In questo primo capitolo narriamo gli eventi ed il processo che hanno portato alla nascita della cooperativa Comin. Di come dall’idea iniziale di costituire un Villaggio Sos a Morosolo nel 1973 ha preso forma l’idea di un nuovo modo di accogliere i ragazzi allontanati dalla famiglia, all’interno della città. Questo capitolo è un po’ speciale infatti abbiamo la fortuna di ascoltare il racconto direttamente da due protagonisti: Renata Villa, moglie di Luigi, e di Carla Volpato, la prima educatrice.
Con la prospettiva di realizzare un nuovo villaggio SOS a Morosolo (VA), nel 1973 la Sezione Lombarda dell’Associazione Nazionale Amici dei Villaggi SOS[1] promuove a Milano la realizzazione di un’esperienza atipica rispetto a tutte quelle precedentemente realizzate dall’Associazione.
Tale iniziativa consiste nell’inserimento nel contesto urbano, all’interno di un normale condominio di Milano, di un nucleo singolo privo del supporto del Villaggio. II nucleo è composto da tre bambini e una “vice-madre”.
La nuova esperienza e le lungaggini che la realizzazione del Villaggio di Morosolo comporta, inducono alcuni membri dell’Associazione, tra cui il sig. Villa, che in prima persona si era fatto carico della realizzazione di questa nuova esperienza, ad una serie di riflessioni che sfociano nella richiesta all’Associazione di adottare, accanto alla forma tradizionale del Villaggio, nuove forme per rispondere ai problemi dell’infanzia abbandonata.
Questo fatto suscita internamente all’Associazione Nazionale un dibattito che si conclude nel 1975 con la esclusione di realizzazioni innovative. Questa scelta comporta la definitiva uscita dall’Associazione del sig. Villa, il quale nel frattempo si è fatto carico ancor più direttamente dell’iniziativa in atto a Milano, modificandone ulteriormente la fisionomia mediante l’impegno da parte della sua famiglia ad una funzione di sostegno nei confronti del nucleo orfanile e ricercando già nel 1974 le forme più idonee per poter comunque dare un seguito all’esperienza, indipendentemente dalle decisioni dell’Associazione.
Ascoltiamo la narrazione di questo processo che ha poi portato alla costituzione della Comin nel racconto di due protagoniste: Renata Villa, moglie di Luigi e Carla Volpato, la prima educatrice, allora chiamata vice-madre.
C’è anche la possibilità di ascoltare il racconto e vedere la bellezza inalterata di Renata nel video che contiene l’intervista che lei ci ha regalato. Vai all’intervista
Nel testo saranno citati tre importanti documenti redatti in quegli anni: i primi due statuti della cooperativa e “I bambini sono di tutti” usato per diffondere la proposta della Cooperativa. Nella Gallery infine una bella foto molto significativa: il momento in cui Gianfranco, Luigi e Carla accolgono i primi bambini della comunità.
[1] I Villaggi SOS fanno parte di una istituzione internazionale fondata nel 1949 in Austria da H. Gmeiner e che opera nel campo dell’assistenza infantile. Si tratta di un’opera privata che rivolge la sua attività all’infanzia in stato di abbandono cercando di ricostruire i rapporti affettivi, dando stabilità e sicurezza e favorendo nello stesso tempo l’inserimento dei bambini nell’ambiente e nella società (non possiamo dimenticare che quando si costituì la Coop. COMIN il modello dominante era quello dell’istituto assistenziale del tutto privo di rapporti con l’esterno). I Villaggi SOS sono composti da casette singole unifamiliari. Le famiglie sono guidate dalle cosiddette “vice-madri”. Ogni famiglia è costituita da bambini di sesso ed età diversi, cosi da salvaguardare l’unità di gruppi consanguinei di fratelli e sorelle. L’inserimento nella società viene realizzato attraverso la partecipazione a tutte quelle organizzazioni pubbliche (scolastiche, sportive, religiose, ecc.) che sono alla base della consueta vita familiare. Il compito fondamentale dei Villaggi è la totale responsabilità verso i bambini loro affidati dai primi anni di vita fino alla completa indipendenza.
