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Questo settimo capitolo rappresenta necessariamente la prosecuzione di quanto raccontato nello scorso capitolo. Prosegue sicuramente il tempo di crisi e racconteremo ancora di slanci e cadute. Del resto il periodo è lo stesso. Si tratta di pochi mesi di differenza.

Il tonfo più grosso è avvenuto indubbiamente durante la gara d’appalto del comune di Milano per il servizio di ADM, avvenuta tra la fine della primavera e l’inizio dell’autunno del ‘93, che per noi ha inaugurato la lunga stagione delle gare d’appalto, che ancora stiamo attraversando. È stato davvero un momento difficile che non abbiamo certo dimenticato. Ne parleremo in maniera più estesa nel prossimo articolo. Vi anticipiamo solo che abbiamo fatto un ricorso al TAR che è stato accolto, comportando la ripetizione della gara, che comunque ha visto nuovamente la nostra esclusione e che ha determinando la nostra uscita dal servizio di ADM nella zona 10, in cui eravamo e siamo molto radicati. Nel comune di Milano siamo rimasti assegnatari del servizio unicamente nelle zone 8 e 9 di allora.

Questa triste occasione ha avuto anche delle conseguenze positive. Ci siamo, infatti, sentiti spinti a cercare di esportare il nostro servizio al di fuori della città di Milano. Un paio di anni dopo siamo poi riusciti a vincere l’appalto concorso del comune di Paderno Dugnano tenuto nel ‘95.

 È stato possibile avviare in quei mesi, oltre all’Adm a Paderno Dugnano, anche due nuovi interventi: nello specifico due centri diurni. Il primo in via Padova: possiamo dire sulle ceneri ancora calde del Centro di prevenzione di Turro ha preso forma quest’intervento che era già in incubazione negli anni precedenti. Era inoltre diventato necessario reperire una sede per gli uffici amministrativi della cooperativa. I locali di via Natale Battaglia risultavano troppo angusti per queste due esigenze. La scelta cadde in un ampio seminterrato situato in via Padova 93/95, che divenne la sede della cooperativa. Il secondo Centro diurno si è sviluppato invece in zona 8, dove come detto Comin aveva avuto assegnato il servizio di ADM, a partire proprio da un progetto a gruppo legato a questo servizio. È stato costruito in stretta sinergia con le A.S del SSMI di quella zona. È il Filo d’Arianna che è ancora operativo negli spazi di Cassina Anna a Bruzzano.

Abbiamo ritenuto opportuno dedicare un articolo di questo capitolo anche al lavoro di formazione sviluppato in questi anni, raccontarne le esperienze più significative. In particolare grande spazio è stato dato alla formazione sull’intervento di rete. Non solo per quanto era necessario per la gestione del Centro di Prevenzione di Turro, ma anche in riferimento alla gestione dei servizi di Adm. Un importante contributo ci è stato fornito proprio dall’applicazione del metodo dell’intervento di rete al servizio di assistenza domiciliare. 

Regalaci un mattone è il titolo che abbiamo dato a questo capitolo e non lo abbiamo fatto casualmente. Si riferisce infatti ad una campagna di raccolta di donazioni per l’acquisto della casa in cui attualmente abita ancora la comunità Bicocca. Era infatti necessario per la comunità cambiar casa, poiché l’appartamento di via Viganò, nel quale alloggiava, non era più disponibile. C’ era stato affittato da un socio fondatore che ne aveva ora bisogno. Si decise, nonostante la difficile situazione economica della cooperativa, di procedere all’acquisto di due appartamenti collegabili al piano terra di un condominio in via Emanueli, alla Bicocca, di fronte alla stazione di Greco. Era una scelta complicata, ma ritenuta opportuna come garanzia per il futuro della comunità e della stessa cooperativa. Era però necessario ricercare aiuti economici tra amici e conoscenti per rendere perseguibile il raggiungimento di questo obiettivo. Da qui l’avvio della campagna Regalaci un mattone (vedi doc. 49 Dépliant Regalaci un mattone). Può essere utile a questo proposito fare il punto sulle case abitate dalle comunità in questi anni. Le comunità rimaste erano tre e queste erano le loro case: 

  • Due appartamenti collegati in via Golfo degli aranci, 16 a Milano. Uno di questi appartamenti donati da un socio e l’altro acquistato con un mutuo dalla cooperativa. In questo appartamento si è trasferita dal 1981 la comunità a suo tempo collocata a Sesto San Giovanni in via Costa; 
  • Un appartamento idoneo in Piazza della Resistenza a Sesto San Giovanni, donato dallo stesso socio;
  • E per ultimo, appunto, l’appartamento acquistato alla Bicocca per diventare sede della comunità inizialmente situata in via Cavallotti, sempre a Sesto, e poi trasferitasi in via Viganò, 4 a Milano.