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Narriamo qui un capitolo importante della storia degli interventi per la coesione della comunità sociale sviluppati dalla nostra cooperativa nella zona 2 della città di Milano. Riprendiamo un po’ il filo lasciato nel racconto dell’esperienza del Centro di prevenzione di Turro e che si dipanerà in molte forme significative negli anni a venire. Senza dimenticare, però, che nell’impostazione del nostro lavoro, tutti gli interventi, anche quelli che specificamente si occupano di accoglienza del disagio, si pongono sempre anche questo obiettivo all’interno del proprio lavoro.

In questo capitolo ripercorriamo due esperienze che hanno dato un contributo ai nostri occhi molto significativo a questa storia: il percorso contorto, contradittorio, ma molto bello, legato alla gestione dell’Anfiteatro Martesana e l’esperienza dell’Educativa di strada

Capiamo subito perché ho definito contorta e contradittoria la vicenda legata all’Anfiteatro. 

L’Anfiteatro Martesana si trova all’interno dell’omonimo parco, un ampio spazio verde che da Turro arriva fino a Crescenzago. 

Percorrendo la pista ciclabile che fiancheggia il Naviglio si scorgono dei gradoni che fanno da spalti e sotto una cavea per eventuali spettacoli. Insomma un anfiteatro vero e proprio. Gli spalti sono sostenuti alle spalle da una collina che a sua volta contiene un cortiletto ai cui lati sorgono due ampi spazi con soppalco, pensati per lo svolgimento di attività sociali. Gli spalti sono, infatti, divisi da un ampio portone che consente l’accesso al cortile e quindi agli spazi attigui.

Nel maggio del 2001 Comin ottenne l’assegnazione dello spazio, in seguito alla partecipazione alla relativa gara d’appalto, assieme alle cooperative sociali La Cordata e Grado 16 e ad una vasta rete di associazioni territoriali. L’Anfiteatro, dopo l’assegnazione, risultò però inagibile e quindi fu impossibile per noi porre in atto gli interventi previsti nel nostro progetto.

La decisione fu quella di non demordere e di procedere ad una serrata interlocuzione con il Comune di Milano e il Municipio di zona 2 per pretendere, forti della nostra condizione di assegnatari, l’adeguamento della struttura e quindi il suo utilizzo sociale e, parallelamente, di attuare iniziative all’esterno della struttura per perseguire ugualmente gli obiettivi del progetto e mantenere alta l’attenzione sulla questione da parte della popolazione e delle istituzioni coinvolte. L’attuazione di queste iniziative fu possibile grazie all’elaborazione di alcuni progetti specifici finanziati dalla Fondazione Cariplo o dalla legge 285 e alla collaborazione con il servizio di Educativa di strada.

Nei prossimi articoli entreremo più nel dettaglio delle questioni legate all’Affaire Anfiteatro e delle iniziative sviluppate all’esterno dell’Anfiteatro in quegli anni, in collaborazione con molte realtà territoriali.

Solo nel 2010 è stato possibile prendere possesso della struttura e usare gli spazi per attuare gli obiettivi per cui erano stati pensati. 

Abbiamo detto della collaborazione tra operatori dell’Anfiteatro e dell’Educativa di strada (Eds) nella gestione delle attività svolte all’interno del parco Martesana. Scopo di questo capitolo è anche quello di raccontare lo sviluppo di questo nuovo servizio attuato da Comin. Ciò è stato possibile grazie alla scelta del comune di Milano di istituire questo servizio nelle nove zone della città nel 2002 e dell’assegnazione alla nostra cooperativa della gestione del servizio in zona 2. 

Nello svolgersi del capitolo Luisa, educatrice prima e coordinatrice poi dell’eds ci presenterà i contenuti educativi e racconterà dei significati e dei ricordi di quell’esperienza.

La sensibilità verso questo tipo di accompagnamento ai ragazzi del territorio non era comunque nuova per noi. Quando raccontavamo dell’Adm abbiamo citato tra le formazioni svolte quella relativa all’educativa di strada.  E più ancora il progetto chiamato I cortili di Via Lulli, realizzato nel biennio 98/99. Si tratta proprio di un intervento di educativa di strada attuato all’interno del cortile di un insieme di abitazioni di edilizia popolare, situato tra via Lulli e via Porpora nell’allora zona 11 del comune.  È possibile conoscere gli obiettivi educativi, il piano di lavoro e i soggetti territoriali coinvolti consultando il Progetto “I Cortili di via Lulli” contenuto negli allegati.