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Il minore come risorsa

Abbiamo già accennato a come ci si è resi conto che nella comunità ci si educa tutti insieme, grandi e minori, fornendo e cogliendo contemporaneamente occasioni di crescita e di maturazione reciproca1. In quest’ottica appare evidente il ruolo che ogni minore può giocare come protagonista della propria crescita e del proprio cambiamento e come possibile aiuto per la crescita degli altri minori presenti in comunità.

E questo avviene in diverse fasce con diverse modalità:

  • All’accoglienza di un nuovo minore

La rilevanza che i ragazzi possono assumere nell’azione educativa della comunità si nota fin dall’accoglienza di nuovi minori in comunità, fase nella quale accanto all’atteggiamento accogliente degli educatori si sono dimostrate di notevole importanza l’amicizia, la simpatia, la cordialità che un minore può trovare nei ragazzi che incontra in comunità; anzi, in genere, questo tipo di rapporto tra pari risulta più facile e gli altri minori diventano, nella maggior parte dei casi, la principale cinghia di trasmissione per quanto riguarda l’atteggiamento che si può assumere nei confronti degli educatori, il clima di comunità e le regole presenti.

  • Nella conduzione della casa e nella definizione delle regole della vita comune

Anche per quanto riguarda la conduzione complessiva della vita comunitaria ogni ragazzo viene reso corresponsabile, nei limiti permessi alla situazione individuale o di gruppo, sia riguardo alla gestione pratica della casa e delle cose personali, sia nel definire le regole della vita comune. Una modalità individuata nel corso dell’esperienza per affrontare problemi comuni o decidere le regole di comportamento, è stata quella di riunioni della comunità in cui gli adulti e i minori assieme cercano di definire le norme del comportamento e di risolvere i problemi comuni. Questa modalità è stata importante per fare sentire le regole di vita non come una cosa estranea, che sta al di sopra del comportamento di ognuno, ma come patti che necessariamente ogni individuo fa con gli altri per poter aver garantiti i propri interessi assieme a quelli di coloro con cui vive.

  • Nel confronto con gli altri ragazzi

Un’altra risorsa che un minore può portare all’interno della comunità è quella di poter offrire agli altri ragazzi una possibilità di confronto e di elaborazione da pari a pari, dei propri problemi e dei propri vissuti personali in riferimento a essi. Proprio per questo da parte degli educatori, si cerca di affrontare con chiarezza i termini reali dei problemi di fondo connessi alle diverse situazioni individuali in modo da favorirne la consapevolezza e da evitare fantasticherie, enfatizzazioni, atteggiamenti di vittimismo o di colpevolizzazione. A volte, quando il clima del gruppo lo consente, si arriva anche a discussioni comuni di tale problematiche tra i ragazzi.

  • Come presenza positiva nella comunità

Ogni minore può instaurare all’interno della comunità rapporti positivi che favoriscono il senso di appartenenza da parte di tutti e può giocare un ruolo fondamentale nel cercare di risolvere, in modo positivo, situazioni di tensione che si vengono a creare nella vita di ogni giorno.

  • Come protagonista del proprio cambiamento

Va ribadito infine ancora una volta come sia il minore stesso il principale protagonista del proprio cambiamento e del superamento delle sue problematiche personali. È proprio lui infatti che, nella vita comunitaria correttamente vissuta può trovare i valori educativi di riferimento sulla base dei quali sviluppare le proprie leggi di comportamento anche in riferimento alla sua vita futura.

NOTE

1 Vedi ad esempio in questo volume sez. I capitolo quarto oppure sez. II capitolo primo paragrafo “Riflessioni sul Ruolo dell’educatore durante il corso di Favaro”.