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Intrecci di storie alla Madia

Come abbiamo già accennato negli articoli precedenti il cammino della Madia è proseguito anche a conclusione del progetto con la Fondazione Umanamente che ha il pregio di aver fornito l’occasione di dare vita a questo luogo che rende possibile, ancora oggi, opportunità diversificate di incontro tra la gente e le realtà del quartiere e dell’intera città. Ti rimandiamo alla lettura interessante della Relazione conclusiva del progetto, inviata alla Fondazione e all’Intervista di Follow up fattaci nel 2010.

Qui presentiamo le iniziative svolte nei primi anni, rimandando la presentazione di altre azioni significative quando se ne presenterà l’occasione nel proseguire il racconto della Nostra Storia.

Raccontiamo soprattutto due esperienze: il progetto Familiarmente, cofinanziato da Fondazione Cariplo e l’incontro con l’associazione di donne La Misericordia, con cui abbiamo realizzato il piccolo nido L’hogar del nino – l’Alveare.

Il Progetto Familiarmente si articola in 5 azioni (link per una lettura integrale del Progetto Familiarmente):

Le prime due sono innovative nel quadro dell’esperienza della Madia:

  • Azione 1, Emersione: ha lo scopo di facilitare l’emersione e l’accoglimento di quelle situazioni di disagio familiare, che non accedono ai Servizi sociali e di orientarle alle possibili risorse presenti sul territorio, a cominciare dai servizi attivi nella Madia.  Si svolge soprattutto nel rapporto con le scuole e con altre agenzie o luoghi di incontro tra le famiglie del territorio. Ha anche lo scopo di comunicare tutte le opportunità presenti nel progetto. Vedi Dépliant Familiarmente
  • Azione 2, Sportello di ascolto, consulenza e presa in carico. Realizzazione di uno sportello di ascolto e consulenza, come opportunità per essere aiutati nelle difficoltà relazionali ed educative con i propri figli. Con educatori esperti in consulenze familiari, si ricercano significati delle difficoltà presenti e si disegna un percorso attuabile per fronteggiarle, individuando e riconoscendo le risorse interne alla persona e alla famiglia. Lo Sportello, inoltre, favorisce la conoscenza dei servizi alla persona presenti sul territorio e orienta e accompagna le persone al loro consapevole utilizzo. Lo Sportello opera anche per favorire la connessione tra le famiglie in difficoltà e le persone e i nuclei disponibili a piccoli interventi di supporto informale. Vedi Dépliant di presentazione

Le altre tre azioni invece proseguono le acquisizioni culturali e operative sviluppate in Madia (a parte le azioni sull’affido familiare che proseguono in altro modo). Infatti:

  • L’ azione 3, Trampolino: interventi educativi brevi per genitori ed adolescenti si inserisce nel filone avviato da tempo con il Progetto Tandem, ancor prima dell’apertura della Madia. Si concentra pertanto nel favorire accompagnamento educativo rivolto prevalentemente agli adulti di nuclei in carico ai servizi e dagli stessi inviati, prevedendo anche un intervento sui figli. L’intervento è aperto anche ad adulti che accedono spontaneamente allo Sportello.
  • L’ azione 4, Lo Specchio d’Alice: intende continuare la bella esperienza già raccontata nell’articolo 2 di questo capitolo. Inizialmente (nella speranza che l’interlocuzione avviata con il Comune di Milano) l’inserimento dello Specchio in Familiarmente perseguiva principalmente lo scopo di essere opportunità di co finanziamento e di favorire l’accesso anche a famiglie non inviate dai servizi sociali e quindi meno compromesse, ma con un disagio che potenzialmente può diventare grave. L’esito negativo dell’interlocuzione con l’amministrazione comunale ha reso necessaria una riformulazione progettuale di questa azione, ma anche una revisione del progetto complessivo sul piano economico e della tempistica prevista. Vedi Integrazione agosto 09. All’interno del Progetto Familiarmente si sperimenta l’applicazione della metodologia a gruppo anche a due ambiti di intervento particolarmente emergenti in termini di prevenzione. Essi sono le famiglie che vivono la “sindrome da alienazione genitoriale” (vedi l’allegato a Integrazione agosto 09 per una nota esplicativa) e le “mamme minorenni o nuclei giovani”.
  • Infine con l’azione 5, Famiglie in giardino: percorsi d’integrazione tra famiglie, prosegue l’avventura del Giardino sempre in collaborazione con il Comitato delle famiglie, inserendo anche due nuovi interventi. Il primo di questi interventi è Alberi e stelle, un tempo per le famiglie aperto al quartiere e finalizzato anche all’accoglienza di famiglie in difficoltà (vedi Cartolina di presentazione); il secondo sono i laboratori genitori-figli, anch’essi orientati a facilitare lo scambio di esperienze ed il confronto tra diversi stili e modelli educativi.

