Primi Passi – Polo sperimentale per la prima infanzia è un progetto nato per contrastare la povertà educativaminorile; si rivolge alla fascia di bambini 0-6 anni e alle loro famiglie che risiedono nella zona 2 del Comune di Milano e che vivono situazioni di disagio e di povertà educativa molto elevate. Il progetto è stato selezionato da Impresa sociale ‘Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il comune di Milano ha individuato come territorio d’intervento il municipio 2. Questa zona si caratterizza infatti per forte immigrazione (42% 0-3 anni, 39% 3-6 anni), alti livelli di disoccupazione e povertà (33% dei bambini iscritti ai nidi ha l’esenzione della retta in base al valore ISEE contro il 28% della media cittadina), alto numero di minori presi in carico dai servizi (64% stranieri). Capofila del progetto è il Comune di Milano, con partnerATS e un’Ati composta da realtà del Terzo Settore profondamente radicate e conosciute sul territorio di zona 2: COMIN, Amici del Parco Trotter, Casa della Carità; Progetto Integrazione, Tempo per l’Infanzia, Villa Pallavicini. Il monitoraggio delle azioni e della costruzione di strumenti è affidato a Codici Ricerche, la valutazione d’impatto verrà effettuata dall’Università Cattolica. Anche queste ultime due realtà sono parte dell’Ati. Il ruolo di Comin è essere capofila del raggruppamento: le viene assegnato il compito di coordinare l’interrelazione tra tutti i soggetti coinvolti. Un compito complesso e delicato in considerazione degli sguardi diversi degli attori del progetto, sia all’interno dell’Ati, sia nell’ambito della partnership di rete territoriale con altri soggetti: si tratta di fare dialogare e collaborare sguardi e professionalità diverse, ciascuno con il proprio linguaggio. Anna Oppizzi, nostra socia e coordinatrice del progetto, in questo Audio ci illustra il compito dei diversi soggetti e il senso complessivo delle azioni.
L’obiettivo generale del Progetto presentato è modellizzare un sistema di governance dei servizi per l’infanzia 0-6, pedagogicamente fondato (monitorabile, tangibile, coerente teoria/agito), capace di cogliere le specificità culturali e sociali dei territori, elaborato con il coinvolgimento dell’intera comunità educante nei processi di progettazione dei servizi, trasferibile ad altre aree della Città Metropolitana. Questo obiettivo nello specifico si concentra nello sviluppo di un modello organizzativo e gestionale attraverso azioni concrete nelle scuole e nel territorio di zona 2. Vedi anche dépliant di presentazione del progetto alle famiglie.
Rimandando chi fosse interessato alla lettura del progetto allegato possiamo raggruppare le azioni svolte, che per la loro varietà e flessibilità hanno dato vita ad un vero e proprio sistema di attività laboratoriali, sperimentali e innovative, in tre categorie principali.
1. Azioni interne alle scuole per l’infanzia, volte al miglioramento qualitativo dell’offerta educativa e finalizzate al benessere di bambine, bambini, famiglie e personale educativo. Si tratta di numerose esperienze laboratoriali co-progettate da équipe multidisciplinari: esperienze di psicomotricità, volte a migliorare l’autonomia, a superare l’inibizione comunicativa e la capacità di stare in gruppo,
esperienze di esplorazione ambientale, esperienze di interventi assistiti con animali svolte in piccoli gruppi, per migliorare l’area relazionale ed emotiva mediante l’interazione con l’animale.
Importante anche l’attività formativa per le operatrici del nido, aperta anche ad operatori del Terzo Settore. I temi principali affrontati sono riferiti all’apprendimento del bambino in un luogo che favorisce questo apprendimento e il lavoro con le famiglie, con un’attenzione alla collaborazione con famiglie immigrate. Questo ha favorito la crescita riguardo alla cura degli spazi e l’attenzione nel rapporto con le famiglie.
2. Azioni sul territorio: con l’intento di riattivare il potenziale educativo dei territori sono stati proposti: letture animate, laboratori musicali, gruppi di parola, incontri su tematiche sociosanitarie,
realizzate con la finalità di attivare la condivisione di buone pratiche fra famiglie, e sostenere la genitorialità all’interno di una prospettiva sistemico-relazionale che favorisce l’incontro fra genitori e servizi per costruire in modo condiviso il percorso di crescita del bambino.
Si tratta in sostanza di costruire nel territorio una Alleanza per l’infanzia, allo scopo di aumentare la sensibilità e la consapevolezza delle situazioni di povertà educativa e di aumentare la competenza nelle relazioni con le famiglie più ai margini. La costruzione di un modello integrato di scambio e relazione fra Servizi all’Infanzia, Servizi sociosanitari, famiglie e territorio, considerati come sistemi relazionali che assumono significato solo se agiscono in un’ottica di mutua reciprocità.
