Famiglie accoglienti in movimento APS
Era da tempo che in Comin si stava riflettendo sul valore e sul significato dell’esperienza delle reti di famiglie aperte all’accoglienza che negli anni era cresciuta a fianco della cooperativa e su quale rapporto formale fosse opportuno avviare tra le stesse reti e Comin. Negli anni aveva preso forma un solido rapporto di collaborazione tra le famiglie delle reti e la cooperativa che aveva portato a costruire assieme il modello dell’Affido accompagnato.
Per diversi motivi:
- esigenza di formalizzare il rapporto tra Comin e le famiglie per avere la possibilità di proporre e di attuare operativamente il modello dell’affido accompagnato, che richiede che le famiglie possano rapportarsi agli enti locali in modo coordinato con Comin;
- necessità di uno strumento per dare visibilità sociale, culturale e politica al “movimento” che è rappresentato da queste famiglie;
- possibilità di avere uno strumento in più per la crescita delle famiglie e per il collegamento tra le reti;
- opportunità di “razionalizzare” le risorse e l’investimento della cooperativa per il sostegno all’accoglienza familiare senza continuare ad inseguire bandi vari per trovare fondi per garantire la continuità dell’esperienza delle reti;
- utilità di un contenitore per lo sviluppo ed il sostegno di altre innovative proposte di accoglienza familiare (es. Unduetre, famiglie in comunità …)
In considerazione del significato ormai assunto da queste reti, si poneva l’esigenza di dare una veste formale all’esperienza (vedi cap. 16).
A partire da queste istanze ha preso vita, all’inizio del 2007, un percorso di riflessione e confronto tra rappresentanti delle reti e alcuni operatori della cooperativa che per alcuni mesi si sono incontrati alla Madia. Il primo frutto di questo percorso è la scrittura del Manifesto delle famiglie accoglienti, un breve documento molto significativo (alla cui lettura rimandiamo), che traccia un primo quadro dei valori e delle pratiche in cui queste famiglie accoglienti si riconoscono; viene presentato a maggio in una festa nel giardino della Madia (Vedi programma festa). Durante questo incontro viene deciso di darsi un nome: La Carovana – famiglie accoglienti in movimento. Sulla base di questo primo manifesto nel settembre 2007 il comitato promotore ha invitato tutti gli aderenti delle reti e dei gruppi familiari a due seminari di approfondimento per arrivare in maniera condivisa alla costituzione di un soggetto giuridico riconosciuto, definendone con più precisione i contenuti.
In questo modo si è giunti al 5 aprile del 2008 quando, durante una festa organizzata presso il Giardino della Madia a Milano, si è costituita l’associazione La Carovana, famiglie accoglienti in movimento, con 35 soci fondatori provenienti dai diversi gruppi sparsi sul territorio lombardo (Vedi Atto costitutivo). Subito dopo si è insediato il Consiglio direttivo eletto dall’Assemblea, che ha iniziato ad organizzare momenti di incontro e confronto fra i soci e con i diversi attori pubblici e privati che si occupano di affido familiare e ha prodotto il primo volantino di presentazione di Carovana.
A ottobre 2008 ha avuto luogo il primo Seminario organizzato da Carovana, nel quale si sono messi a fuoco, approfonditi e condivisi degli aspetti comuni agli aderenti rispetto alle modalità ed al senso dell’accoglienza familiare, a cui ha fatto seguito in novembre la prima Festassemblea, che ha incaricato il Direttivo di sintetizzare gli elementi prodotti. A questo scopo il Consiglio direttivo ha prodotto un documento sugli aspetti essenziali per fare bene l’affido dal punto di vista della famiglia accogliente. Questo documento viene usato come base di discussione in tutte le reti e con gli stimoli raccolti durante questi incontri il consiglio redige un piccolo quaderno di lavoro intitolato “Appunti sugli elementi essenziali per un affido ben fatto”, che enuncia i principi di base per una positiva gestione gli affidi dal punto di vista delle famiglie accoglienti.
Si tratta appunto di un quaderno di lavoro e come tale in continuo aggiornamento e per questo viene fatto oggetto di discussione dentro e fuori la Carovana. Un momento forte di questo confronto consiste nel convegno, organizzato da Carovana in collaborazione con CNCA Lombardia e MCF (Mondo di Comunità e Famiglia), tenutosi il 10 ottobre 2009, sempre presso la Madia. Aveva come titolo: Sognando con la porta aperta … – Dalle esperienze quotidiane e dai saperi maturati dalle famiglie, favorire lo sviluppo di interventi di accoglienza e di affido familiare sempre più coerenti ed efficaci (Vedi Dépliant di presentazione del convegno).
