1975 – 2015… Comin compie quarant’anni e vuole festeggiare alla grande. Ma vuole anche guardarsi dentro, vuole ripercorrere per quanto possibile il cammino fatto e valutare sotto questa luce il procedere di questi giorni. È bello ed utile ricordare i festeggiamenti che sono stati davvero tanti. Cominciamo dalla grande festa di compleanno che si è svolta il 9 maggio alla Madia. Qualche foto per ricordare a cominciare dalla bellissima torta che abbiamo scelto come immagine di questo articolo. Un pomeriggio di gioia e di incontri, chiacchere con persone che hanno partecipato alla vita della cooperativa, alcune che magari non si vedevano da tanto tempo, un incontro nel teatro per raccontarsi insieme e per finire alla sera una mitica grigliata.

Oltre alle foto, i video che caratterizzano il ricordo. Il primo video proiettato, durante la festa nel momento di incontro nel teatro della Madia, è denominato 40 anni Comin e assembla spezzoni di interviste fatte ai soci negli anni precedenti, riguardo al loro sguardo sul passato, sul presente e sul futuro della cooperativa. Oltre ai contenuti, belli e variegati -per i quali vi invito a guardarlo anche se non è breve- mi emoziona vedere i visi giovani, quasi dimenticati a causa dello scorrere inesorabile del tempo, di quei di soci rimasti a continuare la nostra storia, ma anche ricordare le facce ed i pensieri di alcuni che sono transitati in cooperativa ed ora sono altrove. Ma mi emozionano soprattutto il viso e la voce di Roberto Orlandi che pochi mesi dopo l’intervista ci ha lasciati, stroncato da un’improvvisa malattia.
Belli e toccanti anche i video interviste degli ex: (Qui i seguenti link ai video delle interviste: Parte 1 – Parte 2 – Parte 3). Chiamiamo Ex i ragazzi che sono stati in comunità e che ora fanno la loro strada, rimanendo spesso in contatto con noi. Alla festa del 9 maggio c’erano diversi ex. Alcuni di loro sono stati intervistati con domande che riguardano i ricordi della loro vita in comunità. Pillole delle loro risposte sono state assemblate nei video allegati. Interessante e divertente l’ascolto e per me sicuramente emozionante anche questo.
I video sono stati poi proiettati come introduzione al convegno tenuto pochi giorni dopo nella Sala Alessi di Palazzo Marino, la mattina del 27 maggio, dal titolo Chi educa rischia nel quale abbiamo riflettuto e ascoltato il contributo di esperti e interlocutori istituzionali intorno all’esperienza di accoglienza in comunità svolta negli anni in Comin e al di fuori.
La questione di partenza, presentata nei documenti di invito al convegno e nell’intervento introduttivo, è profonda e anche un po’ provocatoria. Nella locandina del convegno si legge: …Nel quarantennale della sua nascita, Comin vuole riflettere sulla sua mission fondativa, cioè l’accoglienza in comunità per favorire la deistituzionalizzazione dei minori. Dopo quarant’anni ci chiediamo se i dispositivi posti in essere per presidiare gli standard di qualità e regolare le procedure nei rapporti tra comunità, servizi e tribunale possano rappresentare una nuova forma di istituzionalizzazione dei minori accolti, un modo -cioè- per limitare l’efficacia trasformativa della vita comunitaria. Da qui nasce l’esigenza di riflettere sul nostro lavoro educativo, sulle caratteristiche delle comunità, sui bisogni dei minori che accogliamo, sulle responsabilità generate dall’intreccio di questi elementi, e quindi sulle corresponsabilità possibili con le famiglie d’origine, i Servizi Sociali e i Tribunali. Una domanda forte che Comin vuole rivolgere in primo luogo a sé stessa, ma anche agli interlocutori istituzionali, dai committenti al Tribunale per i minorenni.
Il convegno ha inoltre fornito l’occasione di ristampare il libro “Luoghi Comuni”, che è una pubblicazione del CNCA, scritta dalla nostra socia Gabriella Gabrielli, sui fondamenti della vita in comunità, da noi molto apprezzata, in quanto riconosciuta come preziosa e bella rappresentazione del pensiero pedagogico che sostiene la nostra accoglienza comunitaria.

Oltre al convegno Comin ha voluto celebrare il quarantennale con diversi momenti di diversa natura.
Qui sotto le foto degli eventi più importanti realizzati nel 2015 per festeggiare.
1. I genitori dei ragazzi di Astrolabio, Cassiopea e Filo d’Arianna hanno invitato soci e amici all’Anfiteatro Martesana per un pranzo solidale, anche al fine di raccogliere fondi per rendere possibile un’esperienza di vacanza comunitaria tra i ragazzi dei centri. Un’attività abituale di questi genitori che per il quarantennale ha avuto una particolare eco.
2. La sera del 19 giugno al teatro della Madia si è tenuto il concerto di Yuri Beretta che canta Jannacci, preceduto da un fresco aperitivo offerto dal Giardino della Madia
3. Il pomeriggio del 1 novembre si è tenuta una vivace Festa Criolla organizzata dall’associazione La Misericordia sempre alla Madia: cucina e musica tipiche del Perù.
4. Pochi giorni dopo presso il Convento di Sant’Angelo a Milano, uno dei luoghi che nel 1975 ha visto la nascita di Comin, è stato offerto un concerto del coro polifonico Ensemble vocale milanese per ricordare i quarant’anni della storia partita anche da lì.
5. In settembre al Teatro Leonardo a Piola si è tenuto un concerto molto bello di Lorenzo Monguzzi. Canzoni dal suo album e ricordi di Fabrizio De André molto apprezzati dai soci e dal pubblico. Bello ed in linea con lo spirito di Comin l’invito del cantautore a tenere la porta aperta.
6. Ricordiamo per finire lo spettacolo Bicoccabaret tenuto presso l’ARCI Turro di via Rovetta dai Biccocomici, un gruppo di teatro comico composto dai ragazzi della nostra comunità Bicocca. Lo spettacolo, organizzato in collaborazione con l’Accademia del Comico di Milano, che ha accompagnato la crescita e l’attività dei Biccocomici, è stato molto gradito. Una bella soddisfazione per la comunità e per tutta la cooperativa.
Queste foto saranno organizzate in collage






Oltre a questi eventi il quarantennale è stato arricchito anche dall’Ambrogino d’oro. Il 7 dicembre 2015, giorno di S. Ambrogio patrono di Milano, abbiamo ritirato la Benemerenza Civica dalle mani del Sindaco; momento senz’altro emozionante vissuto insieme a Graziella la prima ex-bambina accolta in comunità, quando la Comin ha iniziato il proprio cammino.
Concludiamo ricordando il percorso di approfondimento sul significato del lavoro cooperativo. È stato un’elaborazione davvero preziosa e non breve che ha prodotto un testo pensato e scritto in maniera condivisa, riportato nel librettino Come Sisifo? Essere cooperativa per abitare le contraddizioni del lavoro sociale. È stato, come detto, un percorso lungo ma ne è valsa davvero la pena. Il testo è stato presentato in un convegno nel 2018 ma soprattutto è diventato negli anni successivi un riferimento emblematico del nostro approccio al lavoro. Nel prossimo articolo entriamo nel merito dei contenuti di questo interessante libretto.