3. Azioni di connessione e accompagnamento all’accesso ai servizi territoriali. L’accesso ai servizi e alle opportunità educative è spesso arduo sotto diversi aspetti per bambini e famiglie, in particolare per quelle più povere. Per questo motivo sono state sviluppate azioni per favorire l’accesso a queste opportunità per le famiglie della zona, a partire dai Servizi all’Infanzia e da quelli sociosanitari (pediatri, consultori, servizi sociali) fino a esperienze più ludico- ricreative e di sostegno alla genitorialità (biblioteche, associazioni culturali). Su questo tema sono stati organizzati incontri, tour guidati e sportelli, per trasmettere non solo informazioni e conoscenza dei luoghi, ma lavorando insieme alle famiglie per comprendere gli ostacoli relativi all’accesso e accompagnarle a una maggiore fruizione. Importanti a questo proposito sia la connessione tra i diversi servizi (ad esempio, il ruolo svolto dai pediatri di base), sia un lavoro di mediazione culturale e linguistica per favorire l’accesso anche delle famiglie immigrate che, come detto, rappresentano una fetta importante del target del progetto.
È importante anche porre in evidenza il lavoro di coordinamento e regia attuato a livello strategico nella cabina di regia e, a livello gestionale, nell’équipe di coordinamento. Lo sviluppo di questa connessione tra i diversi soggetti e le differenti professionalità, oltre a essere necessaria ed efficace sul piano operativo, rappresenta un esito importante del progetto. L’Organigramma di Primi Passi rappresenta graficamente queste connessioni.
Nei fatti, Primi Passi ha coinvolto 10 servizi educativi di zona 2, raggiungendo quasi 1.000 bambini e famiglie, circa 130 educatori e 5 responsabili di servizio. Sono stati parte attiva del progetto i servizi all’infanzia: San Mamete, Sant’Erlembardo, Russo, Ragusa, Giacosa, la Scuola dell’Infanzia statale Pontano e il Servizio Tempo per le Famiglie Giacosa.
Per conoscere più in profondità gli esiti di Primi Passi – Polo sperimentale per l’infanzia vi segnaliamo questi tre materiali che trovate tra gli allegati:
– La bella Pubblicazione Primi passi – Polo sperimentale per la prima infanzia, a cura del comune di Milano e con il contributo dei soggetti coinvolti, che presenta il patrimonio costruito nei due anni del progetto anche allo scopo di diffondere questo approccio nelle altre zone della città. Il tutto arricchito anche da belle immagini;
– L’articolo di Anna Oppizzi e Francesca Campolungo “Primi Passi, Polo Sperimentale per la Prima Infanzia”: fra riferimenti europei e questioni aperte che presenta, oltre agli esiti del progetto, anche alcune riflessioni per comunicarci il senso di quanto fatto da Primi passi.
– e infine Il Video, anch’esso prodotto dal Comune di Milano, che ci riporta voci e immagini che hanno dato vita alle azioni.
Prima di concludere riteniamo opportuno entrare più nel dettaglio di un altro aspetto: quello relativo al lavoro di rafforzamento dell’attività educativa delle famiglie incontrate e del loro protagonismo nell’entrare in relazione con i servizi territoriali, con l’intento di favorire la competenza degli operatori nel rendere efficace la presenza delle famiglie. E lo facciamo non solo perché Comin assieme a Progetto Integrazione è stata attrice di questa azione del progetto ma anche perché è una questione che ci sta molto a cuore.
Nell’ultimo capitolo della pubblicazione citata vengono presentate, attraverso la voce delle stesse famiglie, alcune delle difficoltà che attraversano la loro vita e in particolare la relazione con i Servizi per la Prima Infanzia. Quel capitolo si conclude poi con una serie di domande poste agli operatori. Sono domande importanti che anche noi presentiamo a conclusione di questo articolo, come uno degli esiti significativi di Primi Passi.
Domande guida utili per riflettere sulla relazione Scuola – Famiglia
A conclusione di tutto il percorso, le azioni che hanno lavorato sulla relazione scuola – famiglia hanno elaborato alcune domande che il personale educativo può porsi quando riflette sul coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie:
• Nel progetto educativo si fa riferimento alla partecipazione e collaborazione delle famiglie?
• Il personale educativo è consapevole del valore della partecipazione dei genitori, la
favorisce e intraprende azioni che collegano il mondo casa al mondo nido/scuola infanzia?
• Le educatrici consapevoli del proprio ruolo educativo utilizzano l’accoglienza ed il
ricongiungimento come occasioni significative di racconto e ascolto per collaborare con la
famiglia? Quali attenzioni mettono in atto?
• Durante il corso dell’anno vengono proposti colloqui con i famigliari? Quanti? Il servizio
è consapevole dell’importanza dei colloqui con le famiglie? Ha iniziato a predisporre alcuni
strumenti condivisi per facilitare gli scambi? Le educatrici sono attente nel predisporre
un setting pedagogico attento alle esigenze degli interlocutori?
• Le educatrici nell’ambito delle competenze comunicative e relazionali conoscono le
tecniche dell’ascolto attivo ed empatico?
• Siamo consapevoli che i sistemi scolastici dei paesi dai quali arrivano le famiglie migranti
sono molto diversi. Quali attenzioni si possono mettere in atto per informarle e renderle consapevoli?






