Il Consorzio Milano Solidarietà è nato nel 1989 e rappresenta il primo tentativo di associare le cooperative sociali operanti nel territorio di Milano e nell’Hinterland, per dare maggior forza operativa ai progetti nati dalla cultura della solidarietà sociale a Milano. Un impegno che comprende due aspetti:
1 – aspetto personale: arrivare ad una concezione del lavoro come momento riabilitativo, formativo, creativo. Di espressione personale;
2 – aspetto sociale: basare il lavoro su precisi valori di condivisione, di aiuto reciproco, di realizzazione della persona puntando alla valorizzazione delle potenzialità del singolo.
Ecco quindi “Milano solidarietà” dove l’interesse per la città è pari alle spinte ideali che ci hanno fatto scegliere di operare in questo campo.
Con queste parole viene presentato al suo inizio il progetto del Consorzio. (Vedi dépliant di presentazione su Cominciance aprile ’90)
Comin fu invitata ad aderire al consorzio fin da principio e decise di farlo nel 1990. Per facilitare la decisione fu pubblicato un numero di Cominciance nel mese di aprile di quell’anno interamente dedicato al tema della cooperazione sociale. (Vedi il numero di Cominciance in approfondimenti)
I motivi che hanno spinto la cooperativa a questa scelta possono essere ricondotti a tre esigenze:
- implementare esperienze di cooperazione solidale e trovare confronto culturale a questo riguardo;
- costruire una presenza condivisa nella città;
- ricevere sinergie nella gestione della cooperativa. Inizialmente era particolarmente avvertita la questione finanziaria.
Comin fu la prima cooperativa di tipo A ad aderire al consorzio. Nel ‘90 le altre aderenti erano tutte cooperative di inserimento lavorativo.
Riportiamo un po’ di flash sulle attività svolte dal consorzio ed in particolare sulla partecipazione della nostra cooperativa: (Per chi volesse approfondire nello specifico l’esperienza del Consorzio sono disponibili in sede documenti specifici)
- Partiamo da alcune proposte di confronto e di formazione. In particolare citiamo nel primo periodo i tre percorsi: Progetto lavoro (Vedi dépliant di presentazione nella sezione approfondimenti), che aveva l’obiettivo di formare nuovi cooperatori sociali e Sinergie tra operatori pubblici e cooperatori di solidarietà (Vedi dépliant di presentazione nella sezione approfondimenti), sei giornate di lavoro per favorire percorsi comuni, entrambi svoltisi nel 1991. Il terzo, dal titolo Leader non si nasce, è un percorso di formazione per la costruzione delle leadership interne alle cooperative tenutosi nel ‘92. (Vedi dépliant di presentazione nella sezione approfondimenti)
- Per quanto concerne l‘intervento diretto di Comin nel Consorzio citiamo la proposta di allargare l’attività del Centro studi, difficile da gestire solo internamente – in particolare per le difficoltà finanziarie di Comin esposte nei precedenti capitoli- e la partecipazione all’equipe formativa consortile. Questa scelta ha reso necessaria un’accurata riflessione interna. Si ritenne opportuno unire gli sforzi per diffondere il sapere prodotto, senza però abbandonare l’idea di sviluppare attività formativa propria, su argomenti specifici non affrontati a livello consortile (Vedi comunicazione su delibera assembleare di Comin nella sezione approfondimenti). Sono state plurime le attività formative svolte dal consorzio anche attraverso corsi Fse (es. Formazione per Asa) e in collaborazione con la Provincia.
- Un terzo ambito di lavoro, in cui anche Comin è stata molto attiva, è stato l’affiancamento alla nascita di nuove cooperative o di nuovi servizi sperimentali. I primi anni successivi alla promulgazione della L. 381 hanno infatti registrato il proliferare di nuove cooperative, che spesso hanno richiesto un accompagnamento. Tra queste esperienze, che certo non sono state poche, ci piace ricordare in particolare il percorso di progettazione della comunità per adolescenti a convivenza facilitata, che ha dato origine alla cooperativa La Cordata.
Questa azione di sostegno all’avvio di nuove cooperative ha avuto come effetto anche l’ampliamento delle cooperative di tipo A aderenti al consorzio. Alla fine del ‘94 si è quindi potuto attuare un gruppo di lavoro per le cooperative di servizi, che ha prodotto riflessioni e obiettivi specifici per lo sviluppo delle strategie consortili.
Nel documento di sintesi finale viene fatta un’analisi sulla situazione delle cooperative e del consorzio e, accanto ad alcuni spunti di rinnovamento della presenza territoriale, viene presentata con forza la necessità di agire a livello consortile, per rendere possibile una presenza efficace delle cooperative nel mercato, invitandole ad investire in termini di idee ed economicamente sul consorzio. Questa strategia, fatta propria dal resto del Consorzio e soprattutto del suo Cda, ha portato ad implementare la macchina consortile, al fine di fornire consulenze, attività gestionali per le cooperative socie e proporre attività svolte direttamente come consorzio.
Comin non ha accettato queste prospettive di sviluppo ritenendo necessario esprimere con una comunicazione ufficiale del febbraio del 1995 (Vedi questa comunicazione nella sezione approfondimenti) al consorzio e alle cooperative socie il proprio netto dissenso al documento programmatico elaborato dal Cda e sostenendo l’importanza di concentrare l’attenzione sulla costruzione di una presenza sociale nella città, piuttosto che sulla priorità di agevolare la presenza nel mercato a prescindere. Questa forte presa di posizione ha aperto un confronto all’interno del Consorzio che ci ha portato ad intravedere ancora la possibilità di costruire una presenza condivisa ed efficace nella città per cui Comin ha scelto di continuare la propria attività in Milano Solidarietà.
