{"id":707,"date":"2021-07-28T16:02:04","date_gmt":"2021-07-28T16:02:04","guid":{"rendered":"https:\/\/cominvolo.wordpress.com\/?p=707"},"modified":"2021-08-02T13:34:52","modified_gmt":"2021-08-02T13:34:52","slug":"il-ripensamento-del-1980","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/28\/il-ripensamento-del-1980\/","title":{"rendered":"Il ripensamento del 1980"},"content":{"rendered":"\n<p>Durante il primo anno di lavoro con questo nuovo assetto, gli educatori continuano a interrogarsi sul significato e le caratteristiche del servizio, sul proprio ruolo all\u2019interno di esso e sugli strumenti di cui dotarsi per poterlo gestire in maniera efficace; su quale significato assumono la propria presenza e i propri compiti all\u2019interno della cooperativa nel suo insieme, sul come fare per poter avviare un confronto che permetta lo strutturarsi di una linea pedagogica effettivamente comune in primo luogo all\u2019interno delle singole comunit\u00e0 e poi anche tra tutte le comunit\u00e0 della cooperativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono state diverse le acquisizioni al riguardo scaturite da questo lavoro di riflessione, culminato in un corso di aggiornamento tenutosi a Favaro nell\u2019estate dell\u201980.<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco le principali, che sono state riportate nel documento del 1980 \u201cCooperare per cambiare\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; La caratteristica fondamentale di un servizio realmente alternativo all\u2019istituto \u00e8 una costante attenzione al soddisfacimento dei bisogni del bambino e degli stessi educatori considerati in s\u00e9 e in relazione alla societ\u00e0 (famiglia, amici, scuole, strutture sociali intesi come ambiti educativi).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il processo educativo riguarda, seppure in modi diversi, tutti i membri della comunit\u00e0, adulti e bambini, chiamati a vivere assieme e a gestire assieme la propria crescita umana. Ci\u00f2 richiede di impostare il discorso non su \u201ca che cosa educhiamo\u201d ma su \u201ca che cosa vogliamo educarci\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Si rende necessario adottare un corretto metodo di lavoro che tenga presente la complessit\u00e0 relazionale del progetto educativo che si articola in:<\/p>\n\n\n\n<p>analisi del fabbisogno<\/p>\n\n\n\n<p>analisi delle risorse in possesso e da acquisire<\/p>\n\n\n\n<p>progettazione dell\u2019intervento<\/p>\n\n\n\n<p>attuazione<\/p>\n\n\n\n<p>verifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste e le altre acquisizioni relative al servizio alternativo che si intendeva rendere richiesero alla cooperativa lo sforzo di un ripensamento degli obbiettivi, del metodo di lavoro e dell\u2019organizzazione pi\u00f9 efficace.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, nel settembre del 1980, dopo il corso di Favaro, la cooperativa affida al gruppo educatori il compito di elaborare una proposta di ristrutturazione della cooperativa in modo da ripensare i criteri di fondo e soprattutto il metodo di lavoro e il modello organizzativo conseguente. Tale elaborazione port\u00f2 a una modifica sostanziale dell\u2019impostazione della cooperativa.<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto \u00e8 significativo sottolineare alcune delle acquisizioni e delle riflessioni che riguardano direttamente l\u2019impostazione delle comunit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>1) La definizione del ruolo professionale dell\u2019operatore di comunit\u00e0; nel sottolineare l\u2019importanza della professionalit\u00e0 dell\u2019educatore non si intende affermare che tale figura debba per questo essere meno motivata e disponibile di quanto lo fosse la vicemadre inizialmente prevista nelle comunit\u00e0, anche se il suo ruolo assume connotazioni specifiche ben diverse.<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>2) Viene definitivamente sancita la costituzione di \u00e9quipe educative paritetiche corresponsabili e collegiali per gestire la vita delle comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>3) Viene concessa agli educatori che lo richiedono la possibilit\u00e0 di essere soci della cooperativa, nella convinzione che un servizio realmente de istituzionalizzante debba prevedere l\u2019effettiva corresponsabilit\u00e0 di chi lo gestisce a qualsiasi livello si trovi.<\/p>\n\n\n\n<p>4) Si ratifica il passaggio di competenza dell\u2019assemblea dei soci \u00e9quipe educative in primo luogo e poi al gruppo degli educatori dell\u2019analisi e della progettazione educativa, anche se viene sottolineata con convinzione l\u2019importanza del ruolo che pu\u00f2 essere svolto dai soci non educatori sia come amici della comunit\u00e0 nel rapporto con i bambini, sia come corresponsabili per quello che riguarda le decisioni prese nell\u2019ambito del progetto globale proprio di ogni caso.<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>5) Viene sottolineata la necessit\u00e0 di una organizzazione razionale del lavoro<a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> che, partendo dalla realt\u00e0 di ogni giorno e attraverso la revisione e la ristrutturazione dell\u2019organizzazione di ogni singola \u00e9quipe, possa permettere:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la risposta ai bisogni di ogni singolo minare con apertura all\u2019aspetto sociale del problema educativo: scuola, famiglia, servizi sociali<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; adeguati spazi di igiene mentale degli educatori<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; una reale impostazione paritetica dell\u2019\u00e9quipe per evitare dannose ruolizzazioni?<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Definizione del modello comunitario.