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Per presentare le parole emblematiche usate all’inizio degli anni duemila ci riferiamo a due documenti  costruiti e approvati in modo collegiale proprio per rappresentare le istanze operative di Comin: 1) La definizione di Mission e valori operativi, divenuta nel tempo il documento introduttivo dei bilanci sociali di ogni anno proprio allo scopo di rappresentare l’elemento con cui confrontarsi per valutare la congruità delle azioni poste in atto con l’obiettivo fondante la presenza di Comin; 2) Il Codice etico del lavoro in Comin

Mission e Valori operativi

I nostri Bilanci sociali sono introdotti dalla definizione della Mission e dei valori operativi della cooperativa, in quanto ritenuti i criteri sulla base dei quali tutti potevano valutare l’efficacia e la rispondenza del lavoro prodotto. Per questo riteniamo opportuno riportare queste parole, in quanto sintesi condivisa e ufficiale che riporta le istanze definite in quegli anni.

Partiamo dalla definizione condivisa della Mission:

La Comin è una cooperativa sociale di solidarietà che promuove ed organizza interventi rivolti ai minori e alla famiglia; vuole offrire occasioni di aiuto a famiglie in situazione di grave difficoltà e contribuire allo sviluppo di una comunità sociale più matura, più attenta e sensibile ai bisogni-diritti dei piccoli.”

Per passare all’esposizione dei Valori operativi:

ACCOGLIERE: per noi ha significato inizialmente offrire un luogo accogliente e sereno ai bambini che vivono storie di allontanamento dalla propria famiglia, al fine di evitare loro il ricovero in istituto. In seguito abbiamo declinato il valore dell’accoglienza anche attraverso altri servizi.

FARE CON: la logica che guida i nostri interventi non è quella delle soluzioni “date”, ma delle soluzioni “trovate insieme” a chi vive un problema. Affiancare le famiglie che si trovano in difficoltà significa condividere e rispettare la loro storia come unica ed irripetibile sollecitando risorse e potenzialità inespresse.

GARANTIRE LA QUALITA’: per noi significa promuovere negli operatori la consapevolezza del loro ruolo educativo; operare sulla base di progetti compiutamente definiti, supportare i soci con momenti di formazione e aggiornamento, nell’interesse primario di chi si trova in difficoltà.

COOPERARE: essere una cooperativa per noi è una scelta ricca di senso, è la possibilità di garantire la trasparenza delle decisioni e di assicurare la compartecipazione e la corresponsabilità di tutti i soci nel raggiungimento di obiettivi comuni.

COSTRUIRE APPARTENENZA: crediamo che per realizzare percorsi di prevenzione sia necessario “abitare” luoghi di normalità e benessere; occorre quindi favorire occasioni di incontro e relazione dando vita a contesti comunitari capaci di esprimere solidarietà.

FARE CULTURA: con i nostri interventi non vogliamo solo accogliere i minori che ci sono affidati ma affrontare la tematica minorile nella sua complessità, in collaborazione con l’Ente pubblico e con altre realtà che si muovono verso i nostri stessi obiettivi (es. CNCA).

Fa piacere segnalare come queste stesse parole siano

 state usate all’inizio del volumetto COOPERATIVA COMIN – Presenza sociale ed interventi a favore dei minori e della famiglia, pubblicato nei primi anni 2000 per una presentazione sintetica della nostra storia.

Il Codice etico del lavoro in Comin

Riteniamo che il Codice etico del lavoro in Comin si sia dimostrato negli anni uno strumento per definire il significato che attribuiamo al lavoro nella nostra cooperativa e uno strumento per orientare i soci nel loro operare. Ne è prova il fatto che Comin nell’attuazione della propria presenza abbiamo avvertito l’esigenza di modificare contenuti e parole per esprimere con più compiutezza i significati attribuiti al nostro lavoro di fronte al mutare del contesto e al crescere della nostra consapevolezza. Per questo ci pare opportuno, per ricordare pensieri e parole che guidavano lo sviluppo della cooperativa all’inizio del 2000, proporre la lettura integrale del primo codice etico del lavoro approvato proprio in quegli anni.

CODICE ETICO del LAVORO in COMIN

PREMESSA

Nel momento in cui ci troviamo chiamati a definire le regole che governano il lavoro all’interno della nostra cooperativa, riteniamo necessario esporre nei dieci punti che seguono i principi di fondo che definiscono il nostro lavoro cooperativo. È con un atteggiamento di semplicità che assumiamo come riferimento per il nostro lavoro i parametri che seguono. Pur scoprendoci ogni giorno lontani da una loro compiuta attuazione, sappiamo che questa è per noi la strada per dare efficacia, senso e giusto sapore al lavoro che quotidianamente svolgiamo e per attribuire significato ai percorsi di sviluppo che intendiamo praticare.

