Cercheremo di accennare alcuni dei valori che hanno determinato la nascita della nostra cooperativa, riportando brani di documenti usati all’inizio per far conoscere la proposta della COMIN.
Responsabilità dell’individuo nei confronti dei problemi sociali
“Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità” (Art. XIX della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo – Assemblea Generale Nazioni Unite – dicembre 1948)(Cfr. documento no.3)
“La Cooperativa Comin per statuto è fondata sull’interesse di ogni cittadino per la salvaguardia della comunità sociale e si ispira ai principi della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (ONU 1948)” (Cfr. documento no.4).
Responsabilità sociale nei confronti dei minori
“Tutti abbiamo la consapevolezza che dipende da noi procurare oggi ai bambini un’esistenza serena perché possano garantire domani un buon futuro per tutti. Chi ha coscienza di essere membro della famiglia umana non può sottrarsi ai doveri nei confronti dei bambini, a maggior ragione verso quelli di loro che per il tradimento dei loro stessi genitori o per disgrazia, si trovano discriminati da un incolpevole inappagato bisogno di amore e di mezzi”(Cfr. documento no.3).
In particolare per i soci era importante che la comunità garantisse un impegno personale: “Un fatto reale: […] si tratta di tre bambini che, per motivi gravi di diversa natura, sono stati allontanati dalla propria famiglia di origine con decreto ingiuntivo del Tribunale dei Minorenni e che erano destinati all’orfanotrofio: In tal caso i due fratelli naturali, essendo maschio e femmina, sarebbero stati separati e assegnati a due diversi istituti”(Cfr. documento no.3).
Garantire una crescita più serena ed una positiva integrazione sociale ai minori in difficoltà allontanati dalla famiglia
“Garantire un clima accettante, comprensivo e caloroso, riconosciuto di fondamentale importanza per la crescita del minore; garantire un inserimento dei minori in un sistema di relazioni emotive ed affettive qualificanti; garantire una caratteristica di spontaneità sempre maggiore nelle relazioni interpersonali; costruire una possibilità per i minori di attuare delle scelte fra una gamma vasta di riferimenti” (Dal verbale di Assemblea del 24/03/1979).
Attuare una concreta alternativa all’istituzionalizzazione unitamente ad un impegno di denuncia sociale
“Scopo: nello spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite intervenire direttamente ed indirettamente a favore dei minori comunque bisognosi.
1) direttamente: organizzando piccole convivenze familiari per il mantenimento e la preparazione alla vita fino alla completa autonomia dei bambini privi di condizioni adeguate.
2) indirettamente: promuovendo, attraverso un movimento d’opinione aconfessionale, apartitico e aclassista, un organismo di rappresentanza della categoria dei minorenni bisognosi per la rivendicazione dei loro diritti nelle sedi politiche amministrative e sindacali. Nell’attività di tale movimento rientra lo studio conoscitivo del problema e della situazione dei minori bisognosi, la de nuncia e il ricorso alla pubblica opinione con un’azione di sensibilizzazione al fine di ottenere consensi e mezzi per interventi migliorativi”(Cfr. documento no.3).
Quale impegno è richiesto ai soci
– alla portata di chiunque (e non solo prerogativa di esperti)
“La molteplicità e la diversificazione dei ruoli, che in essa (l’iniziativa Comin) sono necessari e concorrono al pieno raggiungimento del suo obiettivo, con sentono ad ognuno di assumersi un impegno commisurato alle proprie reali possibilità e predisposizioni”(Cfr. documento no.3);
– svincolato da qualsiasi preclusione di tipo confessionale o partitica
“Tutti possono diventare soci(Cfr. documento no.3);
– serio e vincolante nei confronti del minore
“Poiché il diritto primario dei bambini bisognosi è quello della sicurezza in termini globali, va da sé che chi si è impegnato sotto qualsiasi forma per dargliela, non può tranquillamente “abbandonarli” ancora una volta con defezioni e assenteismi epidermici”. ” L’amicizia autentica presuppone condivisione e scambio. Ogni altro rapporto
di tipo caritativo non è che speculazione dannosa ai bambini”(Cfr. documento no.3).
Cooperativismo
“La formula cooperativistica è stata preferita ad altre (associazione, ente morale ecc.) perché tra gli strumenti giuridici a disposizione dell’iniziativa privata, questo risulta il più democratico, comunitario e amministrativamente inequivocabile”.
“L’opera della Cooperativa si qualifica e si basa sulla collaborazione diretta e personale di tutte le sue componenti che nel loro insieme devono tendere a realizzarsi e a porsi nei confronti dei minori come comunità portante”(Cfr. documento no.4)(Cfr. documento no.5).
Collaborazione con l’ente pubblico
“La Comin 1 […] organizza e gestisce piccole comunità […] in collaborazione con enti pubblici assistenziali”. “La Cooperativa tende ad avere dalla Pubblica Amministrazione il rimborso dell’intero costo di mantenimento delle comunità, facendo consistere e qualificando il proprio apporto più in termini di persone e di disponibilità umane che di capitale”(Cfr. documento no.3).
Ripetibilità
” La maniera con cui l’iniziativa è stata impostata e si articola sul piano strutturale e operativo, […] lascia supporre e sperare in un’estensione facilmente realizzabile. La formula Cooperativa, è ripetibile e attuabile ovunque esista una comunità di persone mature, responsabili e pronte ad impegnarsi seria mente””L’opera della Cooperativa si qualifica e si basa sulla collaborazione diretta e personale di tutte le sue componenti che nel loro insieme devono tendere a realizzarsi e a porsi nei confronti dei minori come comunità portante”(Cfr. documento no.4).
