È evidente come le condizioni di lavoro, a cominciare dal livello retributivo, all’interno del mondo cooperativo siano piuttosto difficili. Ed è altrettanto chiaro come la principale causa di questo risieda in scelte di sistema legate alla marginalità economica, e ormai anche culturale, in cui è relegato il lavoro sociale. Questo è assodato, ma ciò non ha diminuito la convinzione che sia compito importante di COMIN cercare di individuare ed attuare tutte le forme di miglioramento possibili e sostenibili a favore dei propri soci, sotto questo punto di vista.
In questo articolo presenteremo tre azioni avviate nei primi anni del secondo decennio del 2000 (a cui ne sono seguite altre negli anni successivi) allo scopo di migliorare le condizioni di lavoro e di facilitare la conciliazione con gli impegni di vita di ciascuno.
La prima azione che segnaliamo si collega all’abitudine di raccogliere tra i soci, con cadenza più o meno biennale, la percezione sulle proprie condizioni di lavoro attraverso la somministrazione del questionario sul benessere del socio lavoratore. In questo questionario dopo aver affrontato alcuni aspetti di carattere generale viene chiesto ai soci di esprimere il proprio grado di soddisfazione rispetto ad alcuni aspetti del proprio lavoro: l’articolazione dell’orario di lavoro; il desiderio di lavorare di più o di meno oppure di cambiare servizio; la retribuzione; la politica contrattuale della cooperativa; la valorizzazione della propria esperienza professionale; la gestione dei conflitti; la gestione della decisionalità; le forme di coordinamento e di controllo; il flusso delle informazioni. Tra gli allegati potete consultare la Rielaborazione dei questionari sul benessere anno 2012 estrapolata dal bilancio sociale di quell’anno, che presenta i grafici dei dati relativi ad ogni risposta. Qui ci limitiamo a segnalare come il basso grado di soddisfazione riguardo alla retribuzione sia controbilanciato dall’apprezzamento circa la politica contrattuale che nel corso degli anni è andata adottando la Cooperativa.
Al termine del questionario è stato chiesto di sintetizzare in una parola cosa significhi essere socio della cooperativa. Qui sotto le risposte accorpate fornite dai soci, in diversa evidenza a seconda della rappresentatività numerica della parola stessa:
Questa immagine è stata usata come logo dello stage 14-15 della cooperativa.
La seconda azione che vogliamo ricordare si riferisce al Progetto La tata di Peter, presentato dalla cooperativa alla Regione Lombardia che lo ha poi finanziato all’interno di un bando per favorire azioni di welfare aziendale e interaziendale (vedi Scheda progettuale presentata alla Regione).
In concreto le azioni sviluppate dal progetto che si rivolge agli operatori di Comin, restando però aperto anche a dipendenti di altre aziende del territorio, sono sostanzialmente tre:
- “Holydays in Cipì”: Attivazione di un servizio educativo per due fasce di età:
- bambini (0-6 anni) negli spazi di via E. F. Pimentel, 5, sede di Cipì –Centro Integrato Prima Infanzia;
- bambini tra i 7 e gli 11 anni negli spazi dell’Anfiteatro Martesana
Il servizio è aperto nei periodi in cui le scuole sono chiuse (vacanze estive e invernali, ponti, feste patronali, chiusura per elezioni…). Ai lavoratori della cooperativa COMIN che dimostreranno di lavorare in modo continuativo nelle ore in cui chiedono l’accudimento dei figli, non verrà chiesto il pagamento di alcun corrispettivo, mentre agli esterni verrà offerto un servizio con tariffe calmierate.
- “La tata di Peter”: l’azione si articola in diverse sotto azioni che si prefiggono l’obiettivo comune di creare una rete di servizi di sostegno al lavoro domestico e all’accudimento in particolare dei figli più piccoli ma – in situazioni estemporanee – anche di persone anziane o soggetti fragili appartenenti al nucleo familiare. Il servizio, che sarà gratuito per gli operatori della cooperativa che debbano lavorare in orari non convenzionali, prevede:
*Creazione di una rete di collaboratori domestici e baby sitter disponibili per il lavoro occasionale regolamentato dagli appositi buoni INPS: la cooperativa COMIN, attraverso i propri operatori qualificati, si impegna a selezionare i collaboratori e a formare le baby sitter.
*Attivazione di mini-corsi per baby-sitter: gli operatori (Laureati in Scienze dell’Educazione) terranno alcuni piccoli corsi (nell’arco di un fine settimana o di alcune sere infrasettimanali) allo scopo di affrontare alcuni temi sull’accudimento dei bambini e di valutare il livello di competenza dei candidati;
*Colloqui individuali per l’inserimento dei candidati nel database: gli operatori di COMIN, prima di inserire nel proprio database dei candidati sia come baby sitter, sia per lo svolgimento di lavori domestici, effettueranno dei colloqui individuali per valutarne l’affidabilità;
*G.A.S.: verrà attivato e gestito dagli operatori COMIN, con un punto d’appoggio in una delle sedi per lo smistamento del materiale, un gruppo d’acquisto solidale biologico. Si offrirà (pagamento a percentuale sulla spesa) un servizio di consegna a domicilio della spesa per chi ne avesse bisogno, sempre attraverso la rete di collaboratori estemporanei.
