Dietro agli spalti, interrati sotto la collina che fa da contrafforte alle spalle dell’Anfiteatro, sono situati, ai lati di un cortiletto, due ampi spazi, destinati ad attività sociali, a cui si accede attraverso il portone situato al centro degli spalti. La struttura fu edificata da un’impresa edile a scomputo degli oneri concessori nel 1987. Il progetto convalidato in sede di accordo sullo scomputo degli oneri non era stato definito nei dettagli e lasciava all’impresa ampi margini “interpretativi”. Le conseguenze di questa leggerezza iniziale saranno devastanti sulla struttura:
- le gradinate della cavea non furono impermeabilizzate causando l’allagamento degli spazi sottostanti (adibiti a deposito) ogni volta che pioveva;
- gli impianti realizzati non furono mai allacciati alle pubbliche reti (acqua, energia elettrica, gas) rendendo impossibile l’uso della struttura per una qualsiasi attività;
- non fu realizzata alcuna struttura che difendesse l’immobile da possibili vandalismi (che purtroppo non si fecero attendere).
Nel 1991 l’impresa fu posta in liquidazione e il Comune, dopo un percorso contorto, si trovò tra le mani l’Anfiteatro. Rimandiamo per maggiori dettagli alla lettura della relazione dell’architetto presente negli Approfondimenti.
Il Comune bandì una gara per l’assegnazione dell’immobile, a cui Comin partecipò come capofila di una serie di soggetti del territorio:
- in primo luogo le cooperative sociali Grado 16 e La Cordata, a tutti gli effetti copromotori del progetto;
- tre partner locali coinvolti in maniera organica nel progetto: l’Associazione culturale Villa Pallavicini, L’associazione sportiva ACF Amici della Canoa Fluviale e Legambiente Crescenzago.
- era prevista inoltre la collaborazione di altre organizzazioni locali e cittadine: l’associazione culturale di promozione sociale Peace, Periferie al Centro; Bananas s.r.l., società che gestisce l’Area Zelig Cabaret; l’associazione teatrale giovanile Punto Fisso; la compagnia teatrale Ditta Gioco Fiaba; COPMAG, una rete di 15 associazioni culturali giovanili.
Gli obiettivi del Progetto (alla cui lettura rimandiamo) erano i seguenti:
- rendere l’Anfiteatro Martesana un polo attivo di promozione sociale e culturale;
- costruire, anche in collaborazione con il Consiglio di Zona 2, una rete locale di soggetti sostenitori;
- porsi come attivatore e coordinatore di attività di prevenzione ed intervento sul disagio minorile e giovanile;
- valorizzare l’area del parco e del canale antistante, sia dal punto di vista della tutela ambientale che della promozione del valore storico-culturale del sito.
Sulla base di questi obiettivi e delle conseguenti azioni previste, Comin ottenne, con delibera dell’11 maggio 2001, l’assegnazione dell’Anfiteatro, che però fu poi dichiarato inagibile.
Per noi una grossa beffa oltre che un bel danno, viste le grandi energie già spese per promuovere la rete dei soggetti coinvolti e coinvolgibili e l’elaborazione di un progetto complesso e ricco di aspettative.
La decisione, come detto, fu quella di non demordere, forti della nostra posizione di assegnatari.
Con una lettera al Municipio di zona 2 la cooperativa chiedeva in particolare un impegno scritto a concedere l’immobile per sei anni, come previsto dal bando, una volta reso agibile da parte dell’amministrazione, oltre ad altri impegni collaterali.
Contemporaneamente a questa forte interlocuzione con l’Amministrazione la decisione fu quella di attuare, nel modo possibile, azioni all’esterno dell’Anfiteatro nell’interesse del territorio e per mantenere viva l’attenzione della città sull’ Affaire Anfiteatro.
L’assegnazione dell’Anfiteatro non prevedeva alcun contributo economico per la gestione dell’attività previste. Per questo si era reso necessario predisporre progetti specifici in collaborazione con alcuni dei soggetti appartenenti alla rete che aveva sostenuto l’assegnazione dell’immobile. Comin ottenne a questo scopo il finanziamento di due progetti:
- Il progetto “VerdeMartesana” promosso con Comin da Legambiente e UISP. Finalità dell’intervento – inserito nel più ampio progetto cittadino “Appunti per la città”, finanziato con fondi ex Legge 285/97 – erano la conoscenza e la valorizzazione delle potenzialità d’uso e fruizione del Parco Martesana in favore e con la partecipazione dei cittadini della zona (vedi Scheda Verdemartesana)
- The Smart set – il bel mondo dei Giovani all’Anfiteatro Martesana, approvato e finanziato dalla Fondazione Cariplo.
L’impossibilità di utilizzare l’Anfiteatro rese necessaria la Ri – modulazione di The Smart set che fu accolta da Cariplo con un finanziamento ridotto.
Il progetto “The SMART SET!”, privato dell’uso del suo strumento privilegiato, cioè della struttura polifunzionale dell’Anfiteatro Martesana ha dovuto ripensarsi: ci si concentrò sul fare dell’area antistante l’Anfiteatro una vera “piazza”, un luogo significante e centrale per tutti gli abitanti dei quartieri limitrofi e per la città, rafforzando il senso locale d’identificazione, responsabilità e cura” come venne scritto nella finalità della Ri – modulazione del progetto.
Le attività furono poi svolte in collaborazione con la rete di realtà non profit “Spazio Smartez”, costituita dalle organizzazioni che miravano alla gestione concertata dell’Anfiteatro e che avevano promosso con la Cooperativa la prima sperimentale edizione di “Segnali di vita dallo Spazio…Smartez” (settembre 2002), realizzata all’indomani delle pessime notizie rispetto alla rinviata assegnazione dell’Anfiteatro, anche per segnalare l’intenzione di non voler rinunciare al progetto complessivo.
Nel prossimo articolo Massimo Zerbeloni, coordinatore delle attività svolte dalla rete Spazio Smartez, ci racconterà, più in dettaglio, con calore e profondità di pensiero, i suoi ricordi sulle attività svolte in quegli anni.

