Ogni processo di lavoro affina i propri strumenti per diventare più efficace. Così è avvenuto anche nel processo riorganizzativo descritto nel precedente articolo. Il lavoro svolto, infatti, dal 1995 al 1999 per la costruzione di strumenti per la gestione cooperativa dell’impresa Comin, ha posto le basi per il processo continuo di affinamento avvenuto negli anni del 2000 e tuttora in atto.
È proprio negli anni a cavallo tra i due millenni, che il Bilancio sociale, la Relazione di fine mandato, la contabilità analitica, la scrittura collettiva del Codice etico del lavoro hanno cominciato a diventare strumenti codificati e punti fermi del metodo di lavoro cooperativo che ci contraddistingue.
Dalla prassi consolidata di presentare all’assemblea dei soci una relazione sulle attività svolte nell’anno da parte dei Settori e del Coordinamento si è passati alla compilazione di un documento chiamato Bilancio sociale che relaziona riguardo alle attività della cooperativa nei suoi diversi aspetti, sia sul piano quantitativo che riguardo ai contenuti. Lo scopo principale di questo documento è comunicare ai soci ma anche alla comunità sociale gli esiti del lavoro svolto alla luce della mission e degli obiettivi specifici che la cooperativa si pone. Con il passare degli anni il Bilancio sociale diventerà documento obbligatorio previsto dalla normativa. Oltre a presentare gli esiti del lavoro con l’andare del tempo la compilazione del Bilancio sociale consentirà di avere un quadro sintetico dello sviluppo della cooperativa attraverso il confronto dei dati numerici dei diversi anni. All’interno dello sforzo di raccontare la nostra storia, questo strumento ci consente di avere una fonte certa che riporta oltre che all’agire anche le prospettive che mano a mano la cooperativa si è posta. Per questo nella sezione Approfondimenti a partire dal documento La situazione e le prospettive nel lavoro dei settori del 1997 riportiamo il testo dei Bilanci sociali ( anno ’97, anno ’98, anno ’99 )di questi anni come di quelli successivi. Il tentativo poi di definire in modo chiaro anche le prospettive e gli obiettivi prioritari del lavoro rappresenta anche l’anticipazione di uno strumento che si affinerà negli anni successivi, in cui verranno definiti e verificati ogni anno gli obiettivi prioritari di ogni ambito della cooperativa, strumento che alla fine sarà definito Politica annuale della qualità.
A partire dal 1997, cioè al termine del primo triennio di lavoro del Coordinamento con le nuove funzioni, è diventata prassi abituale la stesura della Relazione di fine mandato. Si tratta di un documento in cui, il Coordinamento prima e poi il Cda, presentano una lettura complessiva della situazione della cooperativa e degli esiti del lavoro dei tre anni cercando di definire le strategie generali da perseguire nel successivo triennio. Rappresenta l’anticipazione di quanto vent’anni dopo si attuerà con la scrittura collettiva del Piano strategico triennale.
Un altro strumento basilare per una gestione condivisa della gestione economica della cooperativa risiede per noi nella costruzione partecipata della Contabilità analitica e nell’analisi condivisa dei suoi contenuti in Assemblea per definire scelte e correttivi nella gestione economica dei servizi e della cooperativa nel suo complesso. All’inizio, quando si trattava di analizzare solo la situazione economica di qualche comunità, era tutto sommato lineare la prassi di analizzare assieme l’andamento economico specifico di ogni situazione. È stato significativo e ai nostri occhi determinante per una reale gestione condivisa della cooperativa, il percorso che ha portato alla costruzione di una contabilità analitica partecipata come strumento fondamentale per la gestione condivisa dell’impresa.
Il lavoro di riflessione riguardo al senso e ai significati della nostra esperienza cooperativa ha manifestato l’esigenza di definire in modo condiviso gli assunti principali e le basi etiche del nostro lavoro in modo da esplicitarle con chiarezza per facilitarne la comprensione e l’appropriazione da parte dei soci, con riferimento particolare ai nuovi soci che possono disporre così di una possibilità ulteriore per inserirsi nella cultura del lavoro specifica della Comin. Si è pertanto svolto un processo di lavoro che ha portato, nei primi anni del 2000, alla scrittura collettiva e all’approvazione assembleare del Codice etico del lavoro in Comin. Questo documento è diventato un importante punto di riferimento interno ed anche strumento efficace di comunicazione della nostra cultura organizzativa. Nel corso degli anni il Codice etico vedrà aggiornamenti in cui verranno integrate le nuove visioni e le nuove parole usate per declinare in modo nuovo gli stessi valori cooperativi che sono da sempre fondamento della nostra esperienza.
