{"id":8406,"date":"2026-02-27T16:51:03","date_gmt":"2026-02-27T16:51:03","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=8406"},"modified":"2026-02-27T16:51:08","modified_gmt":"2026-02-27T16:51:08","slug":"storia-di-piroga-2-0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2026\/02\/27\/storia-di-piroga-2-0\/","title":{"rendered":"Storia di Piroga 2.0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Storia di Piroga 2.0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come Fu che Iniziammo\u2026.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima dell\u2019inizio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia di <strong>Piroga 2.0<\/strong> inizia \u2013 come quasi sempre accade \u2013 prima della sua nascita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Comunit\u00e0 Diurna \u00e8 infatti il proseguimento (ma anche l\u2019evoluzione, il rinnovamento) della storia della Comunit\u00e0 Residenziale Educativa <strong>Piroga<\/strong>, il cui percorso \u00e8 durato 15 anni (2004-2019) si \u00e8 fondato sull\u2019alleanza di intenti e impegni tra famiglia Santambrogio (proprietaria dell\u2019immobile sede della Comunit\u00e0, profondamente interessata a realizzare un significativo progetto di accoglienza nel proprio contesto domestico e familiare) e cooperativa Comin (che fin dalla sua origine ha creduto e praticato l\u2019accoglienza residenziale di minori in contesti comunitari, secondo un modello familiare e profondamente legato al contesto territoriale).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dal 2004 in avanti<\/strong> questa comunanza di vedute e volont\u00e0: 1) ha portato la famiglia Santambrogio a coinvolgersi in prima persona nell\u2019attuazione pratica del progetto di accoglienza, e a concedere in comodato d\u2019uso alla Cooperativa Comin l\u2019immobile di Giussano di loro propriet\u00e0, 2) ha indotto la stessa Cooperativa a impiegare proprie risorse per ristrutturare adeguatamente l\u2019immobile, mettendo inoltre a disposizione competenza pedagogica ed esperienza gestionale per favorire il migliore avvio della comunit\u00e0 di accoglienza per minori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piroga<\/strong> \u2013 che si configura fino dall\u2019inizio come Comunit\u00e0 Residenziale Educativa con nucleo familiare residente \u2013 inizia quindi il proprio percorso, e per lunghi anni svolge un\u2019attivit\u00e0 sociale e pedagogica significativa, con intensit\u00e0 e passione, accogliendo complessivamente 41 bambini e ragazzi inviati dai Servizi Sociali pubblici del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo <strong>scadere del 15\u00b0 anno<\/strong> di attivit\u00e0 \u2013 coincidente con la durata della concessione dell\u2019immobile \u2013 si \u00e8 anche prossimi al momento della pensione di Gigi e Gabriella genitori della famiglia residente, i quali pensano di dedicare gli anni a venire ad un nuovo progetto in Africa\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo Matteo, il figlio maggiore della famiglia Santambrogio, si sposa con Silvia \u2013 anch\u2019essa educatrice di Piroga, assieme a Marco Santambrogio, fratello di Matteo \u2013 e inizia lui stesso l\u2019avventura di un proprio nucleo familiare (a breve nascer\u00e0 infatti il loro primogenito).<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dai <strong>primi mesi del 2019<\/strong> non vengono pi\u00f9 avviati inserimenti di minori nella Comunit\u00e0 Piroga, e vengono portati a termine quelli attivati nel passato (gli ultimi due confluiscono a fine 2019 in percorsi di affido).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che fare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso dell\u2019anno 2019, i Santambrogio e la cooperativa Comin provano a immaginare che cosa fare da l\u00ec in poi, se e come proseguire con l\u2019esperienza Piroga. Le possibili opzioni sul campo, tutte analizzate e considerate, sono sostanzialmente tre:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>la pura chiusura dell\u2019esperienza di Piroga;\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>il semplice proseguimento di Piroga, senza pi\u00f9 le \u201ccolonne storiche\u201d (Gigi e Gabriella) ma con la medesima formula del passato;\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>un cambiamento di storia e di prospettiva.