I lavori hanno preso avvio da due relazioni introduttive: la prima a cura del presidente di Carovana aveva l’obiettivo principale di illustrare i contenuti della nostra proposta per un affido ben fatto, racchiusi nel Quaderno presentato al convegno. La seconda invece, tenuta dalla dott.ssa Elisabetta Musi, docente dell’Università Cattolica di Piacenza, ha portato un contributo davvero prezioso sul tema “Sapienza di cura e pratiche di civiltà in famiglia”. I lavori si sono poi sviluppati con una tavola rotonda nell’ambito della quale hanno portato il proprio parere realtà del privato sociale e Istituzioni che intervengono nell’affido. Il dibattito che è seguito è stato vivace e, assieme agli altri contributi del convegno, ha arricchito i contenuti del Quaderno.
A conclusione del convegno che ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone, si è tenuto un momento di Festa nel Giardino della Madia. È infatti un obiettivo dell’associazione anche quello di fornire occasioni di incontro informale tra le famiglie, oltre ai momenti di confronto teorico ed esperienziale, come avverrà anche nei successivi seminari organizzati dall’Associazione.
Dopo il convegno il confronto tra le famiglie è proseguito, in un primo momento, attraverso incontri specifici in ogni rete alla presenza di membri del Direttivo e poi soprattutto in due seminari ad hoc che si sono svolti nella primavera del 2010, il 17 aprile e il 15 maggio. I focus di lavoro di questi seminari sono stati due: il primo quello di approfondire le osservazioni al Quaderno e di sintetizzare proposte di integrazione per il suo aggiornamento. Il secondo focus invece si riferisce all’identificazione dei fronti di lavoro per l’immediato futuro. La priorità di lavoro si riferisce alla individuazione di modalità organizzative che siano in grado di rendere attuabile il modello di affido che proponiamo e contemporaneamente di garantire continuità all’esperienza delle nostre reti, che hanno difficoltà soprattutto sul piano della sostenibilità economica. La strategia di fondo per rendere possibile l’attuazione di questo difficile obiettivo di lavoro viene indicata fin da subito nella gestione unitaria delle accoglienze da parte dell’associazione familiare. Sono stati identificati, inoltre, anche i due principali bisogni formativi espressi dalle famiglie che si riferiscono al ruolo dei figli naturali e al rapporto con la famiglia d’origine. Queste due questioni sono diventate obiettivo di lavoro della Carovana per l’anno successivo.
Oltre alla riflessione interna per l’affinamento dei contenuti proposti dall’associazione, è continuato il lavoro di sensibilizzazione per la diffusione della cultura e delle esperienze di accoglienza familiare, in collaborazione con Comin. Tra queste iniziative segnaliamo la partecipazione alla Fiera Fa la cosa giusta, insieme alla cooperativa. In questa occasione è stato redatto un sintetico Volantino di presentazione degli obiettivi di Carovana.
La costituzione dell’associazione, come detto, ha avuto anche l’obiettivo di contribuire alla sostenibilità delle reti sul piano economico. In questa fase, all’interno della strategia di fondo espressa sopra, Carovana ha cercato di raggiungere questo scopo attraverso la presentazione di progetti specifici in diversi contesti.
In primo luogo, dopo l’iscrizione all’Albo regionale delle associazioni di solidarietà familiare, avvenuta nell’aprile del 2009, ha presentato e ottenuto il finanziamento di tre progetti finanziati ex L. 23 gestiti da altrettanti gruppi territoriali a Pavia, Abbiategrasso e Milano. Anche grazie a quest’ultimo, progetto dal titolo Società liquida, famiglia solida? è stata possibile l’attuazione del lavoro di confronto e approfondimento di cui abbiamo raccontato sopra.
Nel 2011, inoltre, La Carovana, è stata capofila del progetto biennale L’Affido insieme, in partnership con l’associazione A Piccoli Passi e Comin e in collaborazione con il piano di zona del Magentino, finanziato da Fondazione Cariplo, per la promozione e il sostegno delle accoglienze familiari di minori in quel territorio. Chi è interessato può trovare nella sezione approfondimenti: il testo del Progetto, il Volantino, il Convegno finale e una Relazione di restituzione.
Infine ricordiamo che Carovana è stata capofila, in partnership con Anteas, cooperativa Comin e Associazione per la Famiglia, anche del progetto Dire, fare, familiare progetto di sensibilizzazione, orientamento e sostegno all’affido e al sostegno tra famiglie, presentato e finanziato da Fondazione Vismara. Scopo del progetto è sostanzialmente quello di proseguire l’attività svolta dal COSF, di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. Di questo progetto racconteremo più nel dettaglio un’altra volta, quando affronteremo il lavoro per la diffusione e il sostegno all’esperienze di prossimità tra famiglie e di affido leggero.
Negli anni è continuata fino ad oggi la stretta collaborazione tra Comin e La Carovana ed essa ha reso possibile il consolidamento del nostro specifico modello di Affido familiare e lo sviluppo dell’esperienza delle reti, contribuendo alla valorizzazione dello sguardo e delle competenze delle famiglie e delle loro associazioni nella gestione dell’affido.
