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Gli ultimi tre anni del secolo scorso hanno visto nascere la collaborazione operativa della nostra cooperativa con famiglie accoglienti. Una collaborazione che nel corso degli anni si è dimostrata immensamente preziosa per la storia della Comin sotto diversi punti di vista.

Iniziamo raccontando la nascita nel 1997 della comunità Il Melograno, a Zinasco in provincia di Pavia. Si tratta della prima comunità familiare, che ha aperto una strada importante e feconda nella nostra cooperativa. A questa esperienza, bella e impegnativa sotto diversi punti di vista, ne seguiranno infatti altre. Giovanni Cappellini e Daniela Convertino racconteranno nel prossimo articolo la nascita e i primi sviluppi della nuova comunità, che tra le altre cose rappresenta il primo servizio della cooperativa attuato al di fuori della provincia di Milano. Ma non è certo questo il suo pregio principale. Nel quotidiano la vicinanza, l’esempio, la testimonianza della scelta forte della famiglia sono state tra le altre cose uno stimolo prezioso a mantenere alto il livello di accoglienza e familiarità anche nelle comunità educative. 

Nella storia di Comin l’avvio del Melograno assume un altro significato speciale: rappresenta infatti la ricomposizione della scissione che si era registrata nel 1981, quando Giovanni, Luigi Villa e sua moglie Renata si erano staccati dalla Comin, per costituire l’associazione Sol.Co. propugnando una scelta di volontariato puro, di fronte alla rinuncia del comune di Sesto S. Giovanni di riconoscere il costo delle nostre comunità. La scelta della comunità familiare è stata il punto del nuovo incontro. Anche Luigi e Renata, infatti, sono ritornati in Comin per sostenere l’esperienza della Comunità (facendo parte dell’equipe allargata) e per continuare a portare il loro contributo allo sviluppo complessivo della cooperativa. Sembra evidente il significato simbolico e reale di questo evento, soprattutto a quanti erano rimasti legati da una profonda amicizia, nonostante le vecchie divergenze di visione).

È possibile, per chi lo desideri, ascoltare nel video che pubblichiamo le motivazioni profonde che hanno spinto Giovanni e Daniela a proporre a Comin questa avventura e a mettersi gioco con forza e costanza nella sua attuazione.

Sempre nel ‘97 è iniziata l’avventura delle reti di famiglie aperte all’accoglienza, che negli anni crescerà di significato sia sul piano culturale, sia per il numero delle accoglienze. Il sostegno alle esperienze di affido familiare è stato fin dai primi anni un’istanza culturale significativa nella presenza di comin nel territorio. Questa volta però l’azione andava oltre all’intento culturale e politico. Si decideva di mettersi in gioco operativamente, favorendo la nascita di reti di famiglie con l’obiettivo di garantire sostegno alle situazioni di accoglienza familiare. La caratteristica fondamentale di questo progetto è quella di sottolineare e valorizzare la dimensione comunitaria dell’accoglienza familiare promuovendo il sostegno reciproco che le famiglie possono offrire e trovare nella rete. Una spinta, una messa in gioco in questo progetto è da riconoscere naturalmente nella situazione di molti ragazzi che, non potendo rientrare a breve nella propria famiglia, restavano per troppi anni in comunità senza poter crescere in famiglia per la mancanza di famiglie disponibili all’affido. Per questo l’azione iniziale è stata un’attività di sensibilizzazione a scelte di accoglienza, coinvolgendo gli ambiti di appartenenza delle famiglie, come le scuole, le parrocchie o qualsiasi altro ambito disponibile. 

Il progetto si è sviluppato inizialmente in due contesti territoriali in cui era presente la cooperativa con i propri servizi o perché abitata da soci, disposti a coinvolgersi nell’attuazione del progetto: si tratta dei comuni di Paderno Dugnano e di Cernusco sul naviglio, grazie ad un progetto ex Lege 285/97, presentato al Ministero dalla Provincia di Milano.

Una menzione particolare merita lo sviluppo di questo progetto nella città di Milano, realizzato anche qui grazie ad un progetto 285, questa volta ovviamente su scelta del Comune di Milano. Il titolo del progetto Progettoinrete ne indica la particolarità: si tratta infatti di un progetto gestito in Joint venture con altre realtà, La grande casa, La Cordata e Archè. È la prima volta di una modalità operativa che poi si è diffusa ed è stata molto praticata dalla nostra cooperativa e in generale fra gli Enti del Terzo settore.