C’era una volta un sentiero di montagna. Era proprio un bel sentiero, di quelli puliti, con la strada ben definita e chiara per i viaggiatori. Chi lo percorreva era sicuro di arrivare in cima alla montagna proprio seguendo quel grazioso sentiero.
Egli aveva tanti punti di riferimento per i viaggiatori: la terra era ben battuta; gli alberi erano segnati da nastri che indicavano la strada; un piccolo ruscelletto attraversava il sentiero. Tutto era stato posto con cura, perché fosse chiara la direzione. Il sentiero era felice e orgoglioso di sé; aveva molto a cuore che ogni elemento fosse precisamente dove doveva essere, riconoscibile a occhio umano. Un giorno però arrivò un gran temporale che buttò giù i segnali, fece dilagare il fiumiciattolo, bagnò tutta la terra unendo tratti del sentiero con il terreno circostante. Il sentiero non era più così chiaro. Subito dopo il temporale, con il chiarore di un tiepido sole, un gruppo di ragazzi andò a camminare lungo il sentiero. Non trovando più le indicazioni del sentiero e non sapendo la direzione da prendere, i ragazzi si divisero in coppie e iniziarono ad esplorare la zona. Il sentiero si sentiva triste e sconsolato; non riusciva ad accettare di non possedere più una direzione precisa. Tutti quei nuovi passi stavano aprendo a nuove piste, che complicavano l’arrivo alla cima! I ragazzi camminavano ed esploravano. Più camminavano e più esploravano, più si accorgevano della presenza di scorci meravigliosi e di nuove strade che partivano proprio dal vecchio sentiero.
D’un tratto il vecchio sentiero smise di essere triste. Si meravigliò di quanta bellezza ci fosse proprio accanto alla sua strada battuta infinite volte. Dietro quel caos di orme impantanate aveva scoperto che c’era altrettanta bellezza, certo un po’ disordinata e non facilmente praticabile, ma di un inesauribile splendore. Era arrivato il momento di arricchire il suo percorso con nuove deviazioni.
Era diventato un nuovo bellissimo sentiero.
