigno, Il mosaico, San Martino, Comunità Nuova, ass. Luisa Berardi, Celim
Comunità alloggio per persone con disabilitàATS tra La Cordata e Comin
Progetto MartesanaComin, La Cordata, Grado 16 *
Una Casa per l’infanziaSIS, Comin, Xenia*
Servizio Famiglie professionaliContratto quadro tra: Comin, AFA, CBM, La Grande Casa, Murialdo di Trento
VerdemartesanaComin, Legambiente, Uisp *
Intrecci di Terre LontaneGestito da SIS e attuato da Spazio Aperto servizi, Coesa, kiklos e Comin
Progetto “Reciprocamente” a Garbagnate Mil.Gestito in collaborazione tra le coop. Comin, A77 e La grande casa
Progetto “Porte aperte” a MilanoGestito in collaborazione tra le coop. Comin, A77 e Lotta contro l’emarginazione
Tempo per le famiglie UnduetreATI con Grado 16
Rete Accoglienza Minori (Distretto San Donato Asl 2)ATI con Coop. Nuova compagnia di arti e mestieri sociali, La grande casa, La cordata

La riflessione sul significato e l’opportunità di aderire al consorzio è rimasta aperta all’interno della cooperativa. Un momento forte di questo confronto è avvenuto nel 2001 e ha prodotto un documento molto articolato L’intervento nei consorzi. Questo documento molto articolato e presentato all’assemblea dei soci, parte dalla domanda “Perché abbiamo l’esigenza di attuare collegamenti e sinergie nel mondo della cooperazione sociale?

Questa esigenza può essere ricondotta a due ordini di motivi:

  • bisogno-opportunità di sinergie imprenditoriali, che possono riguardare per lo più: consulenze rispetto alla tenuta della contabilità e buste paghe; aggiornamenti sulle evoluzioni in campo fiscale, contrattuale, di legislazione del lavoro; informazioni sulle opportunità del mercato, appalti, finanziamenti; possibilità di accedere a progetti complessi (es. FSE), possibilità di avere opportunità formative, eventuali sinergie operative in caso di appalti o progetti più complessi; possibilità di rappresentanza o di filtro con le istituzioni, eventuali nuove opportunità di sviluppo, opportunità di finanza etica…..
  • esigenza di sostenere la riflessione, l’operatività e lo sviluppo della cooperazione di solidarietà sociale, nei diversi aspetti dell’organizzazione interna, nei rapporti con le istituzioni e con la comunità sociale, rispetto all’evoluzione del mercato dei servizi, riguardo all’assetto legislativo e contrattualistico, riguardo al senso dell’essere cooperativa sociale…….

Rispetto al nostro rapporto con il Sis si legge all’interno di questo documento: “Il livello di appartenenza della nostra cooperativa al SIS è sempre stato piuttosto basso e diverse volte si è sollevata al nostro interno la questione sul senso della nostra adesione: A fronte del rapporto di stima e della sintonia con alcune persone o gruppi si è sviluppato in cooperativa un vissuto di sospetto nei confronti del consorzio. Anche per questo motivo (ma non solo) abbiamo sviluppato una linea di comportamento che tende a salvaguardare l’indipendenza della cooperativa dalle organizzazioni di secondo livello. Vedi ad esempio la scelta di rescindere l’accordo con il SIS per gli obiettori. Per di più, dopo la crisi di fine 98 e la caduta del precedente CDA, con la cui visione ci sentivamo più affini, abbiamo posto in atto un atteggiamento di immobilismo interno, di attesa, reputato l’unico possibile per non andarsene. Dopo più di un anno questo atteggiamento deve essere riesaminato. Una conseguenza di questa scelta è stata l’allargarsi della forbice tra i costi di adesione (per noi sensibilmente alti) e le quasi nulle opportunità che riceviamo o accettiamo dal consorzio. … Di fatto i costi di adesione al SIS, sono piuttosto alti, perché il SIS sta progressivamente assumendo una struttura di tipo aziendale e di dimensioni in espansione. Ciò va contro sia alle nostre esigenze che alle nostre convinzioni: noi propendiamo per un consorzio a struttura leggera che tenda soprattutto ad incentivare lo sviluppo delle proprie associate piuttosto che tendere ad accrescere il proprio essere azienda”.

La lunga trattazione si conclude con alcune ipotesi di scelta presentate all’Assemblea:

quindi da valutare se:

  1. rimanere con un ruolo defilato nel Sis  seguendone dall’interno gli sviluppi
  2. confluire in un altro consorzio già esistente
  3. Rimanere per un periodo al di fuori di ogni consorzio per valutare con calma gli eventi e le possibilità
  4. Costruire un nuovo Consorzio
  5. Restare nel SIS ma con un atteggiamento deciso, ponendoci obiettivi e tempistica rispetto alla necessità di verificare il mutare della situazione all’interno come all’esterno del consorzio ed eventualmente optando per un eventuale scelta alternativa quando già reale.”

Per gestire in modo efficace il nostro dissenso e il conseguente malessere abbiamo deciso di candidarci al Cda del Consorzio nel tentativo di agire attivamente per la costruzione di un consorzio più affine alla nostra vision. Avendo riscontrato l’impossibilità di raggiungere questo obiettivo anche negli anni di partecipazione al Cda del consorzio, Comin ha riaperto la questione per arrivare alla decisione più opportuna rispetto alla propria collaborazione con il Sis. Dopo un percorso di approfondimento sviluppato dal nostro Cda con la partecipazione di tutti i soci che agivano collaborazioni con il Consorzio si è arrivati alla scelta assembleare, all’inizio del 2004, di uscire dal consorzio nel giugno dello stesso anno, a conclusione del progetto Una casa per l’infanzia.

Come detto anche nell’Intro del capitolo l’uscita dal Sis ha rafforzato la scelta di Comin di sviluppare forme di collaborazione e alleanze in maniera convinta anche con realtà territoriali di natura diversificata: associazioni di cittadini, famiglie …; collaborazioni che riteniamo feconde per costruire una presenza sociale affine alla nostra mission.

Ciò ha avuto come conseguenza anche l’adesione a nuovi enti di secondo livello.