Abbiamo concluso l’articolo precedente facendo riferimento all’impegno culturale e politico messo in campo per superare la deriva vissuta nella gara d’appalto per il servizio di ADM, impegno che possiamo definire come prioritario per la cooperativa, in quegli anni. Non si trattava solo di difendere la sopravvivenza di un servizio a noi caro, quanto la possibilità stessa di operare validamente nelle situazioni di disagio sociale, di evitare che la marginalità potesse diventare campo di speculazione economica. Si ritenne opportuno coinvolgere in questa denuncia le nostre reti di appartenenza, anche per non essere esposti in prima persona, in quanto ente gestore. Il momento più significativo può essere identificato nella giornata seminariale organizzata dall’area Lombardia del CNCA, con la collaborazione con la Caritas Ambrosiana, il 19 maggio del ‘95 dal titolo La gara d’appalto nei servizi alla persona (vedi dépliant di presentazione della giornata seminariale). Rimandiamo per un approfondimento alla lettura di un documento sul tema redatto dall’Area Lombardia del CNCA in preparazione dell’evento (vedi documento 56). Rimandiamo anche alla consultazione di Cominforma, uno strumento di comunicazione interna, più agile, che nel frattempo si era sostituito a Cominciance. Si afferma in quella sede che “l’affluenza di pubblico, la pregnanza delle relazioni e la partecipazione con cui sono state seguite questa giornata ha contribuito a sollevare e sviscerare il problema, evidenziandone i molteplici aspetti e le relative implicazioni. Cooperative e pubblici amministratori tra i presenti” (vedi cominforma n.3-4, giugno ’95).
La consapevolezza di dover superare questa deriva si diffuse progressivamente e produsse risultati istituzionali. La Regione emise linee guida per la gestione degli appalti e diverse amministrazioni cominciarono a bandire gare con il sistema dell’Appalto concorso.
Tra queste il comune di Paderno Dugnano che nella primavera del 1995 bandì una gara d’appalto per l’assegnazione del servizio di assistenza domiciliare socio educativa rivolta a minori mediante la procedura di appalto concorso, che avrebbe basato la scelta sulla base dei seguenti parametri e relativi punteggi:
- Corrispettivo richiesto fino a punti 45;
- Esperienza nel settore fino a punti 10;
- Organizzazione della cooperativa con particolare riguardo alle figure professionali impiegate ed alle garanzie di continuità offerte dalle stesse fino a punti 20;
- Valutazione del progetto presentato finalizzato alla benefica realizzazione del servizio fino a punti 25. (vedi capitolato di gara)
A partire dal contenuto del bando e dalla scelta di voler ampliare il proprio servizio di ADM, anche al di fuori del comune di Milano, Comin decise di partecipare a questa gara d’appalto. Comin fu scelta ed iniziò quindi a gestire il servizio di ADM in collaborazione con il comune di Paderno Dugnano.
L’impostazione della gara rappresentò una radice buona di un buon albero. La collaborazione con l’amministrazione di Paderno nella gestione del servizio fu proficua e profonda fin dal principio. Aumentò la constatazione del malessere sociale dei ragazzi e delle loro famiglie e aumentò la capacità dell’amministrazione di farsi carico di molte situazioni. Partirono inoltre interventi collaterali al servizio domiciliare. Particolarmente significative furono le collaborazioni proposte alle scuole congiuntamente dall’amministrazione comunale e da Comin. Citiamo come esempio quanto si legge all’interno del progetto Scuola famiglia servizi sociali: intervento di rete (vedi approfondimento): “riteniamo ormai proponibile, a completamento ed integrazione dell’intervento domiciliare, interventi all’interno della scuola laddove risultino carenti i sostegni familiari e la rilevazione di elementi di rischio per i minori renda necessaria una focalizzazione dell’attenzione sui loro bisogni affinché la scuola, primo importante banco di prova sociale, non si trasformi in una esperienza frustrante e fallimentare che aggiunge disagio a disagio.”
Diverse scuole del territorio avviarono la collaborazione su queste basi e nel corso degli anni si svilupparono diversi progetti, con un approccio specifico legato alle situazioni di disagio sociale e scolastico. Possiamo definire alcuni filoni specifici che si svilupparono fin dai primi anni:
- progetti a gruppo e interventi individuali nelle scuole medie, con gli obiettivi di stimolare le potenzialità e le risorse inespresse, incentivare la motivazione e la partecipazione, favorire l’integrazione nel gruppo dei compagni, per arrivare a proporre percorsi scolastici alternativi inseriti nel programma individuale;
- interventi di rilevazione precoce del disagio attuati nelle scuole materne e nei primi due anni delle scuole elementari. Si trattava di laboratori con un piccolo numero di partecipanti, basati per lo più sul gioco a partire dalla lettura di una psicofiaba. Le osservazioni del conduttore del laboratorio venivano confrontate in un’equipe mensile con gli altri operatori.
La presenza della nostra cooperativa a Paderno si protrasse per molti anni, in modo fecondo. I progetti nelle scuole proseguirono, anche in forme nuove. Partirono inoltre progetti a gruppo, e come dimenticare il convegno per il decennale dell’ADM a Paderno dal titolo Violazione di domicilio? e non ultima la bellissima esperienza del Carcatrà. Ma di tutto questo ci sarà modo di parlarne più avanti.
