{"id":828,"date":"2021-05-31T10:30:01","date_gmt":"2021-05-31T10:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/?p=828"},"modified":"2022-04-06T14:22:14","modified_gmt":"2022-04-06T14:22:14","slug":"storie-di-comunita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/05\/31\/storie-di-comunita-2\/","title":{"rendered":"Una girandola di emozioni, ogni giorno diverse"},"content":{"rendered":"\n<p>Non sar\u00e0 tutto immediatamente comprensibile, quello che sto per raccontarvi \u00e8 un emozionante miscela di eventi suggestivi tanto da poter essere definiti quasi magici.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiamo Laura, classe 1985, da anni oramai lavoro nello stesso e identico luogo, ma quello che accade a me e ai miei colleghi quotidianamente ha dell\u2019incredibile. La sede non cambia MAI, stessa via, stesso edificio, stesso giardino, ma ogni giorno la nostra occupazione \u00e8 differente. Noi non siamo mai quelli di ieri, cambia il nostro ruolo, la nostra mansione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le persone per le quali lavoriamo, ad oggi sono otto, sette femmine e un maschio. Hanno et\u00e0 diverse ma sono accomunate per lo pi\u00f9 da esigenze simili; il tempo pu\u00f2 apportare delle differenze nel loro gruppo, c\u2019\u00e8 chi si ferma di pi\u00f9, chi si ferma di meno, ma noi li ricordiamo tutti, li ricordiamo perfettamente.<\/p>\n\n\n\n<p>La magia di questo luogo e delle persone che lo vivono permette di sperimentarci in diversi mestieri, mentre vi scrivo sono sporca di farina perch\u00e9 oggi sono stata una pizzaiola, al contempo il mio collega Cristiano serviva ai tavoli. Potrei giurare o documentare con delle foto, che proprio ieri io e Alessandra siamo state delle atlete che avevano appena terminato le Olimpiadi e dirvi con la stessa identica fermezza che, il giorno prima siamo state Critici d\u2019Arte che questionavano di quadri in galleria, e che nella stessa sera ci siamo trovate a staccare ticket per l\u2019ingresso al cinema. &nbsp;Lo so, ha dell\u2019incredibile, ma \u00e8 tutto vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei aiutarvi dicendo 5, 7, 9, 11, 13, 15, 16, 19, ma non capireste e magari pensereste di dover giocare questi numeri al Lotto. &nbsp;Non \u00e8 cosi, teneteli a mente, vi serviranno pi\u00f9 avanti per comprendere meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019arrivo dell\u2019emergenza per noi le cose sono cambiate. Anche se apparteniamo a quella percentuale di popolazione alla quale \u00e8 stato consentito spostarsi per \u201c<em>comprovate esigenze lavorative<\/em>\u201d, noi abbiamo il dovere di farlo, non possiamo fermarci, ma a dire il vero neanche lo vorremmo. Un po\u2019 ci siamo abituati, lavoriamo nel week end, nei giorni di festa, spesso il 15 agosto; per noi non esistono giorni rossi, la maggior parte delle volte festeggiamo con i nostri capi. Non vogliamo essere chiamati \u201ceroi\u201d, non lo siamo, il nostro strano e camaleontico lavoro lo abbiamo scelto e lo adempiamo quotidianamente con passione, impegno e responsabilit\u00e0. Quest\u2019ultima \u00e8 la nostra costante.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiamo Laura, ho trentacinque anni e sono un\u2019Educatrice di Comunit\u00e0. Svelato l\u2019arcano. Esiste una stretta relazione tra le parole comunit\u00e0, vita in comune e&nbsp;dono. Un\u2019 etimologia della parola comunit\u00e0 fa derivare communitas da <em>cum-munus<\/em>, cio\u00e8 dal&nbsp;dono&nbsp;(munus) reciproco. Ma la stessa etimologia ci rivela immediatamente anche l\u2019ambivalenza del&nbsp;dono, nascosta nella parola latina munus. Munus \u00e8 insieme&nbsp;dono&nbsp;e obbligo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia comunit\u00e0 si chiama Girandola. Nasce da un progetto della Cooperativa Comin nel 2012, come comunit\u00e0 residenziale. Convoglia quattro famiglie affidatarie e degli appartamenti per l\u2019autonomia. 5, 7, 9, 11, 13, 15, 16, 19 sono le et\u00e0 dei bambini e dei ragazzi che attualmente la abitano. La pizzeria, le Olimpiadi, la serata cinema o la giornata d\u2019arte sono tra le attivit\u00e0 che quotidianamente svolgiamo in loro compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima settimana di emergenza da Covid-19 da noi in Girandola ha avuto un gran successo. Una ola significativa \u00e8 partita a gran voce per la ministra Azzolina, quando si \u00e8 scoperto che la scuola era stata momentaneamente sospesa. Con un clima favorevole, l\u2019invito e il consiglio degli esperti a trascorrere pi\u00f9 tempo all\u2019aria aperta, i primi giorni si sono praticamente volatilizzati, siamo stati in una fattoria e abbiamo fatto una gita in barca, i casi erano contenuti e la paura di essere contagiati non era ancora percepita come qualcosa di quotidiano e reale.