  1. ESSERE SOCIO

È elemento basilare della nostra concezione del lavoro e pilastro su cui si fonda la nostra organizzazione, lavorare esclusivamente cooperando tra persone che intendono il proprio lavoro come qualcosa che appartiene a loro stesse e di cui sono responsabili in ogni aspetto, e non come una semplice prestazione fornita nell’interesse di altri, in cambio di denaro. 

Essere socio è quindi un’imprescindibile condizione di appartenenza che si realizza inizialmente soprattutto nel servizio in cui direttamente si opera, ma è anche un percorso di coinvolgimento sempre più ampio cui ciascuno è sollecitato, così da acquisire progressivamente, a partire dalla propria situazione e dalle proprie convinzioni e nei modi soggettivamente possibili, maggiore consapevolezza e corresponsabilità all’interno della cooperativa nella sua globalità e complessità. 

  1. AUTOIMPRENDITORIALITA’ E CORRESPONSABILITA’

Mettere al centro la soggettività di chi opera è la modalità di lavoro che maggiormente facilita relazioni efficaci sul piano pedagogico. Parimenti è necessario che tale soggettività si attui attraverso prassi di effettiva collegialità con i propri colleghi e con il resto della cooperativa. Questo pone l’équipe di lavoro come pilastro portante del modello gestionale del lavoro, nella definizione delle scelte a livello pedagogico, organizzativo, strategico ed anche economico. Per questo ogni équipe di lavoro, pur nella possibile diversità di ruoli o funzioni, è impostata nell’ottica di una reale corresponsabilità tra i soci che la compongono.

  1. CENTRALITA’ DEL PROGETTO COOPERATIVO

Mettere al centro la soggettività di chi opera presuppone la condizione che vi sia la possibilità che la riflessione e la decisionalità di chi è immerso nel quotidiano possano essere affiancate da un punto di vista “altro”, più attento ad una visione complessiva. Questa visione complessiva che tiene presente la mission della cooperativa e del servizio, l’interesse dell’utenza, della committenza, della cooperativa, della comunità sociale…, anche se presente nei soci che operano nel servizio, va garantita anche attraverso il contributo di altri soggetti della cooperativa, per assicurare stretta connessione e controllo. 

È, d’altra parte, basilare, per il funzionamento del nostro modello organizzativo, la partecipazione di ogni socio alla definizione degli obiettivi generali e delle linee operative della cooperativa.

  1. TRASPARENZA GESTIONALE E CIRCOLAZIONE DELLE INFORMAZIONI 

E’ obiettivo prioritario rendere possibile la partecipazione dei soci alla definizione delle strategie generali e degli obiettivi di lavoro della cooperativa. Determinante a questo riguardo è la messa in opera di un adeguato flusso delle informazioni tra i soci per mettere tutti nella condizione di partecipare con competenza ai processi decisionali. Obiettivo ma anche condizione preliminare a questo proposito è l’attuazione di modalità di gestione trasparenti sia nei confronti dei soci come più in generale di tutta la comunità sociale. Strumento importante a questo riguardo è la stesura di un bilancio sociale pubblico.

  1. PROFESSIONALITA’/ QUALITA’/ RISPONDENZA AL BISOGNO

Punto di partenza del nostro lavoro è riconoscere la soggettività delle persone con cui entriamo in relazione, rispettarne la storia unica e irripetibile, porre in atto nella relazione con loro dinamiche di reale rispondenza al bisogno. Parte da qui e in quest’ottica deve essere letto l’obiettivo di garantire interventi di reale qualità attraverso:

  • la correttezza metodologica: operare sulla base di progetti compiutamente definiti a partire dall’analisi della situazione reale, dei bisogni e delle risorse presenti, concordando gli obiettivi prioritari ed effettivamente conseguibili, esplicitando le metodologie d’intervento, gli indicatori e gli strumenti di verifica;
  • la professionalità degli operatori, intesa come reale competenza, consapevolezza rispetto a sé, all’altro e al contesto, disponibilità ad esserci.
  • la garanzia per i soci di adeguati momenti di supervisione e di formazione permanente.

Porre in atto servizi con l’obiettivo di una reale rispondenza al bisogno dei fruitori presuppone la disponibilità ad un’organizzazione del lavoro che sappia adattarsi al mutare delle situazioni senza ancorarsi a rigidi schemi organizzativi predefiniti.

