
La storia del servizio “Spazio Tamias” inizia nel 2019 quando, tra diversi operatori interni al servizio di educativa domiciliare e scolastica di Comin, emerge la necessità di trovare una nuova modalità per contattare quei giovani che per fobia sociale o scolare si ritirano dalla vita sociale e non sono agganciabili con gli strumenti a loro conosciuti e disponibili.
Si è pertanto iniziato a ipotizzare e sognare un centro diurno ad hoc con diverse specifiche, finalità e valenze adatte a queste situazioni.
L’idea di un servizio capace di accompagnare passo passo il ragazzo dalla cameretta al mondo ha preso così la sua forma: una forma poliedrica e sempre cangiante che ancora continua a rigenerarsi in una circolarità continua tra progettazione dell’equipe e bisogni dei ragazzi conosciuti e accolti dalla stessa.
Con il 2020 il gruppo di lavoro si definisce e i soci Comin interessati si trovano in una situazione particolarmente interessante: la pandemia e i seguenti momenti di chiusura portano a incontrarsi a distanza con degli strumenti che diverranno poi consueti, ma che al momento portano a ipotizzare che il lavoro a distanza non sia solo un palliativo in attesa di tornare a un prima che non sarà più, ma bensì un preciso e potente strumento per lavorare con i nostri futuri ragazzi.
Il Servizio per giovani in situazione di ritiro sociale volontario “Spazio Tamias” nasce dal confronto con l’Azienda Speciale Consortile SER.CO.P con cui si condivide l’esigenza di elaborare forme di lettura e intervento sul fenomeno.
Comin, a seguito di tale sinergia di intenti, presenta all’azienda consortile istanza formale per avviare percorsi di programmazione funzionali a investimenti in quest’ambito.
Con numerose battute di arresto e continui tentativi sempre mutevoli in base alle diverse soggettività e situazioni in essere, si arriva ad avere un gruppo di ragazzi stabile, in parte coeso (al netto delle inevitabili fatiche individuali dovute all’ansia sociale caratteristica di tali soggetti) e ad una progettazione di attività di gruppo che consentono ai giovani accolti esperienze prima difficili da pensare idonee alla loro situazione di ritiro.
Parallelamente l’equipe lavora con e per le scuole anche nell’ottica di una modellizzazione dell’intervento che sviluppi una collaborazione aperta e connotata da totale plasticità e visione del contesto (in cui entra sia la specifica situazione del minore che della scuola) così da agevolare il più possibile una ricollocazione dei ragazzi accolti nel sistema scolastico-formativo.
Ad oggi il servizio “Spazio Tamias” e i suoi operatori (Alessandro, Giulia, Riccardo e Serena) proseguono questa sfida, ricca di momenti di empasse come di grande soddisfazione insieme e in scia al sentire dei loro ragazzi, sempre a rischio di cadere ma sempre destinati al mondo.