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione si \u00e8 modificata velocemente. Un Decreto Ministeriale annunciava \u201c<em>Italia zona rossa<\/em>\u201d. Detto sinceramente, non eravamo pronti, ma poi abbiamo capito, non si \u00e8 mai pronti ad un evento del genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla velocit\u00e0 della luce abbiamo dovuto reperire diversi mezzi e adoperare diverse modalit\u00e0 per cercare di spiegare, differentemente e in base all\u2019et\u00e0 cosa stesse realmente accadendo; non avevamo neanche noi le idee particolarmente chiare, ma nonostante il turbinio di emozioni, grazie all\u2019arte dell\u2019improvvisazione nell\u2019imprevisto dell\u2019imprevisto, possiamo dire di aver fatto un ottimo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 stato semplice spiegare che, nonostante l\u2019arrivo della primavera non potevamo trascorrere del tempo fuori dalla comunit\u00e0, che la scuola non sarebbe probabilmente ricominciata. Una delle nostre ragazze \u00e8 una maturanda, ci dispiace, non ci sar\u00e0 per lei una vera notte prima degli esami, non \u00e8 stato semplice spiegare che non sarebbero venuti pi\u00f9 i volontari a trascorrere del tempo con loro, che avrebbero sospeso gli sport e soprattutto non \u00e8 stato semplice dire loro che non avrebbero rivisto le famiglie per un tempo indeterminato, perch\u00e9 bisogna tutelarsi, perch\u00e9 la salute \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto vero, ma le relazioni, i legami, seppur critici e talvolta fragili, anche quelli sono importanti. Il sentimento ricorrente \u00e8 stata la paura per le loro famiglie \u201c<em>noi siamo qui, siamo protetti, tutelati, ma la mia mamma, mio pap\u00e0, mio fratello<\/em>?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I nostri ragazzi hanno capito che il virus \u00e8 democratico. Non conosce confini, etnie, et\u00e0, luogo di residenza, classe sociale, mestiere, genere. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo dovuto adattarci all\u2019inedito scenario, mutare di fronte alle loro esigenza di rassicurazione, ci siamo improvvisati videomaker, abbiamo preparato dei videomessaggi per tutti i loro cari, li abbiamo inviati ai Servizi Sociali e pian piano stiamo ricevendo le risposte. &nbsp;Cos\u00ec hanno riacquisito un po\u2019 di serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione non \u00e8 semplice neanche per noi educatori. Provate a moltiplicare il nostro lavoro per 24 ore e rimoltiplicarlo per il numero dei nostri ospiti. La cifra che ne viene fuori \u00e8 alta, ma abbiamo fatto delle scelte e abbiamo preso decisioni che costano fatica e sacrificio. Copriamo turni da cinque giorni, ne riposiamo altrettanti, ci\u00f2 per evitare spostamenti quotidiani, garantiamo sempre la presenza di due operatori. &nbsp;Erica, una nostra collega, per evitare contatti con la madre che lavora nella sanit\u00e0 si \u00e8 trasferita in uno degli alloggi liberi per l\u2019autonomia, non ci spostiamo neanche per la spesa, educatori di altri servizi non residenziali appartenenti alla cooperativa, si sono resi disponibili e la consegnano settimanalmente, arriviamo in comunit\u00e0 ci laviamo e cambiamo i vestiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte sono le cose che si sono modificate con l\u2019arrivo del virus, altre invece restano dei punti fermi. Concluse le nostre nuove procedure per entrare in struttura, sappiamo che i nostri bambini e ragazzi, nonostante il momento prescriva le distanze sociali aspettano le nostre mani, ricercano il nostro affetto, perch\u00e9 proprio come in una famiglia, questi gesti di supporto e consolazione, tra di noi non possono mancare. Arrivano da storie difficili, hanno un mondo dentro e in questo momento non hanno il supporto delle loro consuete terapie, ma quotidianamente ci stupiamo per quanto siano plastici e disposti ad affidarsi, hanno realmente e interiorizzato il senso di <em>fare comunit\u00e0<\/em>, hanno capito che siamo \u201ctutti sulla stessa barca\u201d e nonostante momenti di rabbia, incertezze e pianti quasi inconsolabili, sono disposti a fare squadra tra loro, con noi, e a sorreggersi l\u2019uno con l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiamo Laura, sono una delle Educatrici della comunit\u00e0 Girandola, ed insieme alla mia equip\u00e8 ho scoperto una cosa importante. Ho scoperto che i nostri bambini e i nostri ragazzi, considerati soggetti fragili per il loro bagaglio, sanno \u201crestare\u201d, sanno cercare e trovare le capacit\u00e0 per far fronte agli eventi, sviluppando un cambiamento ma mantenendo la propria identit\u00e0. Ho scoperto che sono fatti della stessa sostanza dell\u2019acqua, che si trasforma in bevanda se messa in un bicchiere, in fiume se posta in un argine, o farsi cascata lungo un dirupo, rimanendo sempre e comunque solo acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Equipe della Girandola<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sar\u00e0 tutto immediatamente comprensibile, quello che sto per raccontarvi \u00e8 un emozionante miscela di eventi suggestivi tanto da poter essere definiti quasi magici. Mi chiamo Laura, classe 1985, da anni oramai lavoro nello stesso e identico luogo, ma quello che accade a me e ai miei colleghi quotidianamente ha dell\u2019incredibile. 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