  1. RAPPORTO CON IL TERRITORIO E LE ISTITUZIONI: SIGNIFICATO POLITICO DEL NOSTRO LAVORO

 Siamo consapevoli, come espresso nell’articolo 1 della legge 381\91, di svolgere attraverso il nostro lavoro e la nostra presenza nella comunità sociale anche uno specifico ruolo politico. Per questo diventa fondamentale sviluppare una collaborazione positiva e competente con l’Ente Pubblico, nella cui rete di servizi ci riteniamo inseriti, al fine di contribuire alla definizione e all’attuazione di politiche sociali coerenti ed eque. Parallelamente risulta efficace nel lavoro un atteggiamento di apertura e collaborazione con le persone e le realtà sociali presenti nella comunità. Questo nella consapevolezza che lo sviluppo di comunità sociali più vivaci, solidali e competenti è il presupposto essenziale per cercare risposte alle problematiche per le quali la nostra cooperativa lavora. 

In quest’ottica diventa qualificante per il nostro modo di lavorare un costante atteggiamento di riflessione e di elaborazione di nuove progettualità al fine di mantenere i nostri interventi efficaci nei confronti del bisogno che muta o della lettura, pure mutevole, che di esso ne fa la comunità.

Questo forte radicamento locale è consapevole della dimensione globale che oggi assumono nel mondo i rapporti socio- economici e cerca pertanto di connotarsi anche alla luce di questa consapevolezza per incidere sulle politiche sociali a favore della promozione e del rispetto dei diritti di tutta la comunità sociale, e in particolare dei soggetti più deboli. 

  1.  INTEGRAZIONE E COLLABORAZIONE CON ALTRE REALTA’

Riteniamo più confacente alla nostra concezione del lavoro e soprattutto più rispondente allo sviluppo di politiche sociali efficaci instaurare con le cooperative e le altre realtà del Privato sociale che incontriamo nel nostro lavoro un rapporto che sappia uscire dalle logiche di concorrenzialità che il mercato vorrebbe imporre, per attuare forme diffuse e larghe di collaborazione sia sul piano imprenditoriale che su quello sociale, culturale e politico. Sta infatti nella diffusione e nella condivisione dei sogni, dei saperi e delle progettualità la strategia più idonea per sostenere con efficacia lo sviluppo di politiche sociali eque nell’attuale quadro politico, sociale ed economico.

  1. BENESSERE DEI SOCI- CONDIZIONI EQUE DI LAVORO 

Nel sottolineare la necessità di porre in atto dinamiche di lavoro atte a garantire il benessere delle persone con cui ci relazioniamo, è importante anche rendere possibili ambiti di lavoro, connotati da un clima di benessere, che inserisca la fatica del proprio lavoro in un progetto consapevole, condiviso, coerente ed equo per tutti. Per questo nella presenza nel mercato e nella propria gestione economica la cooperativa assume come obiettivo prioritario poter garantire ai soci condizioni lavorative eque. 

È caratteristica del sistema retributivo della cooperativa riconoscere, anche a questo livello, il regime di responsabilità diffusa e condivisa proprio della nostra cooperativa. 

Il lavoro di supervisione poi, momento indispensabile nella nostra metodologia di lavoro, assume tra i suoi obiettivi anche quello di mantenere costante l’attenzione sul livello di benessere dei soci nello svolgimento del proprio lavoro.

  1. PARTECIPAZIONE/CONTROLLO AL NOSTRO LAVORO DA PARTE DELLA COMUNITA’ SOCIALE 

La logica che guida i nostri interventi non è quella delle soluzioni “date”, ma delle soluzioni “trovate insieme” a chi vive il problema; non è quella delle strategie univoche e prefabbricate, ma quella dell’ascolto e della comprensione. Affiancare i soggetti in difficoltà significa infatti saperne sollecitare le risorse e le potenzialità inespresse, affinché essi stessi possano progressivamente divenire artefici del proprio benessere. Ascoltare le istanze emergenti dalla comunità sociale e valorizzarne le competenze ci sembra infatti il primo, fondamentale, passo per varcare la soglia del cambiamento.

Sulla base di questa istanza e nella consapevolezza dello specifico ruolo politico che ci contraddistingue è nostra intenzione impostare il lavoro in modo da favorire:

  • la partecipazione alla programmazione e alla gestione degli interventi da parte delle persone coinvolte in essi, nei modi e nelle forme idonei in ogni specifico contesto.
  • la conoscenza e la verifica da parte della comunità sociale sul nostro operato attraverso gli strumenti del bilancio sociale o di altre forme di rapporto pubblico sugli esiti del nostro lavoro.
  • l’inserimento nella cooperativa come soci volontari delle persone interessate a portare direttamente il loro contributo allo sviluppo della cooperativa.
  1. ADESIONE AL CODICE ETICO DELLA COOPERAZIONE 

La cooperativa aderisce al Codice etico della cooperazione definito da Confcooperative, che prevede tra i suoi principi fondamentali: Gestione democratica e partecipata, parità di condizioni tra i soci, trasparenza gestionale, attenzione alle dimensioni, territorialità, specializzazione, valorizzazione generalizzata delle risorse umane, collaborazione ed integrazione tra cooperative.