Una riflessione sul senso e gli obiettivi del lavoro dell’operatore di rete nell’ambito della rete di famiglie affidatarie dell’ASSOCIAZIONE LA CAROVANA
OBIETTIVO: condividere in Carovana la figura dell’operatore di rete nel modello di gestione dell’affido
PREMESSA: Quale rapporto Comin – La Carovana?
Ci sembra opportuno cercare di precisare come premessa a questo documento qual è il tipo di rapporto costruito tra Comin e La Carovana in questi anni.
La Carovana – famiglie accoglienti in movimento ha come scopo principale sostenere e rafforzare l’azione di famiglie che aprono la porta di casa all’accoglienza e di valorizzare il loro sguardo e i punti di vista specifici nelle azioni di accoglienza: non solo risorsa ma partner. La Carovana è composta da famiglie e i sostegni professionali ritenuti necessari nel supporto alle famiglie li trova al proprio esterno. Nell’ente pubblico, nel ruolo di committente responsabile (oppure di partner istituzionale) e in organizzazioni professionali nel sostenere le famiglie come scelta autonoma. Questo sostegno professionale nel corso degli anni è stato fornito dalla cooperativa Comin.
Ma è per prima cosa opportuno precisare un dato di fondo della relazione costruita in questi anni tra Carovana e Comin: non si è costruito un rapporto di consulenza tra famiglie e professionisti ma di sostanziale partnership progettuale, potremmo dire di partnership politica. La presenza dei due enti, passo dopo passo, nel mondo dell’affido, a partire dalle specificità di ciascuno, è stata costruita assieme in modo congiunto, con una strategia condivisa. Questa scelta ha poi trovato una concretizzazione molto forte nell’aver costruito assieme il servizio di Affido accompagnato la cui Carta del servizio è appunto a titolarità condivisa.
Non si tratta di dire in questo documento solo che cosa le famiglie si aspettano dall’operatore delle proprie reti ma di unire gli sguardi specifici di famiglie e operatori per dare fisionomia condivisa al servizio che stiamo costruendo, nel delineare il ruolo dell’operatore delle reti, da noi considerate uno dei cardini del modello.
Riteniamo che il cammino fatto assieme tra Comin e La Carovana sia un cammino con tratti specifici e possiamo dire anche innovativi, che valutiamo virtuosi e che dicono sul modo di porsi, nel sistema di cura, delle famiglie e di professionisti del sociale in modo efficace e generativo. Secondo noi, nei fatti, questa storia comune sta producendo buoni risultati.
E di questo siamo entrambi fieri noi come famiglie di La Carovana e Comin come cooperativa sociale.
LA RETE
Per individuare il senso e il ruolo dell’operatore di rete nell’ambito dell’esperienza dell’affido ci sembra importante prima condividere anche il senso e il ruolo della rete.
La rete ti prende in affido perché è il primo luogo accogliente per la famiglia affidataria.
La rete ha una funzione di cittadinanza attiva, va oltre la partecipazione ai gruppi del servizio affidi. La specificità della rete è esserci per gli altri oltre che per sè.
La rete è lo spazio che può promuovere il senso dell’affido e dell’accoglienza, come compito specifico. La rete è composta anche da famiglie che non hanno in atto esperienze di accoglienza, perché le hanno concluse, perché si stanno ancora interrogando o perché hanno deciso di sostenere una realtà di questo tipo.
La rete è luogo di pari (adulti interessati e impegnati nell’accoglienza in famiglia) e caratterizzata da una grande eterogeneità (ognuno con la propria specificità di esperienza e di ruolo sociale): il collante è la relazione che si sviluppa tra i membri.
La rete è luogo di condivisione e rielaborazione di esperienze sull’affido, che poi generano cambiamento. Questo aspetto e’ sostanziale come processo di crescita: la “responsabilità comunitaria dell’affido”.
Accoglie e abbraccia perché le famiglie possono portare le ambivalenze e le emozioni profonde che difficilmente portano in contesti formali. Possono sfogarsi, raccontare episodi drammatici e possono anche riderne pur essendo consapevoli della serietà della situazione…“saper ridere delle proprie disgrazie è un’arte”
E’ cassa di risonanza e moltiplicatore delle gioie per i passi positivi dei minori accolti, “i bimbi e i ragazzi coinvolti nell’affido in una famiglia sono un po’ i figli di tutta la rete”
Protegge e cura dal giudizio che le famiglie possono sentire rispetto al proprio modo di essere, di vivere e gestire l’accoglienza. Protegge e cura nella frustrazione, nel senso di inadeguatezza e dal rischio di ripiegarsi sul proprio ombelico. La rete accompagna e aiuta ad attraversare momenti di insuccesso e a ripartire
E’ racconto e ascolto: è un momento in cui le famiglie possono uscire dal quotidiano e raccontare le situazioni che vivono, in pieno ascolto. Questo ascolto spesso è un riscontro, un punto di vista diverso che può alleggerire o aiutare a staccare per ritornare nella situazione con uno sguardo diverso, con nuove consapevolezze.
