Poesia scritta nel quaderno di scrittura collettiva sul lavoro sociale “L’intelligenza degli alberi”.
“Immaginati albero.
Il tronco, ben visibile e con l’andar degli anni
in equilibrio tra la propria forza interiore
e l’ambiente esterno
che influisce con il caldo, l’umido, la bufera.
I rami, protesi a cercare luce e vento
si toccano tra loro come dita curiose,
e suonano anche.
Foglie, la superficie viva e mobile,
lo stomaco della pianta e la sua pelle.
E con gli altri alberi, ora si toccano,
ora pongono rispettosa distanza
ma comunque ponti per gli scoiattoli,
e palchi per gli uccelli.
E le radici, le radici…
tutto quel lavoro nell’umida ombra,
trasformazione intima con la terra, e scambio.
Il luogo dove parti invisibili della pianta si intrecciano
e si fondono con altrettante parti invisibili di altre piante.
Attraverso le radici le piante comunicano,
con intelligenza chimica,
scambiandosi informazioni e nutrimento,
pensiero della terra,
come quello dei rami è pensiero del cielo.
Immaginati albero,
e con gli altri alberi immaginati foresta.
E ora, immaginati uomo.”
EB