Le azioni del progetto si sono svolte nell’arco di due anni scolastici dal settembre 09 a giugno 2011.

La Madia ormai è diventato un luogo di incontro in cui si incrociano le strade di persone e realtà differenti tra loro: le famiglie accoglienti di Carovana, quelle del Giardino, le persone che frequentano i servizi che abitano lì e tanto altro ancora. È emblematico a questo riguardo raccontare l’incontro con L’associazione La Misericordia, un’associazione di donne immigrate che si è costituita nel febbraio del 2009, con sede alla Madia. Nasce in particolare dall’idea di alcune donne che dopo un’esperienza di migrazione hanno deciso di unire le loro forze per sostenersi reciprocamente, ma anche per offrire un appoggio e nuove opportunità ad altre donne che stanno vivendo la loro stessa esperienza. Ascoltiamo da Carmen Rosario Sanchez, presidentessa e anima dell’associazione, una calda testimonianza:

 “La Misericordia è nata prima nel pensiero delle persone, in un gruppo di persone che ha sentito il bisogno di unirsi e formare un’associazione. Siamo arrivati in Comin circa 6-7 anni fa; io facevo parte della pastorale migranti, facevamo incontri con le famiglie di migranti con Don Alessandro, eravamo famiglie miste, italiane, filippine, sudamericane, poi è arrivata Francesca Lain a presentare un progetto della Comin, A casa di Amina in cui cercavano risorse nelle famiglie di migranti per fare percorsi sull’affido, per diventare future famiglie affidatarie; tre famiglie si sono proposte… È stato un percorso che ci ha arricchito tanto, poi non abbiamo potuto prendere nessun minore in affido ma anche solo il percorso è stato ricchissimo, ha permesso di far uscire risorse e competenze  …Vivere insieme a diverse persone, con culture diverse, stranieri e italiani insieme, ci ha motivato a partecipare e pensare ad altro, ci chiedevano sempre cosa potevamo fare, quali energie potevamo mettere in campo. Così è nata la Misericordia, persone diverse che avevano voglia di tirar fuori energie e pensare insieme. La donna ha una grande forza, senza togliere niente ai maschi che poi seguono il nostro pensiero e ci fanno camminare su di un terreno stabile, l’associazione è nata solo di donne, ma dietro ogni donna c’è una famiglia che le segue, siamo 65 famiglie associate che credono nei valori del muto-aiuto e della solidarietà.” Vedi Statuto di associazione La Misericordia.

L’azione più significativa attuata alla Madia in collaborazione con La Misericordia è L’Hogar del nino L’Alveare:

E’ una delle prime iniziative dell’associazione che da subito ha sentito l’urgenza di rispondere al bisogno di molte giovani donne lavoratrici che essendo in attesa dell’accesso ai nidi comunali si trovavano in seria difficoltà nel trovare una soluzione al bisogno di cura dei loro piccoli. Dopo aver aperto l’attività in appartamenti di alcune socie, dal 3 novembre 2010, il servizio si è trasferito all’interno di alcuni locali della Madia. Avendo uno spazio adeguato Il Nido ha potuto darsi una adeguata strutturazione anche gestionale, funzionando per tutta la settimana. È stato gestito da un’educatrice professionale di Comin e da una mamma con qualifica, rimanendo però fondamentale anche l’apporto dato dai genitori dei bambini e da alcuni volontari (che offrono tempo e competenze).  L’iniziativa non è passata inosservata, anche ad occhi poco propensi a capirla. Un articolo apparso su Il Giornale nel febbraio del 2011 che definiva l’Hogar del nino un asilo per clandestini ci ha costretti ad un Comunicato stampa per fornire la necessaria rettifica.

Oltre al micronido ci sono stati altri importanti contributi forniti dalle donne della Misericordia alla vita della Madia. Tra questi ricordiamo le feste, bellissimi momenti di incontro per le socie ma aperte anche alle loro famiglie e a persone del territorio ma anche incontri formativi e laboratori aperti, (come laboratori di cucina per mamme e bambini dal titolo “Mani in pasta”, dei laboratori di manualità natalizie e un laboratorio di creazione di gioielli a cui hanno partecipato adolescenti provenienti da diversi servizi) ma anche altro. Per un racconto più vivo e dettagliato puoi leggere il resoconto al progetto Rane volanti che ha sostenuto l’attività dell’Alveare.

Concludiamo qui il racconto dei primi anni di vita della Madia che, come detto, continua ancora oggi la propria attività. Il Coordinamento dei Servizi della Madia in una Relazione al Coordinamento fa il punto della situazione del progetto nella primavera del 2011, presentando anche una tabella che racconta nello specifico l’utilizzo dei diversi spazi.

Segue una galleria fotografica con qualche ricordo delle attività dell’associazione La Misericordia.