Nella rete si parla tutti ed è importante garantire spazi e tempi per ciascuno, rispettando anche la libertà di non doversi esprimere sempre.
Dopo l’incontro si torna a casa più leggeri
La rete assume come compito specifico la diffusione e lo sviluppo di scelte di accoglienza nelle famiglie del proprio territorio, con la testimonianza o con l’organizzazione di eventi specifici.
La rete è un’esperienza di autopromozione. Una rete di Carovana ha anche una dimensione associativa
Motore della rete è intercettare le risonanze degli altri, tutti gli altri: i presenti in rete ma anche i minori in affido e i figli naturali, le famiglie d’origine, gli assistenti sociali, gli operatori ecc.
La rete delle famiglie e il suo rapporto con la rete più ampia del welfare La rete di famiglie è il luogo in cui si possono formulare/si impara a formulare le domande su leggi, diritti (scuola, salute, assegni familiari, ecc.), opportunità di socializzazione, pratiche burocratiche e dove si possono condividere le buone e le cattive prassi, che aiutano ad orientarsi poi fuori. Non è il luogo dove si trovano tutte le soluzioni, ma è il luogo che accompagna a orientarsi per trovare soluzioni e prendere decisioni fuori.
L’OPERATORE DI RETE
L’operatore di rete è il professionista che vive la rete insieme alle famiglie; può essere educatore, assistente sociale o psicologo; è colui che aiuta a dipanare le questioni portate dalle famiglie. Una rete può anche avere due operatori, soprattutto in fase iniziale o per scelta dei propri membri.
L’operatore di rete è colui che sostiene, supporta, consapevole che la centralità è sulla rete e non sull’operatore.
L’operatore può essere colui che convoca e coordina ma anche le famiglie sono parte attiva di questo lavoro. L’operatore agisce come connettore, facilitatore.
E’ colui che può aiutare a fare sintesi perché conosce le storie, è un riattivatore di senso: aiuta a ricostruire il senso del progetto ad ogni incontro e sostiene le famiglie, valorizzandone le risorse.
L’operatore si inserisce nella rete rispettando la specificità della rete stessa e garantisce un contributo tecnico non solo durante l’incontro di rete. L’operatore sostiene le famiglie non solo su aspetti educativo-relazionali ma anche su questioni burocratiche (documenti, contributi, etc..). L’operatore non deve avere tutte le competenze tecnico-burocratiche ma deve saperle decodificare e contestualizzare, così da orientare le famiglie nel formulare la questione direttamente a referenti tecnici esterni.
L’operatore vive la rete in una dimensione di reciprocità: la rete diventa luogo di apprendimento anche per l’operatore che porta il punto di vista delle famiglie anche nei propri ambiti professionali.
L’operatore si occupa del raccordo con l’equipe multidisciplinare (Selezione, Abbinamento e Monitoraggio e i partner educativi) per favorire la circolarità di informazioni e per sostenere con più forza le situazioni di affido e eventualmente orientare alla rete più ampia: servizi sociali, professionisti esterni o altri supporti.
Gli operatori di rete delle diverse reti di Carovana hanno momenti di raccordo per affinare un metodo comune e scambio.
Gli operatori di rete avranno un costante rapporto con La Carovana tramite la presenza fissa di almeno un operatore nel Direttivo di Carovana e attraverso momenti allargati con le famiglie di Carovana (es. seminario/formazioni)
L’operatore può affiancare il referente della rete per la formazione e l’inserimento delle famiglie nuove
L’operatore accompagna la rete nei suoi rapporti con i Servizi e con i soggetti istituzionali.
L’operatore di rete può avere stili diversi di conduzione e accompagnamento.
Per una sintesi delle competenze dell’operatore di rete:
- Capacità “maieutica” nei confronti della Rete (l’operatore fa emergere quello che la Rete è in grado di esprimere);
- Capacità di valorizzare le competenze personali e professionali dei componenti della Rete;
- Capacità professionale specifica: capacità di lettura psico-pedagogica delle dinamiche con i ragazzi accolti, lettura delle dinamiche di gruppo, valorizzazione dei momenti informali;
- Disponibilità ad ascoltare, incontrare e attivarsi per i bisogni emersi in rete, sia della singola famiglia che del gruppo;
- Sostegno alle famiglie nell’orientamento e nella connessione con la rete di soggetti/istituzioni per rispondere a bisogni di varia natura (tempo libero, welfare, scuola, salute, diritti di cittadinanza-permanenza sul territorio, ecc.), veicolando e promuovendo iniziative e informazioni interne alla rete e presenti sul territorio locale e nazionale
Le competenze trasversali e professionali Le competenze professionali necessarie per supportare le famiglie nell’affido non sono solo psico-socio-educative, ma anche tecnico-burocratiche (a livello di orientamento e accompagnamento, …). Pertanto è importante che oltre all’operatore di rete le famiglie possano contare su una equipe multidisciplinare, che risponda ai bisogni dell’affido nelle sue molteplici dimensioni: educativa, culturale, sociale, legale, ecc.
