Nuovi documenti istituzionali: unitarietà e qualità condivisa
La costituzione delle Unità territoriali ha reso necessario dare ulteriore impulso al processo di ripensamento già in atto allo scopo di facilitare la costruzione del progetto cooperativo unitario. Questo è avvenuto cercando una definizione più precisa dell’identità e dell’operatività della cooperativa attraverso la produzione di documenti, di vario genere, che la descrivessero per metterla a disposizione di tutti. Oltre all’organigramma, di cui abbiamo già parlato nello scorso articolo, altri documenti importanti sono stati prodotti con questo obiettivo e in questo articolo cercheremo di presentare i più importanti. Cominciamo dal Documento di identità della cooperativa che, non a caso, è stato approvato nella stessa assemblea in cui si è dato il via alle Unità territoriali e che puoi trovare in allegato. Rimandandoti alla sua lettura integrale, presentiamo qui in sintesi la sua articolazione.
La definizione della cooperativa fa da intro al documento: COMIN è una cooperativa sociale di solidarietà articolata in unità territoriali. Promuove e organizza interventi rivolti ai minori e alla famiglia, offre occasioni di aiuto a famiglie in situazione di grave difficoltà e vuole contribuire allo sviluppo di una comunità sociale più coesa, matura e attenta ai bisogni e ai diritti dei più piccoli.
Come primo passo per tracciare l’identità viene presentata la storia e la memoria della cooperativa, raggruppando il racconto secondo questo sviluppo: 1975: le comunità residenziali, ovvero come ribadire l’importanza della famiglia proprio quando il minore ne viene allontanato; 1985: l’assistenza domiciliare per garantire al minore il diritto di crescere nella sua famiglia; 1995: il soggetto nel contesto del gruppo, la famiglia all’interno della rete sociale; Il nuovo millennio: intervenire professionalmente a fianco delle famiglie muovendosi tra le risorse delle famiglie in difficoltà e le difficoltà delle famiglie-risorsa.
La riflessione sulla nostra Mission è partita poi dall’individuare i principali soggetti a cui ci rivolgiamo, direttamente e indirettamente, ossia i nostri stakeholders. Abbiamo cercato di definire le loro aspettative nei nostri confronti e, per ogni aspettativa, abbiamo messo in relazione ciò che la nostra organizzazione attua e, soprattutto, i valori che ispirano le nostre azioni.
Tutto questo in piena sintonia con la definizione di Qualità intesa come capacità di soddisfare le esigenze espresse ed implicite.
Questi gli interlocutori individuati dei quali sono state espresse le aspettative nei nostri confronti: minore allontanato dalla famiglia, famiglia di origine del minore allontanato, minore seguito a domicilio e/o attraverso interventi diurni di sostegno, famiglia del minore seguito, famiglie disponibili all’accoglienza, servizi sociali degli enti locali territoriali, educatori, soci della cooperativa, territorio, Cnca, AssociaAnimAzione, I care.
Vision e Mission, sono le parole che stanno alla base della ragione d’essere della organizzazione ed i valori cui si ispira e possono riassumersi nella vignetta a fianco, dove : la vetta della montagna è la nostra Vision, ossia la meta lontana che vorremmo raggiungere, il sogno che vorremmo realizzare; lo zaino sulle spalle è la nostra Mission, ossia le attività che mettiamo in campo ed i valori che ci accompagnano nel cammino per raggiungere la Vision; il sentiero rappresenta la nostra Politica per la Qualità Sociale e gli obiettivi intermedi di miglioramento che fissiamo e che tentiamo di centrare per arrivare alla vetta.
Così viene sintetizzata la nostra Vision: una Comunità Sociale più matura, più attenta e sensibile ai bisogni e alle potenzialità di espressione e di sviluppo di ogni persona ed in particolare dei più piccoli nel loro bisogno di una Famiglia.
