L’anno successivo fu rivolta anche alla città di Milano la proposta della costituzione di una rete di famiglie aperte all’accoglienza. Il metodo fu lo stesso: coinvolgere alcuni ambiti di appartenenza già attivi e uguale fu anche l’opportunità pratica ovvero il primo Piano Infanzia ex lege 285/97 del comune di Milano.
In questa occasione ci fu anche una particolarità: non presentammo alla città il progetto da soli ma trovammo altri partner con cui farlo. Questo per essere più incisivi e raggiungere in modo efficace mondi diversi di appartenenza. I partner individuati infatti furono: La Cordata, per il suo legame con il mondo scout; La grande casa, espressa da Caritas Ambrosiana e Archè in considerazione delle diverse famiglie coinvolte in modo volontario nella loro attività. Fu costituita per questo una Joint venture chiamata Progettoinrete, di cui Comin era capofila. È stata una scelta nuova e pertanto, come ogni nuova scelta, ha richiesto un intenso lavoro di pensiero per soppesare motivazioni, opportunità e soprattutto le modalità migliori attraverso cui sperimentare una forma di cogestione progettuale con altre realtà. Questa scelta si è poi dimostrata scelta importante e precorritrice. Come vedremo infatti Progettoinrete è stata solo la prima di una lunga serie di esperienze di associazioni temporanee con altre realtà per gestire assieme progettualità complesse. Questa scelta è diventata ormai prassi consolidata per la nostra cooperativa ma anche, più in generale, nel terzo settore, della nostra città. Giova pertanto ricordare la prima esperienza al riguardo, in quanto ha aperto per noi una nuova strada.
Le finalità, gli obiettivi e la metodologia del progetto ricalcano ovviamente le esperienze sviluppate l’anno prima nei territori di Cernusco e Paderno. Vedi testo integrale del progetto.
Il progetto era pertanto diviso in tre fasi:
- La sensibilizzazione, a partire dagli ambiti di appartenenza degli enti promotori. Per quanto riguarda Comin è da segnalare l’importante contributo portato al progetto dal gruppo Giovani coppie del Centro culturale San Fedele grazie alla presenza in quel contesto di due nostri soci. Altri ambiti privilegiati sono stati anche in questo caso alcune parrocchie e gruppi di genitori delle scuole nelle quali lavoravamo.
- Il percorso di formazione per la costruzione della rete che, preceduto da due incontri propedeutici per presentare il Progettoinrete, si svolse in 6 incontri tra marzo e giugno ’99 seguendo in linea di massima impostazione e contenuti di quanto sviluppato nei due progetti precedenti. Gli incontri furono condotti da Don Gino Rigoldi, da l’as. Lazzari del comune di Milano, dalla Prof. Ondina Greco, da Claudio Figini, Gabriella Gabrielli e Barbieri e vedevano impegnate soprattutto alcune famiglie affidatarie attraverso la propria fondamentale esperienza
- Al termine del corso si formò la rete che poi si costituì in associazione prendendo il nome di Rete Pàzol.
La rete Pàzol iniziò la propria azione, avendo la propria sede in Via Burigozzo, presso la Cordata ed era coordinata da due operatrici, Daniela di Cordata e Silvia di Comin, continuando il proprio intervento di promozione dell’accoglienza e di sostegno agli affidi operati dalle proprie famiglie in modo ininterrotto fino ad oggi.
