Nel 2024 il Comune di Milano ha deciso di inserire gli sportelli WeMi nelle Case di Quartiere.
Cominciamo a dire cosa sono le Case di Quartiere.
Si tratta di una ridenominazione dei Centri Socio Ricreativi Culturali (CSRC) per anziani distribuiti in ogni municipio della città. Non è però un semplice cambio di nome. L’intento dell’Amministrazione è quello di rendere queste case davvero aperte ai cittadini, a partire dal fatto che la gestione dei CSRC era attuata in maniera un po’ chiusa dal gruppo di anziani che la frequentavano. Si tratta di un processo lungo che qui riportiamo necessariamente in maniera molto sintetica. Anni fa, sopratutto per motivi burocratici, si era reso necessario chiedere agli anziani che frequentavano gli spazi di costituirsi in APS, con le conseguenti complessificazioni gestionali. Anche questo non era risultato sufficiente per gestire spazi pubblici in modo corretto sul piano legale.
Ora, come detto, l’amministrazione vuole esplicitare la necessità di apertura anche nel nome ed identifica la presenza degli sportelli WeMi in questo luogo come uno degli strumenti per realizzare una Casa di quartiere davvero aperta ai cittadini. Un mandato piovuto dall’alto, di complessa attuazione e denso di contraddizioni e di inciampi come cercheremo di spiegarvi. Comunque abbiamo cercato di gestire in modo dialettico ma con convinzione, a partire dalla partecipazione alla co progettazione che il comune di Milano ha avviato nel 2024.
Per attuare questo processo il Comune ha proposto di costituire un’Ati in ogni Municipio. Nel nostro caso l’Ati è composta da Comin, che funge da capofila, oltre alle 4 Ati che sono attive nelle 4 case di quartiere. Nel nostro municipio ci sono infatti 4 Case di quartiere: Sant’Uguzzone, quasi a Sesto, Villa Finzi, Trasimeno, al quartiere Adriano e Sammartini.
Come detto, il nostro ruolo all’interno dell’Ati è piuttosto complesso in quanto ci viene assegnato il compito di stimolare l’apertura al quartiere e di favorire la partecipazione dei cittadini, anche attraverso la facilitazione dell’emersione di nuove proposte operative: un compito non sempre accolto in modo positivo dagli anziani che spesso troviamo chiusi nei propri schemi ma che ci offre anche la possibilità di incontrare qualche cittadino e qualche associazione aperti positivamente all’attività e portatori di nuove proposte. Un elemento che rende più difficile l’attuazione di questo mandato è che non viene riconosciuta alcuna risorsa economica per gestire questa funzione (che comprende anche aspetti amministrativi), oltre a quanto strettamente necessario per la gestione degli sportelli e il loro coordinamento. È una contraddizione che solleviamo e che deve essere risolta.
Tornando agli sportelli WEMI: il finanziamento assegnato prevede la gestione di due sportelli.
Al momento solo uno di essi è già inserito in una Casa di quartiere, nello specifico in quella di Via S. Uguzzone. L’altro sportello è ancora attuato in via Pimentel, alla Madia, anche se appena possibile si sposterà in una delle altre Case di Quartiere: probabilmente in Villa Finzi, dove si stanno per operare piccole opere di sistemazione.Un fatto positivo per la nostra operatività e di poter coordinare i nostri interventi con Qubi che ha anch’esso una struttura municipale e in particolare con l’Assistente sociale di comunità del Municipio 2. In questo riusciamo ad integrare le risorse e le possibilità. Importante ad esempio la collaborazione con il progetto ReciproCittà, sviluppato all’interno dell’azione di QuBi: un progetto che favorisce l’aiuto reciproco tra le famiglie portatrici di bisogni e che sta facendo emergere nuove energie e nuove risorse davvero belle.