Mentre la Mission viene descritta in questo modo: attraverso l’attività dei nostri soci produrre accoglienza, condivisione e collaborazione per promuovere un sempre maggiore benessere sociale, descrivendo poi le modalità di attuazione:
- garantendo l’accoglienza e l’accudimento quotidiano in comunità con funzione vicaria della famiglia (nel senso di farne le veci);
- sostenendo il minore nel contesto della sua famiglia attraverso percorsi progettuali il più possibile condivisi con il minore e la famiglia stessi, oltre che con il servizio sociale;
- contribuendo alla costruzione dell’identità personale e sociale, nella ridefinizione del rapporto con l’ambiente familiare di origine, tramite la predisposizione di progetti individualizzati per ogni minore assistito, con il massimo coinvolgimento possibile della famiglia di origine;
- dedicando specifica attenzione alla promozione delle risorse personali e familiari dei cittadini stranieri;
- migliorando continuamente il servizio offerto anche tramite l’approfondimento della motivazione e la crescita professionale degli operatori;
- sostenendo l’integrazione sociale dei soggetti con i quali operiamo;
- promuovendo la pratica della solidarietà familiare;
- realizzando azioni di prevenzione e promozione dell’agio per bambini, adolescenti e giovani;
- realizzando interventi promozionali di sviluppo di comunità e animazione socio-culturale e favorendo integrazione, coesione e benessere sociale anche in relazione alla sempre maggiore presenza di etnie diverse nella nostra realtà sociale;
- perseguendo un’esperienza di lavoro cooperativo efficace (anche sul piano economico), corretto, partecipato, sostenibile, professionalmente e umanamente significativo, adeguatamente remunerativo;
- coordinandoci con altre realtà nel realizzare la nostra presenza socio-culturale e politica;
Il Documento si conclude poi riportando i valori operativi già impiegati per presentare la cooperativa in diversi documenti, compreso i Bilanci sociali, già presentati in altri capitoli.
La produzione del Documento di identità era motivata, oltre che dall’esigenza di favorire lo sviluppo di un progetto di cooperativa unitario, dal processo di costruzione del modello della qualità in vista anche delle relative certificazioni. Un percorso lento e discontinuo anche a causa della paura che il porre troppa attenzione alla definizione delle procedure e alla loro certificazione potesse minare il perseguimento di una qualità reale intesa, come detto sopra, come capacità di soddisfare le esigenze espresse ed implicite dei nostri stakeholders. Questo ha voluto dire, da una parte, costruire nel tempo, un po’ alla volta, strumenti specifici per la gestione della cooperativa o dei servizi specifici e dall’altra tentare di costruire un sistema di qualità, ritenuto più coerente, all’interno del MAQS (Modello Attivo della Qualità Sociale), assieme al Cnca. Per farla breve poi nei fatti, oltre a documenti, riorganizzazioni o strumenti specifici di gestione che abbiamo già presentato o di cui diremo nel prosieguo del racconto, la costruzione del MAQS non è stata portata a termine. Abbiamo pertanto proceduto, per prima cosa, alla certificazione ISO per i servizi domiciliari e scolastici, anche perché spesso richiesta nelle gare d’appalto. Nei fatti anche tale certificazione si è dimostrata un vestito adattabile alle nostre esigenze, in quanto è stato possibile adeguarlo progressivamente all’idea di qualità cui il servizio intende rifarsi.
Oltre alla definizione del Documento d’identità della cooperativa, sempre nel 2010, si è resa necessaria l’approvazione di un Nuovo Statuto di Comin. Oltre ad alcuni aspetti formali tra i motivi principali che hanno determinato questa modifica dello statuto, possiamo citare la necessità di recepire la nuova organizzazione in Unità territoriali e il cambiamento della quota sociale che passa da 500 a 250 euro. Per chi fosse interessato a comprender meglio le modifiche proposte alleghiamo il documento Principali proposte di modifica dello statuto presentato ai soci per facilitare la comprensione e la valutazione sulle scelte di modifica dello statuto.
Concludiamo ricordando l’approvazione del nuovo Regolamento del socio lavoratore che rappresenta la conclusione della fase di ripensamento della gestione del lavoro, che ha visto come momento iniziale lo stage dei Resinelli del 2004 e che si è innestato sulla necessità di applicare in modo corretto le novità previste nel nuovo Contratto nazionale del lavoro, che ha finalmente visto il suo rinnovo nel corso del 2008.
In modo correlato l’assemblea ha anche approvato il Regolamento del socio volontario. Nel corso degli anni è cresciuto il numero di soci volontari che restano associati per motivi affettivi (a volte anche solo legati al passato) senza avere sostanziali impegni operativi nella cooperativa. Alcuni aspetti di ordine istituzionale hanno portato all’esigenza di sfoltire il numero dei soci volontari ormai inattivi e al contempo di definire più precisamente ruolo e compiti del socio volontario. Da qui la stesura e l’approvazione del nuovo Regolamento.
