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La nuova foglia

Lieve era una giovane foglia di quercia. Era nata dal germogliare di una nuova profumata primavera. Era l’ultima foglia di quella quercia e si trovava lassù, più in alto di tutte. Da lì vedeva la maestosità dell’albero secolare, la sua crescita di tante primavere. Stare così in alto, avere la coscienza di tutta la storia di quell’albero le creava spesso un senso di vertigine. In più, essere l’ultima foglia della quercia la faceva sentire in soggezione con le altre foglie più mature, anche se di loro si fidava e si affidava per sapere come vivere la sua vita di foglia. Essendo in alto era la più esposta alle intemperie di vento e pioggia, ma era anche scaldata dall’amico sole, che giorno dopo giorno la faceva crescere sana e forte. Inoltre, con le altre amiche foglie più giovani, danzava con leggerezza, muovendo l’imponente chioma della quercia, la quale seppur ben radicata alla terra, grazie a loro era sempre in movimento. Ogni tanto sentiva la curiosità di parlare con l’estremità opposta della quercia, ovvero con le sue radici e la terra. “È da lì che è nato tutto”, pensava; “è grazie a loro se sono nata e mi trovo a sorvegliare la crescita dell’albero”. Così un giorno, spinta dalla curiosità e anche dalla paura di dover rimanere così in alto, Lieve decise di lasciare la chioma e di farsi accompagnare da vento a parlare con la terra e con le radici. Era piena di domande da fare. “Come devo vivere la mia vita da foglia? Sto andando bene? Voi che conoscete da decenni Quercia, mi potrete consigliare sicuramente.” Queste erano le domande che ogni giorno pensava tra sé. Vento, da sempre caro amico delle foglie, vedendola così in pena decise di accompagnarla; aveva sentito per tanti giorni la fogliolina turbata, piena di questioni da affrontare e volle aiutarla. Così con una grande soffiata la staccò dal ramo e la fece scivolare fino a terra. 

“Perché sei qui? Non è ancora il momento di cadere su di me!”, disse terra.

“Ehm, hai ragione cara terra, ma avevo bisogno di parlare con te e con radici”, rispose la fogliolina.

“Di cosa?”

“Di me! Della mia vita, del mio destino, della mia storia qui con Quercia!”

D’un tratto le radici, assopite dal cinguettio degli uccelli e dal tepore di quella giornata assolata, si svegliarono.

“Il tuo destino? La tua storia? Quali sono le tue paure Lieve? Ogni foglia vive la sua vita senza farsi tante domande, perché è inscritto nella sua materia quale sarà il suo percorso. Voi foglie nascete, vivete e poi col freddo cadete!”, così parlarono le radici. 

“Certo, questo mi è chiaro.”, rispose Lieve. “So cosa spetta a qualsiasi foglia. Ma io, Lieve, proprio su questo albero, che cosa devo fare? Non voglio che il mio compito sia così scontato. Ho bisogno di sapere esattamente come vivere prestando cura e attenzione al mio compito”.

Radici e Terra sorrisero compiaciute. Che foglia coraggiosa. Rischiare la sua preziosa vita per scendere a parlare con loro di un compito così scontato, per poterlo portare a termine con dedizione. 

“Cara Lieve”, dissero, “tu sei scesa qui, alla base di Quercia, qui dove tutto è iniziato, pensando di trovare una risposta saggia, data dall’esperienza, dai decenni di vita che abbiamo vissuto assieme a quest’albero. Ma non è così. è la tua giovane vita, Lieve, il tuo sguardo incontaminato che racchiudono una preziosa ricchezza. Tu dall’alto, cara fogliolina nuova, hai la possibilità di vedere la storia di Quercia in tutto il suo sviluppo, così come noi la vediamo dal basso. Ma tu hai anche la fortuna di vedere quello che arriverà, il nuovo e possibile”. 

Lieve era senza parole. La sicurezza che cercava era nelle sue punte tonde di nuova fogliolina, il destino di Quercia dipendeva anche da lei. Così salutò terra e radici e tornò al suo posto. Da quel giorno, con l’aiuto di vento, parlò spesso con radici e terra, facendosi raccontare mille storie sulle avventure passate di Quercia, e in cambio donava loro parole sulla bellezza del calore del sole, della freschezza del vento, della frizzantezza della pioggia, dell’infinito orizzonte. Tutto quello che per loro era diventato un lontano ricordo era per lei il suo destino, il compito di giovane foglia.