Nel giugno del ’94 iniziava l’attività il Cag Padova Tribe di via Padova.
Un’esperienza nuova per noi, ma frutto di una appartenenza e un forte radicamento nella nostra Zona 10 (attuale municipalità 2).
La comunità di via Golfo degli Aranci, il lavoro dell’Adm, la rete sviluppata sul territorio, il centro diurno appena iniziato … in più la sede operativa della Comin era in via Padova, 95.
Il Cag non era visibile dalla strada. La nostra sede si trovava all’interno di un condominio, in un seminterrato. I ragazzi dovevano suonare il citofono e aspettare che qualcuno aprisse. Negli anni, però, attraverso il lavoro di rete con le scuole, gli oratori, gli altri centri, il nostro Cag era diventato un punto di riferimento, sia per le famiglie con figli in età scolare, sia per i ragazzi più grandi, che accedevano allo spazio in autonomia.
Abbiamo visto lo svolgersi di tante storie…ragazzi alla ricerca di un luogo dove poter stare a proprio agio, sperimentare relazioni con coetanei, la costruzione di legami, le piccole o meno piccole prove di leadership e talvolta di forza, le relazioni tra ragazzi e ragazze.
Un paio di divani, un calcetto, un armadio di giochi. E due adulti che “stavano lì”. Era bellissimo quando ogni tanto qualcuno chiedeva: ma voi cosa ci state a fare? Ma vi pagano?
Due adulti che accoglievano, osservavano con discrezione, a volte erano giocatori di calcetto. Altre volte erano in ufficio, chissà a far cosa. Poi in altre occasioni proponevano gite, tornei di calcio, attività di varia natura. Spesso queste proposte nascevano dall’ascolto dei desideri dei ragazzi.
In molte occasioni era complesso far emergere e comprendere quali potessero essere questi desideri.
C’erano giornate buone, serene, in cui era palpabile il fatto che i ragazzi riconoscessero il Cag come un luogo di benessere, un luogo sicuro, in cui i legami tra loro nascevano e si consolidavano. Il Cag era anche un luogo in cui poter sperimentare il conflitto, tra pari e con gli adulti. Talvolta questo avveniva in modo anche piuttosto aspro.
La partecipazione e la variabilità dei gruppi seguiva un andamento a “onde sulla riva”. Diversi gruppi frequentavano il Cag Padova Tribe, per lunghi periodi con regolarità. Ogni tanto qualcuno spariva per un po’. Questo poteva dipendere da molti fattori: l’interesse per la scoperta di uno spazio nuovo, tensioni con altri gruppi che frequentavano il centro, spaccature interne …Il nostro compito era di accoglierli, cercando di comprendere queste dinamiche e di fornire anche qualche chiave di lettura.
Il focus del nostro lavoro era principalmente il gruppo, attraverso l’ accoglienza e la facilitazione delle relazioni tra pari. In più occasioni ci siamo misurati anche con temi quali l’abuso di sostanze, la forte marginalità sociale, episodi di microcriminalità, situazioni di rischio di devianza. La complessità, in queste occasioni e in questo contesto, era di trovare il giusto equilibrio tra l’esercizio del nostro compito educativo e di protezione e l’attenzione ad un approccio non invasivo e non giudicante, che avrebbe certamente compromesso la possibilità di un rapporto di fiducia con i ragazzi.
Non è possibile in questo contesto entrare nel dettaglio delle attività svolte. Invitiamo chi fosse interessato a consultare i due documenti molto approfonditi: Verifica delle attività del Cag settembre- luglio ‘ 98 e Verifica delle attività del Cag settembre- luglio ’99.
Qui ci limitiamo ad esplicitare I capisaldi metodologici:
- Offerta di uno spazio dedicato con accessibilità e orari definiti.
- Lavoro di equipe attraverso il quale come per tutte le nostre progettualità, l’intervento educativo era progettato e verificato.
- Appartenenza al territorio e lavoro di rete: la costruzione e il consolidamento della rete di tutte le realtà a contatto con il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza è stata fondamentale per costruire una mappa delle esigenze in continua evoluzione
- Connessione a contesti più ampi di elaborazione pedagogica: la rete dei Cag di Milano, il Cnca, …
In quegli anni il lavoro preventivo e in particolare i Centri di aggregazione erano valorizzati, all’interno della programmazione dei servizi. Importante è stato anche il lavoro di presenza culturale praticato per lo più in modo condiviso tra i diversi centri. Ricordiamo a titolo esemplificativo il lavoro di confronto interno al Cnca che ha prodotto il documento: 1000 percorsi un’unica idea , con il relativo convegno di presentazione.
Poi il vento è cambiato. Ahinoi!!!
Nel settembre del 1999 si è chiusa l’esperienza. del nostro Cag. Il Comune di Milano ha sospeso il finanziamento al nostro Cag che pertanto ha dovuto sospendere la propria attività, nonostante confronti, anche accessi, in diverse occasioni e contesti. Questa esperienza ha contribuito alla riflessione e alla progettazione delle diverse attività successive rivolte ai giovani sviluppate dalla cooperativa negli anni successivi, con particolare evidenza al servizio di Educativa di strada, praticato da noi che ci ha visti impegnati per alcuni anni sempre nella stessa zona di Milano.
