Famiglia, Servizi e comunità insieme per il rientro a casa dei minori allontanati
Tandem è un progetto sperimentale, frutto della collaborazione tra gli operatori del S.S.d.F. del Comune di Milano e gli educatori delle comunità Comin: l’azione 1 del progetto Orsa maggiore.
Nasce dalla considerazione che i rientri in famiglia dei minori allontanati sono sempre più difficili e le permanenze in comunità sempre più lunghe. Ciò appare dovuto anche alle difficoltà che si incontrano nel lavoro con le famiglie d’origine: spesso gli interventi sociali e clinici non sono affiancati da un intervento di accompagnamento educativo che sostenga i genitori nella sperimentazione concreta di nuove modalità relazionali con i figli, di una diversa organizzazione familiare, di più efficaci relazioni sociali. (Vedi Progetto Tandem – ipotesi di modello operativo oppure più in sintesi di depliant di presentazione)
L’azione di Tandem prende forma al momento della decisione del rientro in famiglia e si conclude dopo un’opportuna fase di sostegno al ricongiungimento avvenuto. Non valuta il rientro che è una decisione già presa dal servizio sociale, condizione indispensabile per la partecipazione al progetto. Tandem si allea con la prospettiva del rientro e quindi con la famiglia: accompagna la famiglia a riconoscere e a valorizzare le proprie risorse oltre a quelle presenti intorno ad essa nel territorio.
“Il Tandem che dà il nome al progetto è una delle immagini che può sintetizzare il senso e l’importanza del lavoro per accompagnare il rientro del minore in famiglia: una bicicletta a più posti, dove i genitori pedalano e guidano il mezzo nella direzione più opportuna; dietro persone che pedalano quando la salita è più dura, spingono sui pedali, tirano fuori dalle tasche pezzi di ricambio e vitamine, suggeriscono inclinazioni più efficaci, ricordano la linea dell’orizzonte” (vedi il piacevole articolo per la rivista Tutela dei minori alla cui lettura rimandiamo).
Il progetto opera in tre luoghi: la comunità per creare un ponte tra le case che ha abitato il minore; la casa della famiglia d’origine, per aiutare i genitori a preparare il rientro e per monitorare con essi l’inserimento in un territorio e in una rete sociale; eventualmente la sede del progetto, un “luogo terzo” dove poter sperimentare nuove modalità di relazione ed elaborare strategie educative.
Il lavoro è condotto da una coppia di educatori, uomo e donna. Stabilendo una relazione improntata sulla chiarezza dei rapporti e delle funzioni degli operatori e successivamente sulla fiducia, i facilitatori educativi pongono al centro dell’attenzione il momento del rientro a casa dei minori allontanati, analizzando rispetto al nucleo nel suo insieme:
- la storia familiare anche attraverso la costruzione e l’analisi della mappa familiare;
- i modelli genitoriali impliciti ed espliciti;
- gli elementi di forza e di debolezza che caratterizzano il nuovo nucleo familiare, ponendo attenzione anche alle possibili risorse della famiglia allargata;
Rispetto alle relazioni genitori-figli si completa l’analisi della situazione attraverso un lavoro di riflessione condiviso con i genitori intorno a:
- i bisogni che i figli esprimeranno;
- le aspettative reciproche;
- i “falsi miti” ispirati dal rientro in famiglia.
Gli strumenti usati per raggiungere questi obiettivi educati sono diversificati:
- i colloqui sono necessariamente uno strumento importante: generalmente avvengono con la coppia dei genitori, assieme o a volte anche separatamente. Possono essere aperti anche ai figli, ad altri fratelli o ad altre persone della famiglia allargata, oppure alla comunità, ai servizi sociali …
- attività di gioco simbolico (a titolo esemplificativo: la casa dei bambolotti, le marionette, la creazione di maschere e la realizzazione di paesaggi con la creta…);
- giochi psicopedagogici per adulti, bambini, gruppi. Ci piace ricordare il Gioco di Tandem, un gioco da tavola progettato come forma di verifica e riprogettazione dell’intervento, con cui si sintetizzano risorse, fragilità, attese, strategie di superamento delle difficoltà … Il tutto giocato dinamicamente tra genitori e figli con l’aiuto di un tabellone, pedine e carte.
L’azione principale di Tandem si svolge attraverso la Concretezza del fare (vedi documento nella sezione approfondimenti) attraverso la gestione condivisa di aspetti della vita quotidiana: la spesa, cene assieme, organizzazione domestica, esplorazione delle risorse aggregative e di benessere presenti nel territorio anche con il figlio, gestione del tempo libero …
L’ultima fase dell’intervento è dedicata all’attivazione di risorse territoriali che rispondono a bisogni espressi (oratorio, scout, attività sportive…) e all’eventuale accesso consapevole a servizi erogati dall’Ente Pubblico (assistenza domiciliare, semiconvitto…), parte integrante del progetto che la famiglia ha elaborato per sé.
Il progetto ha anche la funzione di facilitare la comprensione e l’avvio di eventuali interventi di sostegno psicologico previsti dal decreto del TM.
Anche se già evidenziato è bene sottolineare come Il Servizio Sociale della Famiglia del Comune di Milano, sia a livello centrale attraverso i Coordinatori che con le singole Assistenti Sociali titolari dei casi presi in carico, è partner privilegiato di Tandem. La collaborazione si esplicita a livello generale attraverso la valorizzazione del progetto come risorsa utile nella gestione dei casi; nel momento in cui Tandem si fa carico di una situazione di rientro la collaborazione avviene con la singola assistente sociale attraverso le riunioni di presentazione degli educatori alla famiglia, la gestione delle riunioni di rete, le attività di monitoraggio e valutazione, anche insieme alla famiglia.
Uno dei frutti preziosi del progetto è stato aver favorito lo sviluppo di cultura e di competenze specifiche nel lavoro di sostegno alla genitorialità multiproblematica. Importante il lavoro di formazione specifica per gli operatori del settore: vedi ad esempio Percorso formativo per educatori di comunità, Assistenti Sociali e operatori del Progetto, svolto tra ottobre 2002 e febbraio 2003.
Forte è stato l’interesse culturale registrato intorno agli esiti del progetto attraverso la richiesta di relazione a convegni (oltre al Convegno di Orsa Maggiore “Io con chi” di cui puoi consultare il già citato contributo, riportiamo come esempio anche l’intervento al convegno RI- COSTRUIRE GENITORIALITA’) oppure la pubblicazione di articoli su riviste specializzate: ricordiamo qui il sopra citato articolo per la rivista Tutela dei minori e quello pubblicato su Animazione sociale.
Tandem ha potuto continuare il proprio intervento anche dopo la conclusione del progetto 285 attraverso finanziamenti da parte di altre istituzioni (vedi ad esempio il Progetto presentato alla Fondazione Umanamente), fino a diventare azione specifica prevista dal Progetto delle nostre comunità da attuare su richiesta del servizio quando ritenuta utile per rendere possibile il rientro in famiglia.
