La partecipazione a coordinamenti con enti che lavorano con gli stessi obbiettivi è rimasta per noi una modalità fondamentale attraverso cui veicolare il tentativo di costruire la presenza socioculturale e politica. Questa partecipazione continua a rendere possibile un prezioso rapporto di vicinanza e di confronto con diversi gruppi che agiscono nel nostro territorio o che lavorano invece in altre regioni italiane.
Riprendiamo il filo del discorso sviluppato nel capitolo 9 per cercare di fare un quadro di quanto avvenuto a questo riguardo nel primo decennio del duemila.
Sarà inevitabilmente un quadro sommario ma servirà anche per richiamare alcune delle questioni che animavano il nostro cammino in quegli anni. Non sarà infatti possibile fare un resoconto dettagliato di quanto sviluppato dalle realtà di cui parleremo. Per questo rimandiamo chi volesse saperne di più ai siti istituzionali specifici.
Nel primo decennio del 2000 sono avvenuti cambiamenti significativi nella definizione degli ambiti di appartenenza.
Per prima cosa ci riferiamo all’uscita di Comin dal consorzio Sis. I motivi di questa scelta sono di diversa natura. In primo luogo la scelta dal Sis, ma possiamo dire generalmente diffusa nel mondo dei consorzi di cooperativa, di connotarsi principalmente come elemento di general contractor, orientate sempre più verso una visione esclusivamente imprenditoriale dell’essere cooperativa. Una delle conseguenze di questa impostazione è stata la progressiva definizione di un sistema di regole via via più rigide che alla fine rischiano di ingabbiare anche la presenza sociale delle singole cooperative.
Nel nostro caso questa impostazione mal si coniugava con le caratteristiche della presenza della cooperativa nella comunità: da una parte collaborazioni forti ma flessibili e transitorie per l’attuazione di progetti complessi e condivisi e dall’altra le alleanze con associazioni, famiglie … nell’attuazione dei progetti territoriali di cui abbiamo iniziato a parlare nei capitoli scorsi. Per questi la partecipazione diventava per noi progressivamente una gabbia inutile che per di più rischiava di contrastare lo sviluppo della vision progressivamente costruita dalla cooperativa. Per questo nel giugno del 2004 Comin decide di uscire dal Consorzio Sistema di Imprese Sociali.
Coerentemente con quanto detto le riflessioni legate alla decisione di uscire dal SIS hanno favorito la costruzione del rapporto con due nuove organizzazioni, Associanimazione e Fondazione I ‘care ancora, che progressivamente diventarono due importanti ambiti di appartenenza per la cooperativa di cui parleremo in due articoli di questo capitolo.
È continuata, e continua ancora, l’appartenenza forte al Cnca che rimane l’ambito più importante in cui abbiamo agito confronto culturale e diffusione di pensiero ma anche tentativi di costruire una presenza forte con l’obiettivo di partecipare alla costruzione delle politiche sociali, sia a livello nazionale che locale. Non è possibile in questo contesto tracciare la storia ricca della presenza costruita dal Cnca in quegli anni. Per questo vi rimandiamo in particolare, come detto ai siti istituzionali e alla lettura dei materiali che lì troverete. In questo capitolo ci limitiamo a riportare i tratti per noi più importanti per delineare il lavoro svolto dal Gruppo minori, l’ambito nel quale abbiamo sviluppato costruzione di sapere condiviso e poi trasmesso e dall’Area Lombardia del Cnca. A questo proposito riteniamo utile fare due precisazioni: il Cnca Lombardia è stato l’ambito in cui spesso abbiamo sviluppato anche il rapporto istituzionale locale, anche tramite la costruzione di collegamenti territoriali, a cominciare dal Forum regionale e cittadino del Terzo settore. La seconda puntualizzazione riguarda la decisione del Cnca di costituire le Federazioni Regionali con personalità giuridica specifica. Per questo nel 2006 si è Costituito il Cnca Lombardia con personalità giuridica specifica, di cui Claudio Figini, nostro socio, è stato il primo presidente.
È opportuno aprire in questo contesto il discorso relativo a quella che potremo definire una nuova forma di appartenenza esterna, anche se con caratteristiche e significato differenti dalle altre. Mi riferisco a quella realtà che con il tempo abbiamo definito Arcipelago. Si tratta di quelle associazioni, di quelle piccole realtà con le quali si è costituita nel tempo una forte sinergia operativa con Comin, al punto di percepire l’appartenenza ad una storia comune. Concluderemo pertanto questo capitolo presentando questa preziosa realtà.