- “La Madia del Tempo”: in parallelo allo svolgimento delle due azioni succitate, si promuoverà la creazione di una banca del tempo di zona, che avrà la funzione di rendere progressivamente sempre meno onerosi in termini economici i servizi di cui al punto 2. In particolare si chiederà a chi vuole partecipare a questa iniziativa di mettere a disposizione le proprie ore-lavoro su compiti precisi.
Rispetto agli esiti vi rimandiamo alla lettura della Relazione finale del progetto. Qui riportiamo solo alcuni dati complessivi. Rispetto alla prima azione complessivamente hanno partecipato gratuitamente ai diversi periodi circa 12 figli di soci lavoratori oltre a bambini della zona di riferimento della cooperativa che hanno invece pagato una quota d’iscrizione. Ciò ha permesso di garantire maggiori risorse per il funzionamento dell’attività e gruppi sufficientemente estesi per il buon andamento delle attività e delle relazioni tra i bambini.
Rispetto alla seconda azione vi riportiamo una tabella riassuntiva dei dati relativi al numero di fruitori per singola proposta:
| SERVIZIO | NUMERO FRUITORI |
| Maggiordomo aziendale | 65 |
| Babysitteraggio | 13 |
| Badantato | 4 |
| Operatore domestico | 22 |
| Bonus nido | 19 |
Importante sul piano numerico anche l’adesione ai corsi per Baby sitter. Nel corso del progetto si sono infatti tenuti 4 corsi a cui hanno partecipato 94 persone e di queste 79 hanno ottenuto l’attestato finale.
Quando il progetto si è concluso alcuni soci hanno cercato di mantenere alcuni piccoli servizi in condivisione per poter continuare a beneficiare di piccoli aiuti di conciliazione e la cooperativa ha favorito la cosa mettendo a disposizione degli spazi (es. stiratrice alcuni momenti durante la settimana)
La terza azione che presentiamo è di tipo differente. Si tratta infatti di un progetto svolto in collaborazione tra enti per lo più di secondo livello, partito con la sottoscrizione della Dichiarazione di intenti Svegliamoci e sogniamo! da parte di Arci, Cnca Lombardia, Lega coop e Movimento consumatori nella convinzione dell’opportunità di trovare occasioni di confronto tra queste organizzazioni che presentano significative differenze nella mission, nell’operatività, nell’approccio. Grazie al finanziamento di un progetto congiunto presentato all’interno del bando associazionismo della regione Lombardia dalle quattro organizzazioni con capofila Arci, si sono potuti avviare dei percorsi condivisi in modo fattivo (vedi Scheda progetto Svegliamoci e sogniamo).
Ne parliamo qui perché nei fatti si è deciso di identificare nella riscoperta e articolazione dei valori della mutualità nel nostro contesto di vita attuale il focus del confronto.
In concreto il progetto ha visto l’alternanza tra momenti di confronto sull’operatività sviluppata all’interno delle organizzazioni coinvolte e momenti di rielaborazione a partire da contributi forniti da esperti e studiosi, in grado di fornire stimoli di approfondimento e di favorire elaborazioni condivise.
All’interno del Cnca Lombardia, come previsto dal progetto, è stata proposta alle realtà aderenti di sviluppare al proprio interno un confronto a partire da questi stimoli:
- Indicare tre parole che descrivono i contenuti principali della mutualità che viene abitualmente agita tra gli aderenti alla nostra organizzazione nei livelli di base.
- Individuare quali sono le ulteriori e concrete forme di mutualità sviluppate all’interno delle nostre organizzazioni per aiutare i nostri aderenti a sostenere le fatiche economiche e sociali incontrate in questo periodo di difficoltà.
- Verificare se queste iniziative sono limitate ai soli aderenti o sono aperte ad altri.
- Identificare gli eventuali limiti di quest’interventi e le difficoltà incontrate dall’organizzazione.
- Identificare ed evidenziare i punti di forza.
- Segnalare tre esperienze ritenute particolarmente positive e ripetibili.
Gli esiti delle riflessioni sviluppate sono stati poi condivisi in una giornata di studio tenutasi alla Madia.
I contenuti del confronto, assieme al contributo degli esperti coinvolti (particolarmente utile tra questi il contributo di Gino Mazzoli), sono stati poi stimolo per costruire il Convegno finale del progetto dal titolo Svegliamoci e sogniamo – alla riscoperta dei valori della mutualità, che si è svolto a Milano alla Fondazione Ambrosianeum l’8 ottobre 2013.
Se desideri approfondire i contenuti del progetto puoi consultare tra gli Allegati gli Appunti sul progetto inviati ai relatori prima del convegno e una rassegna stampa on line sul progetto.
Come detto, quelle riportate sono solo alcune delle azioni sviluppate dalla cooperativa per migliorare le condizioni di lavoro dei soci. Le abbiamo presentate allo scopo di rendere manifesti l’intenzione di far crescere atteggiamenti di mutualità e anche i tentativi da parte della cooperativa per favorire lo sviluppo di scelte e azioni concrete per far crescere il benessere lavorativo dei soci. Sono solo esempi. Altri ci sono stati e altri seguiranno negli anni.