\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>La <strong>prima opzione <\/strong>non viene presa in considerazione perch\u00e9 la storia di Piroga era stata importante e significativa, e nessuno degli attori in essa coinvolti si sentiva di volerla interrompere; perch\u00e9 i componenti \u201cgiovani\u201d dell\u2019\u00e9quipe erano motivati a proseguire e si sentivano responsabili a dar corso ad un\u2019eredit\u00e0 di valore che veniva conferita; e infine perch\u00e9 nel corso del tempo erano state costruite relazioni significative con i soggetti presenti sul territorio, Piroga era divenuta punto di riferimento importante, e ci\u00f2 richiedeva implicitamente una continuit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>seconda opzione <\/strong>non viene perseguita perch\u00e9 \u2013 tra le altre cose \u2013 Matteo Santambrogio stava avviando la sua vita familiare, ed era perci\u00f2 eccessivo pensare in contemporanea di costruire una nuova comunit\u00e0 familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, come nelle migliori storie, <strong>ci si orienta al cambiamento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo apriva a diverse possibilit\u00e0. Si pensa a nuove progettualit\u00e0 da realizzare: un doposcuola? Un\u2019associazione con vocazione sociale? La messa a disposizione di spazi e risorse per altri progetti sociali, anche gestiti da altri?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ricerche e osservazioni sul campo\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questa fase di elaborazione di ipotesi innovative, creativa ma anche disorientante, viene in aiuto l\u2019attivit\u00e0 di supervisione svolta dalla dottoressa Flavia Casi, psicoterapeuta esperta, da sempre vicina a Comin e a Piroga. Ci si interroga sui bisogni emergenti dal territorio, e sulla presenza di servizi e risorse gi\u00e0 attive nel contesto. Si analizzano in particolare \u2013 anche tramite interlocuzioni e interviste ad hoc \u2013 alcune delle progettualit\u00e0 da tempo messe in campo dalle cooperative del CEM Monza Brianza (coordinamento Comunit\u00e0 Educanti per Minorenni).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Emergono soprattutto all\u2019attenzione i servizi diurni per minori: non dei tradizionali Centri Diurni, e neppure dei contesti di accoglienza gestiti secondo un modello comunitario. Si trattava in realt\u00e0 di esperienze molto varie, dotate di caratteristiche differenti, non ancora formalmente inquadrate dal punto di vista normativo. In pratica, ciascuno si era un po\u2019 inventato il proprio modello\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa indagine sui servizi diurni, si iniziano a ricavano una serie di idee rispetto a che cosa si sarebbe potuto fare di nuovo e di diverso, ma prima ancora su cosa sarebbe stato importante mantenere di Piroga. Alla fine, si decide importante mantenere: 1) la forte attenzione alla cura (di storie e di percorsi); 2) il valore dell\u2019esperienza maturata, in modo da poterla valorizzare e restituire; 3) il concetto e il modello vissuto di comunit\u00e0; 4) il valore della casa (dell\u2019<em>abitare<\/em> una casa); 5) il concetto e il modello della famiglia (comunit\u00e0 come famiglia, che si traduce in pratica con la presenza di una famiglia residente).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EUREKA! Una comunit\u00e0, ma DIURNA!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La scoperta del \u201cmondo del diurno\u201d suggerisce progressivamente all\u2019\u00e9quipe di Piroga e ai referenti di Comin la possibilit\u00e0 di operare secondo linee ed obiettivi che, confrontate con la prospettiva pedagogica di Piroga, rappresentavano oggettivamente delle novit\u00e0 e delle risposte forse anche pi\u00f9 in sintonia con i bisogni ultimamente emergenti dal territorio. L\u2019ipotesi di realizzare un servizio diurno apriva infatti la possibilit\u00e0 di:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>accogliere \u2013 a differenza di quanto solitamente avviene nella comunit\u00e0 residenziale \u2013situazioni residenti e \u201cviventi\u201d nel territorio vicino e circostante;<\/li>\n\n\n\n<li>intervenire in maniera strutturale e importante nei confronti delle famiglie d\u2019origine dei minori accolti;<\/li>\n\n\n\n<li>lavorare sostanzialmente \u2013 o comunque