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Un arcobaleno in vacanza

C’era una volta un bellissimo arcobaleno, dai colori lucenti e scintillanti. Si chiamava Baleno, nome scelto dalla sua famiglia per la rapidità in cui soleva comparire dopo lo scrosciare della pioggia. 

Egli era davvero un arcobaleno appassionato del suo compito, dedito a riportare il colore in qualsiasi luogo ingrigito dal temporale. Per Baleno era una vera missione poter essere sempre pronto a partire per assolvere il suo compito. Gocciolone di pioggia et voilà…subito colore! Di nuovo pioggia ed ecco tutti con il naso in su a gustarsi i colori di Baleno. Non riusciva proprio a rilassarsi, né a ritagliarsi un momento di riposo.

Baleno correva ovunque all’impazzata. Per lui era una vera missione poter portare della felicità colorata a chi si rattristava per la pioggia. Ma pian piano, si accorse che il lavoro richiesto era davvero tanto; a fatica riusciva a colmare tutti quei bisogni di colore. Appena compariva in un posto, subito veniva chiamato da un’altra parte. Un giorno, dopo un gran temporale, intravide il suo riflesso in una pozzanghera e rimase scioccato.  Tutto quel gran lavorare, tutto quel donare colore qui e là senza sosta, lo stava facendo scolorire! Stava perdendo il suo potere a forza di correre da una parte all’altra! Baleno si impensierì, ma continuò a svolgere il suo lavoro incessantemente.

Finché una sera, durante una riunione degli eventi atmosferici, i colleghi si accorsero della stanchezza di Baleno e del suo scolorimento e lo invitarono a prendersi una vacanza.

“È ora che ti riposi un po’ Baleno, non vedi come ti sei ridotto? Sei più grigio di noi!”, dissero le nuvole.

“Han ragione loro, caro arcobaleno. Ti ci vuole un bel po’ di sole e un po’ di relax”,dissero all’unisono temporale e pioggia. 

Baleno inizialmente fu contrariato. Non se la sentiva proprio di lasciare tutti con il grigiore di nuvole, pioggia e temporale!  Ma poi, guardandosi così stanco e scolorito, si convinse. 

L’indomani, asciugamano in spalla, partì per il mare, dove fece una scorpacciata di sole e di meritato riposo. Conclusa la vacanza tornò a casa; si sentiva finalmente ricaricato e pronto a ricominciare a lavorare, ma anche preoccupato. 

“Chissà come saranno state tutte le persone e i paesaggi senza il mio colore”, pensò tra sé. 

“Saranno tristi, desolati”.

 E invece, il nostro arcobaleno si accorse che il mondo sotto la pioggia, le nuvole e il temporale, aveva resistito! Anzi, non aveva solo resistito, ma sembrava proprio che avesse avuto bisogno di loro per poter crescere: dal terreno vide che erano nati i nuovi germogli; il fiume era finalmente pieno d’acqua, le chiome degli alberi erano finalmente belle piene di foglie verdi luccicanti. E anche gli umani, quelli che non vedevano l’ora della sua compagnia colorata, stavano bene!

Qualche bambino giocava divertito nelle pozzanghere e alcune persone, con la scusa della pioggia, si erano rintanate in casa o nei bar in compagnia, divertendosi e sorridendo. 

Improvvisamente Baleno capì.

Anche le nuvole, la pioggia e il temporale erano essenziali; essi facevano parte della vita del mondo e assolvevano compiti importanti e inevitabili. E servivano a Baleno stesso! Perché senza il grigiore egli non sarebbe mai esistito; senza la pioggia non ci sarebbe mai stato bisogno di lui. 

Da quel giorno Baleno decise di riservare spesso del tempo per sé stesso, curando i suoi meravigliosi colori.

Certo, c’era qualcuno a cui pioggia, nuvole e temporale ingrigivano l’animo, non è da nascondere, ma appena Baleno tornava ecco ritornare anche il loro sorriso!