<\/h1>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere significativo, per descrivere il modello comunitario COMIN emerso dal ripensamento del 1980, partite dalla definizione di comunit\u00e0 fatta nel volumetto \u201cI servizi di comunit\u00e0\u201d edito dalla Regione Lombardia ed elaborata da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di molte esperienze lombarde, tra cui anche un rappresentante COMIN, soprattutto perch\u00e9 la cooperativa si riconobbe in questa definizione generale che \u00e8 anzi stata spesso riportata dalla cooperativa all\u2019atto di definire le proprie comunit\u00e0 o di fare proposte all\u2019ente pubblico. In tale volume si definisce appunto la comunit\u00e0 come:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmbiente strutturato di vita temporaneo o definitivo caratterizzato da un clima di interrelazioni che permetta la manifestazione di comportamenti differenziati, autonomi, ancorati a motivazioni personali o di gruppo e di progetti articolati e realistici riguardanti l\u2019organizzazione della vita di ognuno. Tale ambiente strutturato ha bisogno della presenza efficace di un numero di adulti su cui contare che condividano necessit\u00e0 e bisogni all\u2019interno della comunit\u00e0 come ambiente fisico e soprattutto nei rapporti con il territorio, le strutture, le istituzioni con le quali necessariamente e normalmente ci si interrelaziona (scuola, mondo del lavoro, tribunale, strutture sanitarie e per il tempo libero e cos\u00ec via) senza per questo voler proporre un inattuabile modello familiare e senza alcuna enfasi sulla necessit\u00e0 di modelli paterni o materni.<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco di seguito alcune caratteristiche del nostro modello di comunit\u00e0 come furono definite in quel periodo: Le comunit\u00e0 alloggio sono composte da un massimo di cinque o sei minori di diverse et\u00e0 e da due o tre educatori che gestiscono la comunit\u00e0 in modo collegiale e corresponsabile; tra questi educatori due almeno sono conviventi a tempo pieno, sono previste sia figure maschili che femminili.<\/p>\n\n\n\n<p>La cooperativa si avvale anche dell\u2019apporto di obbiettori di coscienza e di volontari che vivono nelle comunit\u00e0. Tali comunit\u00e0 che si strutturano secondo modelli di vita familiare sono situate in normali appartamenti; i bambini frequentano le scuole pubbliche e si tende a far s\u00ec che essi abbiano la consapevolezza e la padronanza dell\u2019ambiente in cui vivono (realt\u00e0 di quartiere, amici, gruppi). La comunit\u00e0 si caratterizza per essere integrativa della famiglia di origine e non intende porsi come sostitutiva e\/o conflittuale nei confronti della stessa, soprattutto in vista di un rientro del minore. Del resto non \u00e8 sufficiente motivata sul piano pedagogico un\u2019eccessiva enfasi sulla ricostruzione dei modelli parentali all\u2019interno della comunit\u00e0 pur salvaguardando un reale legame affettivo e un coinvolgimento personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Da tale assunto discende che l\u2019inserimento nella rete dei servizi dell\u2019ente locale dovrebbe attuarsi sul territorio in cui sorge il bisogno per evitare di sradicare il bambino dal suo ambiente familiare e sociale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>Si rimanda, per una trattazione pi\u00f9 specifica, alla parte riguardante il gruppo educatori dove verr\u00e0 poi trattato in specifico anche il lavoro del corso di Favaro. Per chi \u00e8 interessato, si ricorda che \u00e8 disponibile in sede una relazione dettagliata del lavoro svolto in quel corso e si rimanda al doc 10 contenente la proposta per il corso.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a>Si rimanda capitolo 3: Il processo di ristrutturazione degli anni 80.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a>Viene rifiutato a questo riguardo il concetto di volontariato puro che era stato propugnato in una posizione di minoranza da tre membri del gruppo degli educatori. A questo riguardo si veda il documento \u201cPosizione di minoranza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a>Questo fatto cominci\u00f2 ad aprire una crisi di ruolo in alcuni soci fondatori (che sar\u00e0 trattata in altre parti di questo lavoro).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> \u00c8 importante sottolineare come, nel porre il problema dell\u2019organizzazione del lavoro, sin da questo momento si voglia tener conto della correlazione esistente tra la qualit\u00e0 del servizio da rendere, i bisogni degli operatori e la qualit\u00e0 del lavoro svolto<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Si rimanda per questi contenuti ai documenti \u201cCooperare per cambiare\u201d n.11 e \u201cCooperativa Comin gestione di servizi di comunit\u00e0 per minori\u201d n.13 riportati nella sezione Documenti<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\"><\/a>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante il primo anno di lavoro con questo nuovo assetto, gli educatori continuano a interrogarsi sul significato e le caratteristiche del servizio, sul proprio ruolo all\u2019interno di esso e sugli strumenti di cui dotarsi per poterlo gestire in maniera efficace; su quale significato assumono la propria presenza e i propri compiti all\u2019interno della cooperativa nel&hellip;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"read-more-wrapper\"><a href=\"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/2021\/07\/28\/il-ripensamento-del-1980\/\" class=\"button button-secondary\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto \u00bb<span class=\"screen-reader-text\">Il ripensamento del 1980<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","rop_custom_images_group":[],"rop_custom_messages_group":[],"rop_publish_now":"initial","rop_publish_now_accounts":[],"rop_publish_now_history":[],"rop_publish_now_status":"pending","neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","neve_meta_reading_time":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[14,4],"tags":[],"class_list":["post-707","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-1-evoluzione-del-modello","category-comunita"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/707","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=707"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/707\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=707"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=707"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/coopcomin.org\/cominvolo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}