in maniera significativa \u2013 in termini di prevenzione, considerando anche la precocit\u00e0 delle situazioni problematiche tipicamente accolte in un intervento diurno;<\/li>\n\n\n\n<li>di poter influire in maniera virtuosa sulle difficolt\u00e0 e sulle fatiche del sistema dei servizi istituzionali territoriali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In questa fase ci si interroga anche sulla possibilit\u00e0 di un nuovo avvio non solo sul versante del tipo di servizio da realizzare, ma anche del \u201csoggetto Istituzionale\u201d. Ci si chiede cio\u00e8 se sia il caso di proseguire come servizio della cooperativa Comin, oppure se potrebbe essere meglio costituire un nuovo soggetto giuridico per la progettualit\u00e0 in avvio, ad esempio una nuova associazione \u2026..<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piroga 2.0 inizia la sua avventura \u2026.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del 2019 si decide quindi di proseguire la storia avviata 15 anni prima:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"nv-cv-m wp-block-list\">\n<li>con un servizio EDUCATIVO DI TIPO COMUNITARIO DIURNO,<\/li>\n\n\n\n<li>Con un servizio FACENTE PARTE DELLA COOPERATIVA COMIN. Si valuta infatti positivo e importante restare all\u2019interno di una mission di un orizzonte di valori condivisi; in una prospettiva di lavoro cooperativo. A fronte di tale scelta, Comin appoggia e offre fiducia al percorso di rinnovamento atto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>PIROGA 2.0 inizia quindi la sua attivit\u00e0 a settembre 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, Regione Lombardia elabora la definizione istituzionale della unit\u00e0 d\u2019offerta \u201cComunit\u00e0 diurna per Minori\u201d. A febbraio 2020 \u2013 6 mesi dopo la nascita di Piroga 2.0 \u2013 esce la DGR che norma questa nuova unit\u00e0 d\u2019offerta. Per questo, inizialmente Piroga 2.0 si configura come comunit\u00e0 residenziale che, nella pratica, avvia solo progetti diurni. La CPE da Comunit\u00e0 Diurna in quanto tale \u00e8 arriva solo a febbraio 2021.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il periodo del COVID e dei lock-down l\u2019avvio del nuovo servizio viene subito messo alla prova, ma in breve tempo riesce ad entrare a pieno regime.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fin da subito tuttavia la comunit\u00e0 diurna si configura come \u201cun jolly che in determinati tipi di storie e percorsi vale la pena giocare\u201d: quei percorsi cio\u00e8 in cui i ragazzi\/bambini, se presi per tempo, possono fare un\u2019esperienza di comunit\u00e0 senza interrompere i rapporti e il \u201cvissuto\u201d con il proprio nucleo familiare d\u2019origine. Si sperimenta quindi la possibilit\u00e0 di intercettare storie con caratteristiche particolari, non necessariamente adeguate alla comunit\u00e0 residenziale; e diviene cos\u00ec possibile offrire una risposta \u201csu misura\u201d, adeguata e vicina a questo tipo di esigenze.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunit\u00e0 diurna non fa notti, ma l\u2019investimento educativo verso i destinatari non \u00e8 minore o meno impegnativo. Per certi versi la comunit\u00e0 diurna \u00e8 pi\u00f9 impegnativa di quella residenziale: in quest\u2019ultima infatti la relazione educativa viene praticata \u201cin continuit\u00e0\u201d; nella diurna invece ci sono delle necessarie discontinuit\u00e0 (es. weekend) che non di rado creano fatiche ed esigenza di riprendere e ricostruire. Tali momenti rappresentano per\u00f2 anche delle cartine di tornasole che indicano come effettivamente il percorso sta andando.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo fare un bilancio dei primi 5 anni di esperienza, possiamo dire che la scommessa fatta si \u00e8 rivelata efficacia e vincente. Attualmente esiste anche una lista di attesa (sono cio\u00e8 presenti pi\u00f9 richieste di accoglienza che possibilit\u00e0 di soddisfarle).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente la Comunit\u00e0 Diurna ha in carico 17 percorsi educativi. Si tratta nella gran parte dei casi di progetti medio-lunghi, con un massimo di 12 percorsi in compresenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia di Piroga 2.0 Come Fu che Iniziammo\u2026. 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